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Fallimento Scandone, Solimeno: "Già intraprese le iniziative per salvaguardarne storia e tradizione"

La nota del liquidatore: "Il Tribunale di Avellino stamattina ha dichiarato il fallimento di una società per azioni indebitata per quasi 23 milioni di euro, non anche della storia e del nome di “Scandone anno 1948'"

Il Liquidatore Goffredo Solimeno, di concerto con i propri legali, avv.ti Marcello Penta e Maria Laura Roca, intende precisare che, contrariamente a quanto comunicato da alcuni organi di stampa, il Tribunale di Avellino stamattina ha dichiarato il fallimento di una società per azioni indebitata per quasi 23 milioni di euro, non anche della storia e del nome di “Scandone anno 1948”.

Come accertato dal Giudice relatore dott. Guglielmo ed in contrasto con quanto rappresentato dal liquidatore uscente Basile e dai suoi consulenti, la decisione scaturisce dal fatto che “le risorse patrimoniali di cui dispone la società sono del tutto insufficienti per la definizione dell’esposizione debitoria“.

Fermi tutti gli accertamenti che gli organi fallimentari ed i Giudici penali porranno in essere per accertare le cause del dissesto della società fallita e per individuarne i responsabili, Solimeno chiarisce che, dal suo subentro avvenuto il 5 luglio scorso, sono state intraprese tutte le dovute iniziative volte a salvaguardare la tradizione e la storia di “Scandone anno 1948”.

Così da consentire ai curatori fallimentari di farne rivivere il nome ed i simboli nelle mani di imprenditori seri, a cui affidare la rinascita della squadra irpina senza più il fardello di una debitoria milionaria, collocandola nella categoria che da sempre le compete per la propria tifoseria.

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