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Prevenzione, cura e assistenza: i tre principi cardine del Manifesto sulla salute in Irpinia

I dettagli sul documento presentato dall'associazione Controvento

Un manifesto sulla salute in Irpinia, in un territorio fin troppo spesso dimenticato dalle istituzioni e dove le falle della sanità pubblica non toccano soltanto le strutture ospedaliere, ma anche e soprattutto i servizi alla persona. Nella videoconferenza odierna, l'associazione Controvento ha presentato un documento che ha riscontrato già molti pareri positivi e proposte di tantissimi addetti ai lavori.

I dettagli del manifesto

Come spiegato dal presidente dell'associazione, Generoso Picone, il manifesto sulla salute in Irpinia può essere sintetizzato in tre questioni fondamentali: "Vi è una fase che riguarda la prevenzione e la medicina territoriale, un tema assolutamente marginalizzato nel dibattito sulla sanità in provincia di Avellino. Poi, la fase della cura, che spetta agli ospedali, i quali devono rispondere alle domande che la cittadinanza tema. Il terzo tema è quello dell'assistenza: si esce dall'ospedale, immaginando di essere stati curati, ma si ha comunque bisogno di un'assistenza sul territorio, che non può essere demandata a funzioni troppo vaghe, ma a figure che devono abbracciare le Rsa e i Piani di Zona sociale".

La sanità, soprattutto in aree fragili del Paese quali l'Irpinia, ha subito danni pesantissimi negli ultimi anni: "In un contesto particolare come quello della Campania, si è poco discusso sul valore della cura della persona, in un territorio, come quello della nostra Provincia, in cui abbiamo una popolazione molto debole e anziana" continua Picone. "Le zone interne, soprattutto il Sannio, sono abitate da una percentuale maggiore di anziani. Si è tornati sulla difesa degli ospedali, una battaglia che molti hanno condotto con rabbia e con forza, ma sorvolando su quella che doveva essere un'attenzione maggiore per la salute dei più deboli". 

Il documento, del resto, nasce: "Innanzitutto, dalla necessità di porre all'attenzione generale una sintesi di questa riflessione e, in secondo luogo, dall'idea di coltivare un'opzione di metodo, rendendolo sottoscrivibile a tutti coloro che hanno a cuore questo tema, compresi operatori sanitari, medici di base e ricercatori. Sottolineo la questione di metodo, utile non solo per mettere in evidenza le proposte che vengono fuori, ma anche da poter trasferire su altri tavoli, come ad esempio quello dell'urbanistica e della mobilità. Sono questioni che appartengono a questa provincia e che, soprattutto dopo l'emergenza coronavirus, è costretta a ridefinire".

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