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Vaccino Covid, una sola dose potrebbe essere efficace

Dopo i dati pubblicati dal governo inglese avanza anche in Italia l'ipotesi di una sola somministrazione

Una singola dose di vaccino, sia esso Pfizer o AstraZeneca, riduce il ricovero negli ultraottantenni dell'80%. Lo dimostrano i dati pubblicati oggi dal governo inglese che cita uno studio condotto su dati reali dopo le prime vaccinazioni nel Regno Unito. Dati che necessitano di conferma ma che spingono il Governo a spingere la campagna vaccinale verso la direzione di somministrare una singola dose al maggior numero di persone a rischio, anche con il rischio di ritardare i richiami. 

Entrambi i vaccini sarebbero infatti altamente efficaci nel ridurre le infezioni da Covid-19 tra gli anziani di età pari o superiore a 70 anni si dalla prima somministrazione.

La protezione contro i sintomi da Covid-19, quattro settimane dopo la prima dose, variava tra il 57 e il 61% per una dose di Pfizer e tra il 60 e il 73% per il vaccino Oxford-AstraZeneca. Negli ultracinquantenni, i dati suggeriscono che una singola dose di entrambi i vaccini è efficace per oltre l'80% nel prevenire il ricovero, circa tre o quattro settimane dopo il colpo. Inoltre il vaccino Pfizer ridurrebbe dell'83% il rischio di decesso per Covid-19.

Il governo di Londra, nonostante l'ampio range di confidenza dei dati, si dice di essere fiducioso nel considerare che una singola dose di vaccino tra gli over 70 possa ridurre il rischio di infezione di almeno il 60% e ridurre il rischio di ospedalizzazione di almeno l'80%.

L'ipotesi di una sola dose avanza anche tra gli esperti in Italia 

Apre all'ipotesi di somministrare una sola dose di vaccino anti Covid-19 il direttore sanitario dell'ospedale Galeazzi di Milano e membro del Cts lombardo, Fabrizio Pregliasco. "Si tende sempre a parlare di fase 1, 2, 3, ma mai di fase 4, in cui si monitora, valutando via via. L'ipotesi è da valutare. La scelta di somministrare una sola dose è legata all'emergenza, ma non per questo non sarà efficace - avverte Pregliaaco - Si proteggerebbero più persone e poi dopo si penserebbe alla continuità".

Secondo Pregliasco "sicuramente non ci basterà questo primo giro di vaccinazione, bisognerà richiamare le persone per vaccini magari aggiornati secondo le varianti. Se facciamo adesso un lavoro importante, i casi caleranno, ma poi dovremo darci una dose ulteriore di richiamo. Queste vaccinazioni, per una registrazione rapida, hanno uno schema iniziale che prevedeva due dosi fisse per ottenere un risultato. Stiamo vedendo che, come per altre vaccinazioni, si possono allungare i tempi.

La posizione di Draghi 

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha chiesto all'Europa un cambio di passo e un'accelerazione sui vaccini. Al suo debutto in Consiglio europeo ha ribadito che per "rallentare" la corsa delle mutazioni del virus occorre "aumentare le vaccinazioni" con una azione "coordinata" a livello europeo, "rapida e trasparente", aprendo alla possibilità di dare "priorità" alle prime dosi, anche alla luce della recente letteratura scientifica. ?Le scorte accumulate ammontano al 30% della disponibilità totale al momento. Corrispondono circa a due milioni di dosi, da poter usare subito. E' la strategia seguita dal Regno Unito.

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