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Taccone - tifosi ritorna il sereno: "Nessun debito ma solo passività, basta saper leggere le carte"

L'ex socio Michele Gubitosa aveva allarmato tutti

Ritorna il sereno tra tifosi e Taccone? E’ quello che si aspettano tutti dopo i chiarimenti avvenuti nell’incontro tra le parti a porte aperte. Il massimo esponente della società biancoverde ha annunciato:  “Mi fa piacere che siete tutti qui, abbiamo posticipato l’incontro perché voi (rivolto alla Curva Sud) l'altra volta non siete venuti. Non sono qui per scusarmi di niente, perché ho sempre elogiato i tifosi, sono qui per fare una chiacchierata tranquilla, è un ambiente caldo ma deve diventare un tifo per sostenere la squadra, perché i presidenti vanno via ma i tifosi restano”. Poi il via al faccia a faccia. Si è partito da Ferullo e sull’ingresso in società. Taccone ha risposto:   “Ferullo doveva prima decidere se accettare di entrare nell’Avellino, perciò ho ritenuto di non dirlo subito, ma solo a cose fatte. Quando poi lui ha visto il clima di ostilità che si creato, ha rinunciato a diventare amministratore unico, comunque ora lui ha il 15% dell’Avellino. Non ha dato soldi, ma ha portato sponsorizzazioni“.  Ma tra Ferullo e la tifoseria le distanze restano tanto che Taccone aggiunge: “La società è la mia, contestare una società perché arriva un socio che porta dei soldi non lo capisco”.

Sui debiti della società annunciati dall’ex socio Michele Gubitosa, uscito di scena, in estate, il presidente Taccone chiarisce: “Le carte bisogna saperle leggerle, Gubitosa non ha tutta questa conoscenza del calcio, lui fa un altro genere di attività. Non mi fate entrare in polemica con Gubitosa che è un mio amico, lui può dire quello che vuole”

E spiega nello specifico: “Quando si legge soltanto la parte passiva, quello non è un debito. Ci sono i valori dei cartellini dei calciatori che bilanciano il debito, che quindi non è assolutamente quello. Non abbiamo assolutamente 1 euro di debito né con la Covisoc, né con la Lega di Serie B”. Fa un esempio: “La clinica Santa Rita ha un debito di 14 milioni di euro, ma ha un immobile di 23 milioni di euro. Questo significa che siamo in debito? Ripeto ancora una volta che le cose di cui voi parlate sono passività e non debiti”.  Ad un certo punto Taccone si sfoga: “Sono qui da 9 nove anni quindi merito rispetto. Se viene il milionario di turno, può prendere l’Avellino con un euro e io faccio il tifoso, ma poi questo milionario dopo due-tre anni si scoccia e se ne va. Io non l’ho fatto.Non sono mai retrocesso, non faccio il saliscendi, finché ci sto io rimaniamo  in Serie B o facciamo di più”.

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