Vendita Avellino Calcio, regna il caos: senza dimissioni del CdA salta tutto

La cordata vuole evitare una maggiorazione del prezzo di acquisto

Il via libera di ieri alla cessione dell'Avellino Calcio, votato dall'assemblea dei soci all'unanimità, sembrava aver messo il punto definitivo su un dramma sportivo che ormai va avanti da mesi. E invece no, per la cordata interessata all'acquisto c'è da compiere un altro passo: le dimissioni dell'intero CdA, a partire dall'Amministratore delegato Dario Scalella. Il tris imprenditoriale, composto da Nicola Cercelli, Luigi Izzo e Aniello Martone, tramite i propri legali avrebbe anche avanzato un ultimatum che dovrebbe scadere entro oggi. La cordata non vorrebbe altri ostacoli nell'acquisizione, anche perché i tempi stringono e ci sono adempienze da rispettare (come ad esempio il pagamento degli stipendi). Quindi, se non dovessero arrivare le dimissioni del gruppo guidato da De Cesare e Mauriello, i tempi per la chiusura della trattativa si allungherebbero di una decina di giorni e le adempienze ricadrebbero tutte sulla attuale società. Perché la cordata è preoccupata per un possibile rinvio? Perché lo slittamento comporterebbe anche un aumento del prezzo di acquisto, decisamente maggiorato rispetto al milione e tre pattuito.

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