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US Avellino, Taurino fissa l'obiettivo: "Dare l'anima ogni giorno per costruire qualcosa di importante"

Le parole del nuovo tecnico biancoverde in occasione della conferenza stampa odierna: "Con il lavoro e l'atteggiamento, il pubblico si appassiona. La nostra squadra deve incarnare lo spirito di un popolo"

Presso la sala stampa dello stadio "Partenio-Lombardi", il nuovo allenatore dell'Avellino, mister Roberto Taurino, si è presentato con un chiaro obiettivo: dare l'anima, ogni giorno, per inseguire la stagione del riscatto.

"Dobbiamo tendere alla perfezione, sapendo che può essere raggiungibile"

"Penso che il miglior modo per ripagare la fiducia del tifoso è quella di dare sempre l'anima" esordisce il nuovo tecnico biancoverde. "Questo deve essere il nostro obiettivo costante. Non dobbiamo pensare troppo a lungo termine ma, da oggi pomeriggio, a partire dal primo allenamento, il nostro obiettivo principale è scendere in campo e dare il massimo. Se noi saremo in grado di migliorarci insieme ogni giorno, possiamo costruire qualcosa di importante".

"Il calcio è fatto di due fasi: difensiva e offensiva" spiega Taurino. "Le squadre che riescono a ottenere risultati sono quelle che giocano con equilibrio. Sappiamo di avere un nome importante, una storia gloriosa, ma per noi quest'aspetto non deve rappresentare un peso o una spada di Damocle. Squadre come il Chievo e il Sassuolo, con organizzazione, hanno raggiunto risultati importanti. Con il lavoro e con l'atteggiamento, il pubblico si appassiona: la nostra squadra deve incarnare lo spirito di un popolo. Una squadra non può pensare di vincere tutte le partite, ma dobbiamo tendere alla perfezione, sapendo che può essere raggiungibile. E' uno stimolo costante, un ulteriore gradino da salire, un obiettivo da raggiungere quotidianamente. Faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità per avere una squadra che ci rappresenti".

"Non mi piacciono i like e i social, l'unica cosa a cui penso è il lavoro"

"Oggi c'è un bel pizzico di emozione: emozione che è salita anche in questi mesi" confessa Taurino. "Seguo il calcio da sempre, negli anni Ottanta ero un ragazzino, l'Avellino era sulle pagine della Serie A, qui sono passati giocatori importanti. La percezione che ho avuto da amici storici è come se fossi arrivato in una squadra da Champions League. Devo ringraziare la Virtus Francavilla e il presidente per aver avuto quest'opportunità. Oggi, Avellino e Francavilla sono nella stessa serie ma, quando sono andato via da Francavilla, la notizia è stata accolta in maniera normale. Quando mi ha chiamato l'Avellino, ho ricevuto tanti complimenti. So di avere i miei pregi e i miei difetti, non mi piacciono i like e i social, l'unica cosa a cui penso è il lavoro. In campo ero un combattente e cerco di trasferire quest'atteggiamento anche ai miei calciatori. Se si vuole costruire un percorso vincente e raggiungere un obiettivo importante, c'è bisogno anche di un'idea che vada a unirsi al grande sacrificio e alla grande voglia da mettere in campo".

"Sono consapevole che si vogliano sentire subito grossi proclami, è giusto che il tifoso possa sognare e noi dobbiamo fare in modo di costruire qualcosa per far sognare questa piazza" prosegue il mister di origini salentine. "L'obiettivo nostro è vedere uno stadio e una curva pieni: se noi riusciamo a meritarci quello stadio e quella curva, significa che saremo riusciti a fare qualcosa di importante. E' importante rendere anche la società sostenibile nel lungo periodo. Dobbiamo unire tutto questo: essere sostenibili, ma competitivi, al meglio che possiamo. Io ho firmato per un anno, perché accetto le sfide. Il lavoro di un allenatore non è facile, questo funziona anche a grandissimi livelli. Ma noi sappiamo dove vogliamo andare, questo è certo. Vediamo quanta ne riusciamo a fare e se riusciamo ad arrivare fino alla fine".

Sulle eventuali pressioni mediatiche, Taurino ironizza: "A casa mi sono abbastanza allenato, avendo una moglie giornalista. E' giusto che ci siano attenzione e aspettativa. Questo è un mestiere che, da quando sei calciatori fino a quando diventi allenatore, sei giudicato per tutto quello che fai. Il lavoro è determinante e ne siamo consapevoli. Nessuno vuole sfuggire da questa logica. Se vogliamo costruire un percorso che ci vuole portare lontano, dobbiamo costruire un'idea di squadra che, a volte, ci può portare anche a subire qualcosa. Ma tutti gli allenatori, dalla squadra che si deve salvare a quella che vuole ammazzare il campionato, vogliono vincere. Le vittorie vanno costruite e, soprattutto, il percorso di crescita".

US Avellino, Taurino fissa l'obiettivo: "Dare l'anima ogni giorno per costruire qualcosa di importante"

"Non sono molto focalizzato sul modulo, se a qualcuno non sta bene giocare qui può andare altrove"

Sul modulo: "Ci siamo orientati su un'idea di base, ma ci siamo orientati anche su giocatori che possono permetterci di fare qualcosa di diverso. Oggi il calcio è in evoluzione, ci sono delle situazioni che non ti danno vantaggi. Qualche giocatore l'ho visto all'opera, di altri abbiamo visto il video, poi quando li vedi allenarsi giorno dopo giorno ti fai un'idea di base. Non sono molto focalizzato sul modulo, ogni giocatore mette le proprie idee che fanno capo a un unico filo conduttore che si chiama gioco. Se riusciamo a fare questo, possiamo portare i nostri calciatori a esprimere il massimo potenziale".

Sul calciomercato: "Ci sono delle idee, sia in uscita che in entrata. Le ciambelle non escono tutte con il buco: se non dovesse andare tutto come abbiamo prefissato, ci adatteremmo. Non vogliamo alibi e non ne chiediamo. Vogliamo dare semplicemente il massimo. Se si vuole costruire il massimo, dobbiamo farlo tutti. Se a qualcuno non sta bene giocare qui perché ci sono troppi tifosi, anche se si tratta del calciatore più forte della rosa, possono andare altrove. Vogliamo solo giocatori che vogliono giocare qui ad Avellino. Non voglio parlare delle situazioni dell'anno scorso, anche perché non mi piace parlare di situazioni che non conosco".

In particolare, sugli esuberi in rosa: "Non bisogna esasperare la situazione della passata stagione. Ho l'idea, altrimenti, che si parta già con un pensiero pessimista: sono situazioni che, niente di più e niente di meno, si verificano in tutte le squadre. Stiamo lavorando già da diverso tempo e cercheremo di fare il nostro meglio anche nella costruzione della rosa".

Su Claudiu Micovschi: "Siamo rimasti impressionati dal fatto che volesse restare ad Avellino. E' un ragazzo sensibile, che ha messo da parte certe situazioni e vuole dimostrare il massimo. Siamo sicuri che può fare una grande stagione".

"Con De Vito ci siamo ritrovati su tantissimi punti, spero di poter vedere il presidente felice a maggio"

Il rapporto con il ds Enzo De Vito: "Abbiamo avuto inizialmente dei confronti e ci siamo ritrovati su tantissimi punti. Innanzitutto, volevamo una squadra fresca e di intensità. Il direttore De Vito si è mosso bene anche sui giovani, facendomi comprendere anche l'importanza dell'obiettivo. Penso che la goduria di un direttore sia non solo quella di raggiungere risultati, ma anche di far crescere i ragazzi e il loro aspetto etico. Per loro, Avellino può essere una tappa fondamentale, dove tutti i ragazzi sognano di arrivare. Abbiamo ben chiara l'idea di squadra che vogliamo mettere in mostra". 

Sul presidente Angelo Antonio D'Agostino: "Quando l'ho incontrato, voleva conoscermi e sapere quale fosse la mia idea di squadra. Devo dire che mi ha colpito il suo grande attaccamento a questo territorio. Ho capito che, prima di essere un presidente, è un tifoso. Chi sta nel calcio, deve essere contento di vedere gente come lui che investe denaro per regalare soddisfazioni alla propria comunità. Sul presidente, posso dire che mi ha fatto una tale buona impressione che voglio soddisfarlo in tutto e per tutto. Spero, a maggio, di poterlo vedere felice".

Infine, un paragone con Antonio Conte: "Sono ancora molto lontano a lui. E' della mia terra, ma evitiamo questi accostamenti. Non fanno bene e creano troppe aspettative".

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