Le scuole irpine riaprono a settembre, aule vietate ai bambini col raffreddore: ecco le date e le regole

Come abbiamo ricordato più volte, si torna a scuola dal 14 settembre e, finalmente, anche in Irpinia come nel resto d'Italia, con lezioni in presenza

Come abbiamo ricordato più volte, si torna a scuola dal 14 settembre e, finalmente, anche in Irpinia come nel resto d'Italia, con lezioni in presenza. Ma gli istituti saranno già aperti dal primo settembre per i corsi di recupero dedicati a chi non hanno raggiunto la sufficienza alla fine dell’anno scolastico appena concluso. La decisione del governo dopo l'allentamento delle misure di sicurezza previste per l'emergenza coronavirus. Tuttavia per il ritorno in aula sono previste specifiche linee guida dettate dagli esperti del comitato tecnico scientifico del ministero dell'istruzione. 

Grande attenzione sarà posta alle pulizie dei locali al cui fine sono stati erogati dal governo 331 milioni di euro destinati alle singole scuole. Per garantire le distanze di sicurezza che gli alunni dovranno tenere anche con una rimodulazione dei posti a sedere (un metro di distanziamento, secondo il Cts) sono previste lezioni anche in spazi esterni (come musei, teatri e parchi). Attenzione però: nelle Linee Guida pubblicate dal Miur si legge che la "precondizione" per la presenza a scuola di alunni e personale è l’assenza di sintomi nei tre giorni precedenti. L’interpretazione più chiara potrebbe essere questa: se un bambino ha un po’ di raffreddore sabato - anche se poi sta meglio - sulla carta non dovrebbe tornare in aula fino al martedì. 

Ad ogni modo la didattica a distanza non sarà accantonata: potrà infatti essere usata in modo complementare alle lezioni in presenza ma solo nella scuola secondaria di II grado. Inoltre in caso di una nuova emergenza epidemiologica potrà essere disposta nuovamente la sospensione della didattica in presenza e la ripresa dell'attività a distanza. 

Quanto agli ingressi saranno previsti percorsi predefiniti "per evitare raggruppamenti o assembramenti e garantire ingressi, uscite, deflussi e distanziamenti adeguati in ogni fase della giornata scolastica". Inoltre gli orari di inizio e fine delle attività scolastiche potranno essere differiti e scaglionati: al personale ausiliario sarà affidato il compito di accoglienza e vigilanza.

Le regole per le scuole 

Regole specifiche sono previste per la scuola materna in considerazione del fatto che i bambini di età inferiore ai sei anni hanno esigenze del tutto particolari, legate al bisogno di muoversi, esplorare, toccare. Pertanto andranno coinvolti gradualmente al rispetto delle nuove regole: il rito frequente dell'igiene delle mani, la protezione delle vie respiratorie, la distanza di cortesia, potranno diventare nuove "routine" da vivere con serenità e gioiosità.

Ovviamente l'uso delle mascherine non è previsto per i minori di sei anni, mentre per gli adulti sono raccomandati i dispositivi di protezione quali visierine "leggere" e guanti di nitrile per "non far venir meno la possibilità di essere riconosciuti e di mantenere un contatto ravvicinato con i bambini piccoli e tra i bambini stessi". L'ingresso dei bambini che già avviene in una fascia temporale "aperta" (dalle 7,30 alle 9,00), potrà essere adeguata alle nuove condizioni, programmata e concordata con i genitori. Analogamente potrà avvenire per le fasce di uscita, al termine dell' orario scolastico.

Quanto all'utilizzo della mensa saranno previsti due o più turni per evitare l'affollamento dei locali. In alternativa i pasto potranno essere consumati all'interno dell'aula didattica, ma solo se opportunamente areata e igienizzata al termine della lezione e al termine del pasto stesso.


Per quanto riguarda la partecipazione studentesca, le istituzioni scolastiche provvedono a garantire spazi adeguati per le assemblee e per ogni forma di declinazione della rappresentanza e della partecipazione studentesca, nel rispetto delle regole del distanziamento fisico, ovvero, ove ciò sia reso necessario, a garantire comunque lo svolgimento di dette attività anche con modalità a distanza.

D'Amelio: "La ripresa scolastica non può penalizzare le famiglie"

Ieri mattina si è riunita l’Assemblea plenaria della Conferenza dei Consigli regionali e, tra i punti in oggetto, abbiamo discusso e approvato un ordine del giorno sul tema prioritario della scuola, con l’intento di riuscire ad attivare e sostenere ogni possibile ed utile iniziativa nei confronti del Governo, affinché dal prossimo settembre le attività scolastiche possano riprendere in presenza ed in condizioni di sicurezza”. L’appello per una ripresa a settembre delle attività scolastiche in presenza e in sicurezza è della presidente del Consiglio regionale della Campania Rosetta D’Amelio, in qualità di coordinatrice della Conferenza dei Consigli regionali

L’Assemblea plenaria della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, presieduta da D’Amelio, sì è svolta in modalità video. Si è registrata una partecipazione molto ampia dei presidenti, testimonianza della ribadita volontà di proseguire, anche solo in modo virtuale, l’attività istituzionale all’interno delle Assemblee regionali e della Conferenza. Hanno partecipato: Lorenzo Sospiri (Abruzzo), Carmine Cicala (Basilicata), Emma Petitti (Emilia-Romagna), Piero Mauro Zanin (Friuli Venezia Giulia), Devid Porrello (Lazio), Antonio Malanchini (Lombardia), Antonio Mastrovincenzo (Marche), Michele Pais (Sardegna), Eugenio Giani (Toscana), Roberto Paccher (Trentino Alto Adige), Walter Kaswalder (Trento) e Roberto Ciambetti (Veneto).

Su proposta del Vice Coordinatore, presidente Antonio Mastrovincenzo, l’Assemblea ha approvato un importante ordine del giorno sul tema della priorità delle scelte politiche che devono necessariamente interessare il mondo della scuola, della riapertura, dei fondi, delle strutture e della vita dei ragazzi, dei giovani e delle loro famiglie".

"Obiettivo primario dell’ordine del giorno – ha spiegato Mastrovincenzo - è tenere conto della ineluttabilità di un coordinamento e di una condivisione delle scelte da adottare, che non possono essere rimesse alla sola autonomia scolastica, giacché, diversamente, si potrebbero affermare strategie e prassi differenti anche tra gli Istituti scolastici dello stesso territorio, con il conseguente rischio di aumentare disparità di opportunità e disuguaglianze”.

“La ripresa scolastica da settembre – ha sottolineato D’Amelio - non può penalizzare le famiglie, i docenti e gli studenti ma soprattutto, a partire anche dall’esperienza avuta durante il lockdown, occorre conciliare tempi di vita e lavoro senza ulteriori ripercussioni negative. Ciò risulta particolarmente evidente per le donne e per le madri, costrette in molti casi a dover rinunciare alla propria attività professionale, come dimostrano i dati diffusi, secondo i quali, dall’inizio della pandemia ad oggi, sono circa 37.000 le donne ad aver lasciato il lavoro. Per questo – ha concluso D’Amelio – il nostro intento è quello di riuscire ad attivare e sostenere ogni possibile ed utile iniziativa nei confronti del Governo, affinché dal prossimo settembre le attività scolastiche possano riprendere in presenza ed in condizioni di sicurezza”.

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