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Il vaccino italiano anti Covid sarà pronto a settembre 2022

Ascierto: "Sarà facilmente adattabile alle varianti che diventano prevalenti"

Si chiama Covid-eVax il vaccino tutto italiano ideato dall'azienda Takis di Castel Romano (Roma) e sviluppato in collaborazione con la Rottapharm Biotech di Monza. Si basa su una tecnologia innovativa rispetto a quella dei vaccini ad oggi disponibili che rende il farmaco facilmente adattabile a nuove varianti e consente di evitare la catena del freddo nella conservazione e nel trasporto. Dopo gli studi preclinici (in laboratorio), iniziati un anno fa, è partita agli inizi di marzo la sperimentazione clinica (cioè sull'uomo) di fase 1 e fase 2 che vede coinvolti l'Istituto Nazionale Tumori IRCCS Pascale di Napoli, l'Istituto Nazionale sulle Malattie Infettive Spallanzani di Roma e l'Ospedale San Gerardo di Monza in collaborazione con l'Università di Milano Bicocca. I tre centri clinici - come ha dichiarato la Takis - si occuperanno di tutte le attività dello studio, ma ciascuno con responsabilità maggiori su uno dei tre aspetti principali della sperimentazione: il San Gerardo di Monza è responsabile del trattamento dei primi soggetti di ciascuna dose e della verifica dei risultati preliminari; il Pascale di Napoli ha un ruolo determinante nell'espansione del numero di soggetti per ciascuna dose, al fine di consolidare i risultati; lo Spallanzani di Roma è responsabile di tutti gli esami di laboratorio che documentino la risposta immunitaria e quindi la potenziale efficacia.

A Napoli, l'equipe guidata dal Prof. Paolo Ascierto (Direttore dell'UOC di Oncologia Medica e Terapie Innovative - Fondazione G. Pascale), dopo avere selezionato i volontari, tutti soggetti sani tra i 18 i 60 anni di età, è entrata nel vivo della sperimentazione il primo aprile con l'iniezione della prima dose ad un 26enne napoletano.

Ad oggi sono 20 i volontari cui è stato inoculato il vaccino e nessuno ha manifestato effetti collaterali. NapoliToday ha intervistato il Prof. Paolo Ascierto, per chiedergli a che punto è la sperimentazione, su quale tecnologia si basa il Covid-eVax e come agisce.

"E' in corso la fase 1 dello studio clinico, cioè la prima fase di sperimentazione sugli uomini, iniziata dopo che il vaccino è risultato efficace nella fase preclinica in laboratorio (sugli animali) - ha esordito il Prof. Ascierto - I primi 20 volontari cui è stato inoculato il vaccino non hanno avuto effetti collaterali. Questa fase della sperimentazione, che terminerà ad agosto, comprenderà un totale di 80 volontari che saranno divisi in 4 gruppi diversi, cui saranno somministrate dosi diverse con e senza richiamo".

Sulle fasi successive ha detto:

"Successivamente alla fase 1 ci sarà la fase 2 della sperimentazione in cui verrà somministrata, su ulteriori 160 volontari, la dose più promettente di vaccino sulla base dei dati ottenuti dalla fase 1".

 I volontari coinvolti nella sperimentazione hanno "tra i 18 e i 65 anni di età. Il primo aprile abbiamo somministrato la prima dose di farmaco a un volontario napoletano di 26 anni. Prossimamente ci sarà una seconda tornata di volontari che verranno vaccinati. Attualmente abbiamo in screening 8 persone che stimiamo di vaccinare entro 15 giorni".

I tempi previsti e le caratteristiche 

"Se tutto procede senza intoppi, il vaccino sarà pronto per settembre 2022. Covid-eVax è un vaccino a Dna. Un frammento di Dna, inserito in un plasmide, cioè in una sequenza genetica, viene iniettato nel muscolo, attraverso la tecnica dell'elettroporazione, e promuove la produzione di una porzione specifica della proteina "spike" (principale arma che il virus Sars-CoV-2 utilizza per entrare nelle cellule umane) contro la quale vengono generati anticorpi. Per le sue caratteristiche la produzione dell'antigene è prolungata nel tempo (garanzia di una continua formazione di anticorpi contro la "spike"), per cui il vaccino potrebbe funzionare bene già con la prima somministrazione. Se necessario la somministrazione può comunque essere ripetuta più volte per una risposta immunitaria più solida

Il vaccino viene iniettato per via intramuscolare e, successivamente, attraverso un piccolo impulso elettrico (detto "elettroporazione"), viene facilitato l'ingresso del Dna nelle cellule muscolari dove inizierà la produzione della proteina "spike". L'elettroporazione funge anche da adiuvante stimolando i processi immunologici".

In cosa si differenzia dai vaccini attualmente disponibili?

"A differenza degli altri vaccini già disponibili, a Rna messaggero (Pfizer, Moderna) o a vettore virale (AstraZeneca, Sputnik, J&J), Covid-eVax è un vaccino a Dna plasmidico. Anche AstraZeneca, come lo Sputnik e il J&J, agiscono utilizzando il Dna, ma impiegano come vettore d'ingresso nelle cellule un adenovirus di scimpanzé".

Basterà una sola dose?

"Su questa domanda non abbiamo ancora una risposta certa perché stiamo effettuando i test volti a verificare la dose ideale".

Sarà efficace contro le varianti del virus?

"E' un dato che non disponibile ancora perché il vaccino è in fase precoce di sperimentazione. Ma, essendo il Dna del vaccino Takis creato in laboratorio, è molto flessibile, e, quindi, facilmente modificabile. Se in futuro ci saranno varianti resistenti ai vaccini saremo in grado di adattarlo alle mutazioni in tempi molto rapidi".

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