Venerdì, 19 Luglio 2024
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Capitale Italiana del Volontariato 2025, pronta la candidatura di Avellino

La manifestazione di interesse viene presentata dal CSV Irpinia Sannio ETS-CESVOLAB. Amore: "Il riconoscimento accenderebbe i riflettori sull'Irpinia e sul mondo del volontariato"

Il CSV Irpinia Sannio ETS-CESVOLAB ha deciso di presentare la partecipazione di Avellino, congiuntamente con quella per Benevento, al bando pubblicato da CSVnet per il conferimento del titolo di Capitale Italiana del Volontariato 2025. Un'opportunità importante per le terre di Irpinia e Sannio, già penalizzate dallo spopolamento, dalla carenza di servizi e da scarsi collegamenti. L'esito positivo della candidatura infatti avrebbe una ricaduta economica sul territorio, portando in città ed in provincia esponenti del mondo del volontariato, della politica, delle istituzioni, della cultura, unite dal filo conduttore capace di intrecciarsi in una rete sociale per l'integrazione. Il sostegno di enti ed imprese alle attività avrebbe un imponente ritorno di immagine per istituzioni e privati, citati non solo con i loghi sul materiale informativo, ma anche nella comunicazione. Ai partner pubblici e privati è garantita una visibilità nazionale, in quanto Avellino e l'Irpinia con Benevento ed il Sannio diventerebbero il centro pulsante della costruzione di nuove politiche culturali e sociali polarizzando l'attenzione dei media.

Il CSV Irpinia Sannio ETS-CESVOLAB candida Avellino e Benevento a Capitale Italiana del Volontariato 2025

L'iter per la presentazione della manifestazione di interesse è stato illustrato questa mattina, presso la sala consiliare di Palazzo Caracciolo, dal presidente del CSV Irpinia Sannio ETS Raffaele Amore: "Sappiamo che il bando sta ottenendo l'interesse di molti capoluoghi di provincia italiani; noi speriamo nell'aiuto di istituzioni e stakeholder del territorio, che in queste ore ci stanno dando una mano per raggiungere l'obiettivo". Alla presentazione odierna hanno preso parte anche Alfredo Cucciniello, portavoce del Forum del Terzo Settore di Avellino e Filierto Parente, referente del CSV Irpina Sannio ETS per la Capitale Italiana del Volontariato.

Per Raffaele Amore, Avellino e Benevento hanno ottime possibilità di ottenere il riconoscimento perché "sono province che esprimono un volontariato di qualità che si muove autonomamente e con pochi strumenti se consideriamo che in altre parti d'Italia ci sono sedi di fondazioni bancarie che in qualche modo aiutano il mondo del volontariato grazie alle risorse provenienti dal settore privato. Da noi la situazione è un po' diversa; tuttavia, il volontariato fa la sua parte e interviene là dove le istituzioni non riesco ad arrivare, supplendo a molte carenze".

L'acquisizione del titolo di "Capitale Italiana del Volontariato 2025" permetterebbe di accenderanno i riflettori su Irpinia e Sannio e sul mondo del volontariato, dando la possibilità di avere scambi con associazioni di altre province del nostro paese. "Questo sarà sicuramente un momento di crescita non solo per il terzo settore - ha aggiunto Amore - abbiamo inserito nella candidatura temi importanti come la sostenibilità, le aree interne e la qualità della vita, argomenti sui quali è importante ragionare nel nostro territorio, con la speranza di riuscire a mettere in campo delle soluzioni concrete".

Il titolo di Capitale Italiana del Volontariato 2025, istituito nel 2021 e riconosciuto fino ad oggi a Bergamo nel 2022, Cosenza nel 2023 e Trento nel 2024, viene assegnato alla città che ha saputo valorizzare il contributo di volontari, associazioni e amministrazioni locali nella costruzione del bene comune. Fondamentale dunque sarà nell'iter per la candidatura il supporto ed il contributo dei partner pubblici e privati che affiancheranno il CSV Irpinia Sannio ETS in questa sfida che vuole rappresentare una grande opportunità per il territorio delle due province.  

II CESVOLAB sul territorio interprovinciale di Avellino Benevento è l'unico ente preposto a presentare candidatura ai fini dell'assegnazione del titolo di Città Italina del Volontariato 2025 partecipando al Bando indetto dall'Associazione Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSVnet) che associa complesivamente 49 Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) attivi in Italia.

L'istituzione della Capitale Italiana del Volontariato 2025 è fondata sulla storica attività del volontariato italiano, presente capillarmente sul territorio nazionale ed accomunato, nella pluralità, da distintivi valori comuni di rilevanza costituzionale e tale titolo è rilasciato da CSVnet in partenariato con il Forum Nazionale del Terzo Settore e la Caritas Italiana. L'iniziativa, che si pone in linea con la consolidata esperienza della Capitale Europea del Volontariato, trova connessioni con le finalità della risoluzione 40/212 dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 17/12/1985 che ha istituito la Giornata Mondiale del Volontariato da celebrarsi il 5 dicembre di ogni anno, con i contenuti della legge 14 luglio 2015, n. 110 istitutiva del Giorno del Dono ricorrente ogni anno il 4 di ottobre, e con i principi ispiratori del decreto legislativo 117/2017 contenente il Codice del Terzo settore, in particolare all'art 17, c. 2 dove definisce la figura del volontario, all'art. 19 dove dispone sulla promozione della cultura del Volontariato in capo alle pubbliche amministrazioni, all'art. 63, c. 2 dove precisa sulle funzioni attribuite ai Centri di servizio per il volontariato, accreditati in tutte le regioni e nelle province autonome.

Il conferimento del titolo di Capitale Italiana del Volontariato 2025 si propone tra i diversi obiettivi quello di riconoscere e valorizzare le pratiche esemplari e generative esistenti nell'alleanza e collaborazione per il bene comune tra mondo del volontariato, pubblica amministrazione, imprese e società civile anche attraverso l'elaborazione e la sperimentazione di nuovi modelli relazionali.

Le candidature verranno valutate sulla base di criteri prestabiliti, che riguardano anche la composizione del comitato promotore, il coinvolgimento del volontariato locale, il coinvolgimento delle scuole, il coinvolgimento di aziende no profit, il programma delle attività proposte, le connessioni con altre iniziative locali, l'innovatività delle proposte, la sostenibilità finanziaria.

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