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Foto: Laura Petretta

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"Il contagio avviene al chiuso, dobbiamo allentare subito le misure all'aperto": lo studio degli esperti

Si potrebbe pensare di permettere ai ristoranti di servire solo all'aperto, con tavoli ben distanziati o a chi si occupa di fitness di organizzare corsi di gruppo nel parco

Ha senso sconsigliare o addirittura impedire alle persone di frequentare parchi e spiagge anziché puntare sulla responsabilità individuale? Forse no, perché la trasmissione del virus all'aperto incide molto poco nell'andamento generale dei contagi. È assodato che i luoghi chiusi ci espongono ad una probabilità di infezione enormemente più elevata rispetto agli ambienti esterni.

I contagi al chiuso e i nuovi dati sui casi all'aperto: "Allentiamo le misure"

"Studi effettuati in Cina, in Irlanda e in varie altre parti del mondo dimostrano che il contagio da Sars-CoV-2 avviene in luoghi chiusi. Questi dati ci spingono a chiedere di allentare le misure all'aperto, ora che la bella stagione lo consente", scrive su Facebook Antonella Viola, immunologa dell'università di Padova. "Potremmo permettere ai ristoranti di servire solo all'aperto, con tavoli ben distanziati - propone Viola - o a chi si occupa di fitness di organizzare corsi di gruppo nel parco". Insomma, esorta l'esperta, "usiamo i dati nel modo giusto: per ripartire".

"Da circa un anno - ricorda Antonella Viola - ripeto che il contagio si verifica al chiuso e che all'aperto il rischio è così basso da poter essere considerato irrilevante. Un anno fa lo dicevo sulla base della logica (e degli studi pregressi ovviamente), mentre ora abbiamo i dati che ce lo confermano", sottolinea la scienziata nella premessa alla sua richiesta.

I dati

I dati di cui parla l'immunologa dell'università di Padova sono quelli riportati dal quotidiano Irish Times che ha chiesto all'Health Protection Surveillance Centre (HPSC), l'ente che monitora la situazione epidemiologica in Irlanda, informazioni dettagliate sull'origine dei focolai noti registrati nel Paese. Ebbene, i numeri ci dicono che dei 232.164 casi di Sars-CoV-2 rilevati dall'inizio della pandemia al 24 marzo di quest'anno, solo 262 erano attribuibili ad una trasmissione avvenuta all'aperto. Si tratta dello 0,1% del totale. In sostanza solo una persona su mille si sarebbe infettata in un luogo non chiuso.

Uno studio realizzato in Cina all’inizio della pandemia aveva dato risultati analoghi: dall'analisi dei dati su 1.245 casi registrati tra il 4 gennaio e l'11 febbraio 2020 in 320 comuni si era scoperto che su 318 focolai con almeno tre casi, nessuno era riconducibile ad un'infezione avvenuta all'esterno e solo due persone su 1.245 sarebbero state contagiate in un luogo non chiuso. Di contro la maggior parte dei focolai si erano sviluppati tra le mura domestiche (quasi l'80%).

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