Domenica, 19 Settembre 2021
Salute

Vaccino Astrazeneca, dubbi sull'efficacia: bassa protezione sugli anziani

L'accusa: cura debole per gli over 65. L'azienda smentisce. Atteso l'ok di Ema

Il vaccino anti coronavirus di AstraZeneca potrebbe non essere molto efficace per le persone di età superiore ai 65 anni. La Germania ipotizzerebbe un’efficacia dell'8 per cento circa  tra gli over 65. Quindi il farmaco di Astrazeneca potrebbe rivelarsi molto meno utile del previsto nell'arginare la pandemia. Lo hanno riferito fonti governative tedesche a Handelsblatt. Secondo quanto riportato poi dalla BIld, il governo di Berlino teme che le autorità europee possano non approvare il farmaco prodotto da Astrazeneca per gli ultrasessantacinquenni.

I dubbi sul vaccino Astrazeneca 

L'indiscrezione arriva da un quotidiano ritenuto molto serio, considerato da sempre vicino alla Confindustria tedesca. La speranza è però che i dati sottoposti all‘EMA siano migliori. AstraZeneca ieri ha tuttavia smentito, replicando che le notizie sulla bassa efficacia sugli anziani sono “completamente sbagliate”, nonostante sia vero che i dati siano al momento limitati. "Nel Regno Unito è stato somministrato alla fascia di popolazione over 65 senza aggiustamenti della dose nell’autorizzazione per la fornitura di emergenza - sostengono da Astrazeneca - . E a novembre abbiamo pubblicato dati su The Lancet che dimostrano che gli anziani hanno mostrato forti risposte immunitarie al nostro vaccino".

Il quotidiano tedesco, attraverso il giornalista autore dello "scoop" tiene però il punto. "Abbiamo appreso che il governo tedesco sta prendendo in considerazione modifiche al suo piano di vaccinazione a causa della possibile insufficiente efficacia AZ per i gruppi a rischio anziani (65+) che i funzionari tedeschi stimano all'8%. Tra i gruppi più giovani, è prevista un'efficacia molto più elevata di circa il 70%" scrive Waschinski. "AstraZeneca ha finora fornito dati limitati per i partecipanti di età pari o superiore a 65 anni, fornendo quindi un quadro incompleto dell'efficacia del vaccino in questa fascia di età".

Le perplessità di Burioni

In ogni caso farsi domande sull'efficacia dei nuovi vaccini sugli anziani è doveroso. Il virologo di fama Roberto Burioni ieri sera su Twitter scriveva: "Detto da virologo con una specializzazione in immunologia clinica che si occupa da sempre di questo quello che è incredibile dei vaccini a mRNA è la loro efficacia negli anziani". Due settimane fa l’autorevole Australian and New Zealand Society for Immunology invitava il governo australiano a mettere in pausa la somministrazione del vaccino di AstraZeneca, nel programma nazionale di immunizzazione che inizia in febbraio, perché il prodotto potrebbe non essere sufficientemente efficace per generare l’immunità di gregge. Osservavano che la fase 3 del vaccino, che è il fulcro della strategia di vaccinazione in Australia, mostra un’efficacia di solo il 62% quando somministrato nella dose raccomandata. Le sperimentazioni dei vaccini di Pfizer-BioNTech e Moderna hanno invece un’efficacia fino al 95%.

L'azienda smentisce

L'azienda smentisce quanto dato per vero dalla stampa tedesca ma il quesito rimane finché Ema non si pronuncerà. Si spera nelle prossime ore. «La data più certa per l'autorizzazione ad Astrazeneca è venerdì 29 - spiega Marco Cavaleri, responsabile Vaccini dell'agenzia del farmaco europea -. L'azienda ci sta inviando gli ultimi dati sul vaccino anti-Covid sviluppato da Oxford e Irbm di Pomezia».

A quanto pare l'ok verrà dato per l'utilizzo su tutta la popolazione, e non solo per gli under 55 come ipotizzato più volte, senza distinzioni di età. «Saranno poi le singole autorità sanitarie degli Stati, se lo riterranno opportuno, a decidere per quali fasce di popolazione utilizzare quel vaccino» precisa Cavalieri. Che aggiunge: «Sebbene i dati sugli anziani non siano abbastanza, si ritiene che comunque anche per loro ci sia un buon rapporto rischi-benefici». Restano però poco convinti parecchi infettivologi italiani, che guardano con sospetto quella percentuale di efficacia che non si spinge oltre il 70%.

I ritardi

L'Europa su questo vaccino aveva puntato fortissimo. L'Accordo di acquisto anticipato firmato ad agosto dalla Commissione con AstraZeneca prevede la consegna di almeno 300 milioni di dosi più un'opzione per altri 100 milioni di dosi. L'azienda britannico-svedese, che ha sviluppato il suo vaccino in collaborazione con l'Università di Oxford, venerdì ha avvertito l'Unione europea che le forniture previste potrebbero non essere consegnate fino alla fine di marzo. Si va per le lunghe, polemiche sull'efficacia a parte.

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