La pandemia ci sta facendo ingrassare, come rimediare? I consigli della nutrizionista Finelli

Il 44% degli italiani è aumentata di peso, il dato non migliora nei bambini: il lockdown ha peggiorato la salute dei minori

Il 44% degli italiani è aumentato di peso a causa del Covid, tra lo smart working, le limitazioni imposte dal lockdown e la maggiore tendenza a dedicarsi alla cucina. È quanto emerge da una analisi di Coldiretti su dati Crea, il Centro di ricerca alimenti e nutrizione, diffusa in occasione dell’Obesity Day 2020 che si celebra in tutto il mondo il 10 ottobre in piena pandemia con il varo di nuove misure restrittive.

Computer, divano e tavola hanno, infatti, tenuto lontano dal moto e dallo sport addirittura il 53% degli italiani. Il dato non migliora nei bambini. Uno studio dell'Università di Buffalo, pubblicato sulla rivista “Obesity” e condotto in collaborazione con l’Università di Verona su un campione di una cinquantina di bambini sovrappeso tra marzo ed aprile 2020, conferma che il lockdown ha peggiorato lo stato di salute dei bambini.

A tal proposito abbiamo chiesto ulteriori delucidazioni alla dottoressa Francesca Finelli, nutrizionista presso l'U.O. di Pediatria dell'Ospedale Moscati di Avellino, la quale ci ha indicato una serie di suggerimenti per limitare i danni da pandemia. 

Di seguito l'intervista 

1)Dottoressa Finelli, tra le varie conseguenze che i blocchi da lockdown imposti dalle autorità, durante la pandemia di Covid-19, hanno apportato c’è anche quello relativo ad un aumento del rischio di obesità. Adulti e bambini pare abbiano registrato un aumento considerevole di peso. È vero? Da cosa dipende? 

Assolutamente sì. Come evidenziato da 'Italiani in lockdown', il 40% è ingrassato, 4 su 10 soffrono l'insonnia. È quanto rilevato da un'indagine realizzata da Villa Miralago (centro per la cura dei disturbi del comportamento alimentare) e dalla School of Management (Som) del Politecnico di Milano che ad oggi raccontano di un‘Italia che difficilmente si sta adattando a questo scenario di “cambiamenti” . Come riportato dall’ANSA c'è stato un vero e proprio boom del cosiddetto "comfort food" ricco di calorie: +150% farine e semole, +14% pane, crackers e grissini, +7% pasta e gnocchi, +38% impasti base e pizze, +13% dolci, +24% primi piatti pronti oltre al +37% di olio semi usato per fritture di ogni tipo, dolci e salate nel periodo compreso tra il 16 marzo ed il 12 aprile, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La causa come già indicato è da ricercare non solo nel cambiamento delle abitudini alimentari, ma anche nella nuova organizzazione del tempo dedicato al lavoro: Smart working, telelavoro, orari lavorativi ridotti, insieme alla ridotta possibilità di svolgere sport e attività fisica e dunque il rischio elevato di sovrappeso

2)Ogni individuo in sovrappeso necessita di un'alimentazione individuale pensata per le sue esigenze e il suo stile di vita. Ma se possiamo dare qualche consiglio, come va fatta la spesa ai tempi del coronavirus? Quali sono gli alimenti da preferire e quali quelli da abolire? 

Nei giorni di emergenza sanitaria per il nuovo coronavirus (SARS-CoV-2) è stato necessario per tutti gli Italiani riprogrammare, le proprie abitudini e il proprio modo di vivere. Ognuno di noi ha imparato a riorganizzare le proprie giornate, la propria vita e il proprio tempo. Ma è proprio di questo tempo a disposizione, che è necessario oggi sfruttarlo in maniera preziosa, proiettando sempre l’attenzione verso la salute, anche sul profilo nutrizionale E’ bene quindi, attendersi ad una alimentazione più leggera, con meno grassi e più digeribilità, per non aumentare le calorie a fronte di una diminuzione movimento e per questo è bene fare attenzione ai condimenti, ai cibi spazzatura, alle carni grassi, a prodotti raffinati e ricchi di zuccheri. Attenzione alle porzioni e alle scelte degli alimenti in base alla qualità e quantità, privilegiando gli spuntini a base di frutta, estratti di frutta, centrifugati vegetali come “spezza-fame” specialmente per i più piccoli. E’ importante, quindi continuare a mangiare in modo sano ed equilibrato, imparare a nutrirsi meglio ed integrando i giusti nutrienti e vitamine necessarie anche per rafforzare il sistema immunitario. Anche in questo momento in cui riparte il food delivery, si può e si deve continuare a spostare l’attenzione verso scelte alimentari bilanciate che rispondano ad un marketing nutrizionale proiettato su comportamenti alimentari più responsabili. Quindi metti in pratica i consigli giusti: riserva più tempo alla preparazione dei pasti, dedica tempo alla prima colazione e, se in casa abitano più persone, farla tutti insieme per condividere questo importante pasto della giornata, aumenta il consumo di quegli alimenti importanti nella nostra dieta, come ribadiamo ad esempio vegetali e legumi che a volte, per motivi di tempo, non si preparano spesso. Dedicati al semplice e costante gesto della scelta degli alimenti, di cosa mettere nel nostro carrello della spesa.

3)L’incidenza dell’obesità infantile negli ultimi anni è in rapida ascesa, anche in Italia. Un’indagine promossa dal Ministero della Salute stima infatti che il 10% dei bambini di età compresa fra i 6 e gli 11 anni sia obeso e che il 22% sia in sovrappeso. Quali consigli possiamo dare alle mamme? 

Il tema della Nutrizione Pediatrica è a me molto caro vivendolo quotidianamente presso U.O. di Pediatria A.O.S.G. Moscati. Secondo i dati dell'Organizzazione mondiale della sanità l’obesità e il sovrappeso interessano 2,3 miliardi di persone nel mondo e l’obesità da sola 650 milioni di persone con un costo complessivo pari a circa duemila miliardi di dollari - impatto economico sovrapponibile a quello del fumo di sigaretta ecc ed è causa quasi di 5 milioni di decessi. L’obesità infantile rappresenta, in modo particolare, soprattutto per i Paesi industrializzati, un’emergenza sanitaria e l’Italia, purtroppo, continua a detenere il primato negativo europeo di bambini e adolescenti con un peso eccessivo-È necessario, alla luce di ciò, mantenere una alimentazione equilibrata specialmente per i più piccoli. Yogurt magro, un paio di fette biscottate, frullati di frutta e ortaggi o ancora coppe di frutta tagliata a grandi pezzi e preferibilmente di vario colore così si può spezzare la fame dei bambini tra un pasto e l'altro in modo salutare e genuino. La noia che i piccoli stanno sperimentando specialmente in questo momento storico, può spingerli a mangiare di più e fuori pasto, per questo è bene proporre loro alternative sane. Inoltre, sempre meglio preparare primi piatti con sughi poco elaborati, a base di verdure o di ortaggi oppure una zuppa di legumi. Attenzione ai condimenti e ad una alimentazione particolarmente grassa. Come secondo piatto carni bianche, pesce, formaggi magri o latticini, affettati magri o uova. L’importanza della verdura e frutta, non va dimenticata, queste infatti, possono completare il pasto, consentendo di assumere poche calorie e fibre e aumentare il senso di sazietà. Inoltre è importante mai come in questo momento tra le modalità di cottura preferire quelle a vapore, ai ferri e al forno, limitando in quest'ultimo caso l'uso dei grassi. Frutta, verdura e ortaggi possono essere consumati crudi, purché ben lavati. Non dimentichiamo, come buona norma eseguire una spesa sia 'intelligente', che prediliga alimenti sani come ad esempio anche i legumi che hanno il pregio anche di conservarsi a lungo, facendo attenzione alle richieste dei più piccoli che possono prediligere un cibo più Junk (merendine, nutella, bibite gassate e zuccherate). Inoltre, questo periodo poi è un'ottima occasione per educare i più piccoli dal punto di vista alimentare, al bilanciamento delle scelte e della consapevolezza alimentare, facendosi aiutare nella preparazione dei pasti e della tavola o in ricette dietetiche e salutari. Quello che dico spesso ai miei pazienti è l’importanza anche di curare l'aspetto visivo del cibo nel piatto: da' piacere nella scelta dell’alimento in seguito e agevola la sazietà.

4)volte l’atto di mangiare smisuratamente nasce come reazione a situazioni di disagio di vario genere, sia all’interno della famiglia che nell’ambito della vita sociale, fino a forme di vero bullismo. Il cibo può facilmente diventare il rifugio in cui rinchiudersi lontano dai problemi e un modo per riempire il senso di vuoto, solitudine e frustrazione. Ma da cosa dipende l'obesità, a parità di calorie e grassi introdotti, perché alcuni bambini la sviluppano in maniera più evidente rispetto ad altri? 

L’obesità infantile rappresenta, in modo particolare, soprattutto per i Paesi industrializzati, un’emergenza sanitaria e l’Italia, purtroppo, continua a detenere il primato negativo europeo di bambini e adolescenti con un peso eccessivo. Un occhio particolare è stato rivolto, infatti, al tema dell’obesità in età evolutiva che è in forte aumento in tutti i Paesi occidentali. Inoltre, sempre più frequentemente il cibo assume la connotazione di "valvola di sfogo" a cui i ragazzi ricorrono per gestire alla meno peggio le ansie e le difficoltà della crescita. Molti ragazzi obesi soffrono di un disturbo alimentare : il disturbo da alimentazione incontrollata, nell'ambito del quale, dinanzi alle difficoltà, l'abbuffata alimentare risulta apparentemente la soluzione. La complessità dei fattori che intervengono nello sviluppo dell'obesità in età pediatrica, associata alle complicanze già presenti in questa fase della vita, pongono la necessità di occuparsi del problema il più precocemente possibile e a livelli multidisciplinare. Sono tre le fasi della vita a maggiore rischio che i genitori dovrebbero tenere d'occhio: la gravidanza, i primi due anni di vita e la pubertà. Durante la gravidanza il feto acquista progressivamente maturità anatomica e funzionale delle strutture di regolazione metabolica e del peso corporeo nel rispetto del corredo genetico individuale e della situazione ambientale in cui si trova. Il ruolo dell’ambiente metabolico materno-fetale è determinante perché i geni si esprimano o meno, contribuendo così a modulare il funzionamento delle strutture di regolazione nel lungo periodo. Questa sorta di “imprinting” continua anche nei primi due anni di vita- E' stato rilevato da molti studi clinici che l’obesità nei bambini trova la sua origine in alcune dinamiche familiari che spesso mantengono la patologia fino all’età adolescenziale. Tra le dinamiche familiari più frequenti si riscontrano sia i comportamenti alimentari sia gli atteggiamenti culturali che i genitori trasmettono nel contesto familiare ed educativo, sia le problematiche di comunicazione e interazione tra genitori e figli. Il cibo è il primo canale comunicativo tra genitore e figlio e, di conseguenza, rappresenta la prima modalità del bambino di poter entrare in relazione con i propri genitori. Alcuni genitori, spesso, inconsciamente, tendono a sostituire il ruolo del cibo a quello della relazione, stimolando il bambino a nutrirsi in modo eccessivo e sregolato. Nutrirsi quindi non è visto come un semplicemente un momento di soddisfazione di un bisogno fisiologico, ma è un’attività a cui l’individuo attribuisce molteplici significati.

5)Lo stato nutrizionale può condizionare, in positivo o negativo, la risposta dell’organismo all’infezione da SARS-COV-2?

Assolutamente sì. Uno degli obiettivi legati alla corretta alimentazione, specialmente in questo momento di Emergenza Sanitaria è sicuramente la necessità, tramite la nostra alimentazione di rafforzare le difese immunitarie. E’ importante, quindi continuare a mangiare in modo sano ed equilibrato, imparare a nutrirsi meglio ed integrando i giusti nutrienti e vitamine necessarie anche per rafforzare il sistema immunitario. Le combinazioni di Vitamina c, fonte i nostri alimenti come arancia, melograno, agrumi, kiwi, combinate con rosa canina, estratto secco di bacche di ciliegia acerola, contribuiscono al normale funzionamento del sistema immunitario e sostenendo il funzionamento del sistema nervoso. Inoltre è sempre importante continuare a fare una spesa intelligente, evitando il più possibile sprechi. 

6)Nessuna dieta protegge dal Coronavirus. Però quali consigli utili possiamo dare per gestirsi in questa fase

E’ possibile fare prevenzione a tavola? Quali alimenti privilegiare durante la “quarantena” e dopo? sono molti a chiederselo. I consigli che lascio costantemente ai miei pazienti è iniziare a modificare il proprio stile di vita quotidianamente. Approfitta dei minori impegni quotidiani per cenare prima del solito alla sera, in modo da allungare il più possibile la finestra di tempo tra il pasto serale e la prima colazione. E inoltre divertiti in cucina . Cucinare è un ottimo antistress ed è un’attività che tiene impegnati adulti, bambini e ragazzi insieme ad un movimento fisico sempre attivo (esercizio di stretching, cyclette o un tapis roulant, attività cardio ecc). Quindi, le giuste indicazioni sono fondamentali per non incorrere in fake news, a diete inesistenti, pubblicizzate per combattere il coronavirus o a pozioni salutari. Seguire uno stile di vita sano è un percorso che dura tutta la vita . In modo particolare acquistare prodotti freschi come frutta e verdura: fai in modo di avere a disposizione, se possibile, almeno due porzioni al giorno di frutta e due di verdura. Con la farina integrale possiamo preparare del pane fatto in casa, un’ottima idea per coinvolgere anche i più piccoli. La carne, in un’alimentazione sana, è consigliata da 0-3 volte a settimana, le scorte di cotolette e di altri prodotti pronti a base di carne non trovano alcuna giustificazione nemmeno dal punto di vista nutrizionale. Non è necessario neanche fare scorte di salumi. Non dimentichiamoci del pesce! Anche quello surgelato è adeguato, mantiene caratteristiche nutrizionali paragonabili al fresco. Il pesce conservato è ricco di sale, ma una volta a settimana può essere consumato, meglio preferire lo sgombro in scatola che rispetto al tonno conserva gli omega-3.Tra le altre fonti proteiche, includi nella tua alimentazione i formaggi, meglio freschi e magri, e le uova. Approfitta del maggiore tempo a disposizione in casa per preparare i legumi secchi e i cereali integrali che richiedono una cottura più lunga. Se prepari una quantità superiore a quella che ti occorre per il pasto, conservala adeguatamente e divertiti il giorno seguente a realizzare una ricetta con quell’ingrediente. Ad esempio, i legumi possono essere frullati per realizzare dei burger. Sperimenta nuovi abbinamenti di spezie ed erbe aromatiche per dare sapore ai tuoi piatti, puoi provare anche con succo o scorza di limone o arancia per limitare il consumo di sale. Studi dimostrano come siano sufficienti circa dieci giorni per disabituare il palato ad un gusto eccessivamente sapido o dolce. Attenzione ai vizi, non fumare e segui le raccomandazioni per una sana alimentazione che invitano a non bere. Se si vuole consumare alcol, non si deve superare 1 unità alcolica al giorno per la donna e 2 per l’uomo (1 unità alcolica corrisponde ad un bicchiere di vino dal 125 ml o ad una birra da 330 ml). 

7)Grazie 

Grazie a lei

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