Pericolosità ibuprofene e utilità vitamina C, la Farmacia Capozzi fa chiarezza

I farmacisti hanno cercato di aprire gli occhi ai cittadini: "Non credete a farmaci segreti"

La farmacia Capozzi fa chiarezza su una serie di audio, video e informazioni che circolano in questi giorni su telefonini e social network. 

Le persone spesso si recano dal farmacista alla ricera di rassicurazioni su fantomatici farmaci che guarirebbero dal Covid-19. Si parla della pericolosità dell'ibuprofene, l'utilità della vitamina C e addirittura di farmaci segreti.

La farmacia Capozzi ci tiene a far sapere che si tratta di fake news e al momento "al netto degli incredibili risultati ottenuti al Pascale di Napoli, l'unico rimedio realmente efficace contro il Covid e la sua diffusione è solo uno: l'isolamento". 

Mentre per quanto riguarda le novità sulle terapie bisogna aspettare gli esiti da parte delle autorità sanitarie competenti. 

La farmacia Capozzi ha inoltre divulgato un interessante approfondimento sui principali farmaci di cui si parla in questi giorni. 

Di seguito l'approfondimento 

  • AVIGAN. Questo farmaco giapponese sintetizzato nel 2014 è attualmente utilizzato in Giappone per il trattamento dei pazienti Covid19 positivi. Al momento il farmaco non è commercializzato né in Europa né negli Usa, ed esiste solo un piccolo studio cinese su 340 pazienti con sintomatologia lieve a Wuhan. Questi soggetti sarebbero risultati negativi, in media, a 4 giorni dalla positività. I pazienti non trattati, invece, avrebbero impiegato 11 giorni per arrivare allo stesso risultato. Zaia, governatore del Veneto, spinge per una sperimentazione in tempi record nella sua Regione, l'AIFA frena: "Mancano dati sulla reale efficacia nell’uso clinico e sull’evoluzione della malattia". Anche Garattini, farmacologo italiano, presidente e fondatore dell'Istituto di ricerche farmacologiche "Mario Negri", è cauto: "Avigan pare sia attivo solo se dato nei primi momenti della malattia, ma poiché la maggioranza delle persone infette non ha sintomatologia, e non essendoci soggetti di controllo nello studio, è difficile stabilire se ha funzionato il farmaco o se i pazienti avrebbero avuto in ogni caso una sintomatologia minore".

  •   ARBIDOL, o come molti erroneamente stanno riportando Abidol. Questo farmaco russo a base di umifenovir è un antivirale il cui scopo è di mitigare i sintomi delle malattie virali. Non esiste però al momento alcuno studio clinico affidabile sul suo utilizzo per la cura del Covid19. La federazione dei medici chirurghi, con una nota, ha specificato che: "Non ci sono particolari motivi per ritenere che questo farmaco sia preferibile ad altri già utilizzati o che abbia effetti particolarmente favorevoli, e non si può ritenere “la cura” per la malattia causata da Sars-Cov-2. Gli studi in proposito sono pochi e in genere comparsi su riviste scientifiche di basso impatto". L' Accademia Russa di scienze mediche ha affermato che "Non ci sono sufficienti prove scientifiche che sostengano l’efficacia del farmaco e gli studi che abbiamo a disposizione sono molto discutibili".

  •  CLOROCHINA. In Italia l’A.I.Fa. (agenzia del farmaco) ha chiarito che l’uso sperimentale del farmaco è consentito solo in casi ristretti e in ambito ospedaliero, eppure si è scatenata una caccia alla Clorochina (nome commerciale Plaquenil) che sta provocando penuria nelle farmacie e disagi ai pazienti che la usano da anni per altre malattie. L'improvviso interesse deriva dall'annuncio a mezzo YouTube di un infettivologo francese che ha dichiarato di "aver vinto la partita" contro il Covid-19 grazie alla clorochina ed ha poi spiegato di avere ottenuto grandi risultati (il 75% di guarigioni) su 24 suoi pazienti. Un numero esiguo in base agli standard normalmente richiesti dalla comunità scientifica. La Regione Lombardia ha chiarito in questi giorni che l’uso della clorochina come prevenzione della malattia da Covid-19 non è assolutamente raccomandato: "Questo farmaco viene utilizzato in associazione con antivirali, ma uno studio uscito l’altro giorno ha evidenziato risultati disarmanti. Dire che il Plaquenil possa essere un' arma efficace contro il Covid-19 per il momento ha conferme scientifiche pari a zero". 

  •   IBUPROFENE. Sulla presunta "incompatibilità" tra il famoso fans ibuprofene ed il Covid19 si è espressa l'Agenzia Europea per i Medicinali con una nota ufficiale: "L'Ema è venuta a conoscenza di segnalazioni, in particolare dai social media, che sollevano dubbi sul fatto che l’assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come l'ibuprofene, potrebbe peggiorare la malattia da coronavirus (COVID-19). Attualmente non vi sono prove scientifiche che stabiliscano una correlazione tra l’ibuprofene e il peggioramento del decorso della malattia da COVID-19. L'Ema sta monitorando attentamente la situazione e valuterà tutte le nuove informazioni che saranno disponibili su questo problema nel contesto della pandemia. In accordo alle linee guida nazionali di trattamento, i pazienti e gli operatori sanitari possono continuare a utilizzare FANS (come l’ibuprofene) come riportato nelle informazioni del prodotto approvate. Le raccomandazioni attuali prevedono che questi medicinali vengano utilizzati alla dose minima efficace per il periodo più breve possibile. Attualmente non ci sono ragioni per interrompere il trattamento con ibuprofene, in base a quanto riportato sopra. Ciò è particolarmente importante per i pazienti che assumono ibuprofene o altri FANS per malattie croniche". L'EMA comunque caldeggia studi epidemiologici tempestivi "al fine di fornire adeguate evidenze sugli effetti dei FANS sulla prognosi della malattia da COVID-19". Al momento dunque nessuna novità.

  •   VITAMINA C. Sulla questione vitamina C proponiamo uno stralcio del comunicato del centro Humanitas: "La vitamina C contribuisce anche alla prevenzione dell’insorgenza di tumori, rafforzando il nostro sistema immunitario e ostacolando la sintesi delle sostanze cancerogene, in particolare nello stomaco. Il suo aiuto è indispensabile anche nel contrasto dei radicali liberi. La sua importanza non è quindi in discussione, tuttavia il suo ruolo nella guarigione dal Coronavirus è una notizia priva di fondamento".

Al momento dunque, al netto degli incredibili risultati ottenuti al Pascale di Napoli, l'unico rimedio realmente efficace contro il Covid e la sua diffusione è solo uno: l'isolamento. 

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