Lunedì, 15 Luglio 2024
Calcio

Raccattapalle inibito dopo Avellino-Foggia, respinto il ricorso dei familiari

L'avvocato (e madre) del ragazzo non si dà pace: "Non è stato mio figlio, questo non è sport"

Riceviamo e pubblichiamo lo sfogo dell'avv. Annunziata Coppola, madre del raccattapalle Aniello Nappi, inibito, lo scorso 5 maggio e fino al prossimo 4 giugno, dal Giudice Sportivo, in relazione all'incontro Avellino-Foggia, valevole per il secondo turno della fase del girone dei playoff di Serie C e terminato con il punteggio di 1-2 in favore degli ospiti.

"Dopo le prime rimostranze alla società sportiva, per onor del vero e per dare un segnale forte sull'importanza delle regole soprattutto nel gioco del calcio, come famiglia siamo ricorsi alla Corte Sportiva d'Appello Nazionale che ha respistno il reclamo e dopo qualche giorno ha pubblicato le motivazioni che potete leggere sul portale della FIGC. È inutile dirvi che come cittadini siamo oltre che rammaricati, delusi ma soprattutto stupiti perchè di tutto si può parlare fuor chè di giustizia. Mio figlio non indossava la pettorina n. 5. Mio figlio nell'elenco dei raccatapalle era classificato al n.4 e indossava la pettorina n. 8. I giudici della corte d'appello non hanno ascoltato le nostre ragioni. Le persone presenti e non alla partita del 4 maggio, sanno che mio figlio non ha commesso i fatti contestati ma chi è deputato a far emergere la verità, tace e, anzi, avalla un verbale che è stato redatto senza alcun rigore logico per quanto riguarda l'identificazione del e/o dei responsabili. Il verbale oltretutto appare contraddittorio perchè mentre riporta chiaramente e dettagliatamente tutte le condotte punite associa il nome del raccattapalle n°5 con Nappi Aniello che di pettorina indossava il n.8. Ho sempre pensato che lo sport a certi livelli fosse una disciplina seria ma mi sto ricredendo e provo grandi sfiducia anche in questi organi (Giudice sportivo- procura federale- Corte sportiva d'Appello) con questi nomi così altisonanti ma completamenti vuoti nella sostanza. Del resto cosa si può protendere da una giustizia costituita da organi che hanno tutti nomina interna all'istituzione stessa in cui operano e dalla quale sono influenzati. Lo sport che educa ha fallito perchè da una parte c'è qualcuno che pensa di averla fatta franca per le azioni contrarie alle regole che ha posto in essere e dall'altro c'è un ragazzo che è stato travolto da una sanzione senza alcuna colpa. Non è questo lo sport! Non è questa la giustizia che deve garantire il rispetto delle regole!".

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