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Questa terza ondata è simile alla prima, l'allarme degli epidemiologici

L'infettivologo Matteo Bassetti ha individuato delle somiglianze tra l'attuale situazione epidemiologica e quanto successo lo scorso anno: "Non come numeri, ma come andamento"

Con l'aumento dei contagi da Covid 19 registrato negli ultimi giorni, alcuni esperti pensano che siamo di fronte alla terza ondata della pandemia, una nuova fase che, secondo Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e componente dell'Unità di crisi Covid-19 della Liguria, potrebbe assomigliare molto a quella affrontata nei primi mesi dell'epidemia: "Questa terza ondata ha caratteristiche epidemiologiche molto più simili alla prima, ovvero a quella di febbraio 2020 (non come numeri, ma come andamento) che non alla seconda di ottobre-novembre 2020". 

"Ci sono infatti zone, città e province – ribadisce - con focolai sparsi, dove i contagi crescono e devono essere contenuti molto rapidamente attraverso l'istituzione di zone rosse o rosso scuro/bordeaux".

"Non si osserva una situazione omogenea in tutta Italia con un aumento sincrono e unico dei contagi in tutte le regioni come è avvenuto a novembre - prosegue - Questo sottolinea l'importanza delle misure a livello locale e non quelle nazionali". "Dare quindi dati nazionali - avverte Bassetti - può non avere un significato su come sta andando realmente le pandemia in Italia. Meglio analizzare i dati delle varie regioni e delle varie province come numero di contagi, indice Rt e grado di pressione su ospedali e territori".

''Vaccino? Meglio una dose subito che zero''

 "Per quanto riguarda una sola dose del vaccino di AstraZeneca, dalla Scozia arrivano dati meravigliosi che ci dicono che il vaccino funziona in tutte le categorie e in classi di età, anche immunodepressi e fragili. Quindi è destinato a diventare un vaccino per tutte le età. Sul fare un'unica dose come stanno facendo gli inglesi, al momento non abbiamo dati sufficienti. In un mondo ideale preferirei farne due, ma visto che non esiste questo mondo perché mancano i vaccini, forse piuttosto che lasciare una fetta della popolazione scoperta potrebbe avere un senso muoversi su un'unica dose. Meglio quindi una dose sola subito che zero". 

"Per quanto riguarda Moderna – spiega Bassetti all'AdnKronos - è interessane il lavoro sulla terza dose per le varianti da farsi dove la circolazione delle varianti è più importante e non dappertutto. Sarà da valutare poi se farla come richiamo. Ma tutto questo va nella direzione che i vaccini sono la risposta alle varianti e alla loro diffusione - rimarca l'infettivologo - Forse, e in questo è stato preveggente il professor Giuseppe Remuzzi quando in molti, compreso il sottoscritto erano contrari, bisogna guardare con più attenzione alla strategia inglese (30% della popolazione già vaccinata) e vaccinare con la prima dose il più possibile anche noi".

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