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Coronavirus, Ondo Mengue (Scandone): "Anche noi giocatori dobbiamo rinunciare a una parte dello stipendio"

Le dichiarazioni del cestista biancoverde

In un momento difficile per lo sport in generale, c'è bisogno della collaborazione di tutti, anche dei giocatori che devono rinunciare a una parte di stipendio. Intervistato da Sport Channel 214, Bruno Ondo Mengue, cestista della Scandone Avellino, racconta dello stato di incertezza in cui versa la pallacanestro, a causa dell'emergenza coronavirus.

Ondo Mengue: "Società e giocatori devono sacrificarsi"

La guardia biancoverde indica nella collaborazione di tutti la via per uscire da questa crisi: "Capisco il momento, ma dobbiamo sacrificarci tutti, nel senso che la Lega deve comprendere che non si può continuare. Le società devono capire che, per quanto riguarda questo periodo, i giocatori non possono restare per così tanto tempo senza avere uno stipendio. Non è più come 10-15 anni fa, dove i cestisti, in Serie B, arrivavano a guadagnare anche tra i 50.000 e gli 80.000 euro. Sarà molto difficile, in primis, perché c'è tanta gente che vive, come me, di questo sport. Penso a quei ragazzi che devono pagare un mutuo o mantenere una famiglia: immaginate che cosa significa stare sei mesi senza prendere stipendio".

Il cestista guineiano si mostra, comunque, fiducioso per la risoluzione dell'emergenza nel basket: "La Federazione deve cercare di dare una mano, almeno in questo periodo. Anche noi dobbiamo cercare di essere consapevoli e rinunciare a una parte del nostro salario. Spero che si riesca ad arrivare a un accordo tra le parti".

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