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Calcioscommesse, la Procura non arretra: Avellino rischia

La settimana prossima la sentenza

Si è chiusa l’udienza a Roma per il deferimento dell'Avellino e dei suoi tesserati per il caso calcioscommesse. Resta la richiesta di sette punti per il sodalizio di Piazza Libertà. La Procura conferma le precedenti richieste per tutti i coinvolti. La settimana prossima la sentenza definitiva: sarà una vera e propria passione pasquale.

Walter Taccone presente all'udienza è molto contrariato: “Ritengo che per un presidente essere chiamato  in causa per un procedimento penale sia molto grave. Ovviamente non riesco a capire da dove esce il mio nome.  Sottolineo che su tremila pagine di processo, il mio nome compare su una sola riga.  Hanno chiesto per me presidente dell’Avellino calcio nove mesi di squalifica. Io rimango esterrefatto.  Sono voluto venire a parlare oggi per guardare in faccia alle persone.  Io sono un professionista che ha fatto della serenità professionale in ambito sanitario ed in ambito sportivo la sua fede.  Il fatto di essere chiamato in causa in questa sede, mortifica la mia persona.  Sono arrabbiato, perché mi trovi qui, per dichiarazioni di persone che io non conosco. Non credo che io e l’Avellino società che mi onoro di rappresentare meritiamo tutto questo”.  L'Avellino, intesa come società, pagherà con i punti gli illeciti commessi dai suoi tesserati. 

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