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Lunedì riparte la scuola, tra le regioni c'è anche la Campania

Il primo febbraio segna il ritorno in aula anche delle seconde-terze medie e delle superiori, ma con limiti che cambiano in base alla regione: non succedeva da novembre

Dopo due mesi di didattica a distanza, proteste e scioperi, lunedì 1 febbraio 2021 riaprono le scuole in tutte le regioni italiane: non succedeva dal novembre dello scorso anno. A tornare in classe saranno gli studenti delle seconde e terze medie, insieme agli alunni delle superiori che, potranno tornare a frequentare le lezioni di presenza, ma con una percentuale del 50%, mentre in alcune regioni ci sarà la possibilità di scegliere se mandare i figli in classe o farli ancora collegare al Pc.

Scuola, lunedì si torna in classe in tutta Italia

Tra due giorni infatti, come già stabilito, risuona la campanella per tutti in Friuli Venezia Giulia, Basilicata, Veneto, Sardegna, Calabria, Campania, e Puglia, mentre le altre Regioni avevano già ripreso - se pur con difficoltà e in molti istituti "a singhiozzo" - le lezioni in aula: i primi a tornare a scuola dopo le vacanze di Natale, il 7 gennaio, erano stati gli studenti delle Province autonome di Trento e Bolzano; l'11 gennaio era stato il turno di Valle d'Aosta, Toscana e Abruzzo; il 18 gennaio di Lazio, Emilia-Romagna, Piemonte e Molise; infine, il 25 gennaio, avevano ripreso Lombardia, Liguria, Marche, Umbria e Campania (solo le medie). Vediamo adesso nel dettaglio le novità che riguardano le ultime sette Regioni dove le lezioni in presenza ripartiranno lunedì 1 febbraio.

Scuola, le regole in Campania

In Campania lunedì ripartono in presenza le scuole superiori, mentre le medie erano già riprese il 25 gennaio. Ieri il presidente della Regione Vincenzo De Luca ha firmato un atto di richiamo in cui si raccomanda ai dirigenti scolastici di adottare misure di massima prudenza nella organizzazione delle attività scolastiche, assicurando in particolare:

  1. che la presenza in aula delle singole classi sia disposta in misura non superiore al 50% (misura minima prevista dal DPCM 14 gennaio 2021) per la scuola secondaria di secondo grado, assicurando il collegamento on line da parte della restante platea scolastica, preferibilmente in modalità sincrona;
  2. che venga consentito ai genitori degli alunni, nel rispetto della misura sopra prevista, di optare per la fruizione della didattica a distanza;
  3. che in ogni caso venga disposta, su richiesta, la fruizione dell'attività didattica a distanza agli alunni con situazioni di fragilità del sistema immunitario, proprie ovvero di persone conviventi, o comunque sulla base di esigenze adeguatamente motivate;
  4. che non venga differenziato l'orario di ingresso degli alunni, assicurando piuttosto il rispetto dei limiti percentuali di presenza in aula degli alunni medesimi attraverso adeguate misure di rotazione.

De Luca: "La decisione del governo di aprire tutto è stata del tutto opportunistica"

“Per quanto riguarda la scuola, per evitare assembramenti, era fondamentale potenziare il trasporto. La decisione di aprire tutto è stata una decisione del tutto opportunistica. Grave è stato il comportamento del presidente del Consiglio, che ha sempre avallato le decisioni del ministro dell’Istruzione. In Campania abbiamo investito 26 milioni di euro per potenziare i trasporti. Una parte degli alunni sarebbe entrata alle 8 e un’altra alle 10. La raccomandazione che abbiamo pubblicato ieri ha proposto alcune riflessioni. Molte famiglie hanno manifestato le loro difficoltà per quanto riguarda l'orario differenziato. Per questo abbiamo consentito ai dirigenti scolastici di regolare l’attività didattica”. 

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