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Covid o influenza: come riconoscere e distinguere i sintomi nei bambini

L’infezione da SARS-CoV-2 si manifesta con sintomi aspecifici, almeno nelle fasi iniziali, e sovrapponibili a quelli dell’influenza stagionale. Distinguerli è difficile. Per una diagnosi precisa è necessario il tampone naso-faringeo

Con la riapertura delle scuole preoccupa la difficoltà nel riconoscere in tempo i sintomi del Covid-19 e distinguerli da quelli dell’influenza stagionale. I sintomi, specie nei bambini, sono davvero molto simili e l’unico modo certo per fare una diagnosi differenziale è eseguire il tampone.

 I sintomi più comuni di Covid-19 nei bambini sono la tosse o la febbre o entrambi con raffreddore e sintomi gastrointestinali (presenti nel 30% dei bambini). Esistono poi molti altri potenziali modi in cui il virus si presenta nei bambini positivi: perdita del gusto e dell’olfatto, dolore addominale, mal di testa, mal di gola, difficoltà respiratorie. Purtroppo alcuni di questi sintomi sono gli stessi che caratterizzano altre malattie che circolano durante la stagione invernale.

L’infezione da SARS-CoV-2, generalmente, si manifesta nei bambini con sintomi aspecifici, almeno nelle fasi iniziali, e sovrapponibili a quelli della influenza stagionale. Una semplice visita medica non basta per dire se raffreddore, tosse, mal di gola o febbre siano una manifestazione del Covid-19 o causati da qualche altro virus. L'unico strumento utile che consente di distinguerli è il tampone naso-faringeo.

 Il dott. Vincenzo Tipo, Direttore del Direttore del Pronto Soccorso dell’Ospedale pediatrico Santobono e responsabile area Covid-19 spiega su NapoliToday che nel Covid i il sintomo d’esordio più frequente dell’infezione da Sars-CoV-2 nei bambini è “Sicuramente la febbre. I bambini, a differenza degli adulti, non hanno quasi mai una infezione respiratoria grave: la cosiddetta polmonite interstiziale. Gli altri sintomi sono diarrea, tosse, mal di gola, dolori muscolari, lesioni cutanee, cefalea, congiuntivite, stanchezza, inappetenza. A differenza che negli adulti nei bambini quasi mai si vede il quadro acuto respiratorio ma, a differenza dell’adulto, si può avere una risposta infiammatoria esagerata che determina una emergenza clinica. Il dato che oramai sta emergendo, anche tra i bambini che abbiamo seguito al Santobono, è che la fase viremica (ovvero la prima fase della malattia) decorre in modo asintomatico o paucisintomatico, mentre nella fase tardiva si può presentare la cosiddetta Sindrome Infiammatoria Multisistemica, causata dalla nota “tempesta delle citochine”. Una patologia grave che non risparmia organi vitali (come cuore e fegato) e che richiede un trattamento con farmaci importanti ed un monitoraggio attento e costante. Nella nostra esperienza circa 7 bambini (su circa 110 ricoverati) hanno sviluppato questa complicanza: quasi il 7%. La percentuale è significativa”. 

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