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Università a numero chiuso, la protesta della Fgci Valle Caudina

La nota

La nota della Federazione Giovanile Comunista Italiana della Valle Caudina sul numero chiuso nelle università italiane. "Il numero chiuso rappresenta un ostacolo per molti studenti che vogliono continuare o intraprendere un percorso formativo dopo la secondaria di primo grado per la realizzazione delle proprie aspirazioni ed inclinazioni.

Siamo contrari al numero chiuso in quanto pensiamo che un quesito a risposte multiple sia troppo riduttivo e non consista in un metro di valutazione in grado di stabilire chi può avere accesso e chi no al diritto all’Istruzione.  E’ irragionevole per sua natura, in quanto i test d’ingresso all’università vengono posti nel bel mezzo del 2° semestre/3°trimestre delle superiori o a fine dell’anno accademico, non dando allo studente il tempo sufficiente per preparare al meglio la prova ed al contempo non avendo i mezzi necessari per l’assimilazione di concetti, posti nelle domande dei test, che vengono acquisiti durante il percorso universitario.

Denunciamo la macchina delle case editrici e delle scuole private che sostengono la presenza dei test, esse marciano sulle aspettative degli studenti, i quali vorrebbero ottenere una preparazione più adeguata in tempi – in realtà – troppo ristretti, alimentando il mercato delle vacche e la speculazione sulla preparazione ai Test.

Denunciamo le innumerevoli irregolarità verificatesi spesso durante i test, e per le quali i Tar hanno dovuto pronunciarsi fin troppe volte al fine di tutelare il diritto dei numerosi studenti che sono stati danneggiati, e con esse gli innumerevoli brogli impuniti di coloro che hanno avuto accesso perché figli di chi occupa posizioni di potere politico, clientelare, e professionale.

Denunciamo il drammatico tasso di ansia e di esasperazione indotte dal test sui ragazzi e le ragazze che, come troppo spesso accaduto, nella prospettiva di vedersi negati i loro sogni e il loro futuro possono incorrere in varie (e gravi) patologie psicologiche.

Denunciamo la solita incompetenza degli elaboratori dei test e la frequente scorretta formulazione delle domande e delle risposte alle quali spesso si è dovuto porre rimedio o tramite vie legali o – più semplicemente – per annullamento del valore della domanda (assegnando un punto a tutti), alterando dunque il risultato finale conseguito dallo studente e la validità generale delle classifiche.

Denunciamo il carattere classista, iniquo e regressivo dei test e delle tasse universitarie che attraverso i costi sempre più esosi delle tasse per l’iscrizione ai test costituiscono un grande ostacolo per la realizzazione degli studi, in barba al articolo 33. della Costituzione. I test alimentano anche uno squilibrio tra chi può permettersi i costi esosi dei test e da chi non può permetterseli.

Il numero chiuso fa sì che vi sia dopo l’università meno personale qualificato nei vari settori lavorativi, diventando anche un serio e grave problema per l’erogazione dei singoli servizi di cui i cittadini hanno bisogno.

Per l’Universalità degli studi diciamo no ai test d’Ingresso. Per un sapere libero e alla portata di tutti, affinchè ognuno possa avere l’opportunità di realizzare i propri sogni e il proprio futuro".

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