Plasma Irperimmune, c'è bisogno di donatori: come e perché è importante donare

Il servizio è attivo presso il Moscati di Avellino, prima struttura sanitaria in Campania a essere partita con il prelievo da soggetti convalescenti da infezione SARS-Cov2

L'utilizzo del plasma iperimmune, ottenuto dal sangue dei pazienti guariti, è una tecnica radicata da oltre un secolo, scelta da alcuni ospedali anche per combattere il Covid-19. In attesa di un vaccino, ma anche dopo la convalida dello stesso c'è bisogno di nuovi donatori che, guariti dal Coronavirus, abbiano prodotto nel loro organismo gli anticorpi che concorrono a neutralizzare l’infezione. 

Cos'è il Plasma Irperimmune

Una strategia che certamente potrebbe dare risultati soddisfacenti dal punto di vista sia della cura sia della prevenzione è costituita dall’immunizzazione passiva, ossia l’uso di anticorpi che neutralizzano il virus e ne riducono la carica virale, mediante il loro trasferimento (“passivo”) in soggetti ammalati o a rischio elevato di contagio. Tali anticorpi neutralizzanti specifici contro il virus SARS-CoV-2 possono essere presenti nel plasma di soggetti che hanno contratto l’infezione, manifestando in forma conclamata la malattia COVID-19 e sono guariti, oppure che hanno contratto l’infezione con sintomatologia lieve o addirittura in forma asintomatica e hanno eliminato il virus: il plasma di questi soggetti che hanno prodotto anticorpi specifici diretti contro il virus è definito “plasma iperimmune”. Tale approccio è tecnicamente percorribile, con piena garanzia della sicurezza trasfusionale, perché non vi sono ad oggi evidenze nella letteratura scientifica che il sangue e i suoi prodotti siano veicolo di contagio. 

Tsunami Study

L’utilizzo di plasma iperimmune non solo si è dimostrato sicuro ma anche è stato in grado di migliorare il quadro clinico di numerosi pazienti gravi affetti da COVID-19 in alcuni studi in cui il plasma iperimmune è stato utilizzato a scopo compassionevole. Per valutare la reale entità dell’efficacia clinica del plasma iperimmune l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), previa approvazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), ha organizzato a livello nazionale il protocollo clinico “Plasma da Donatori guariti da Covid19 come terapia precoce per pazienti con polmonite da SARS.CoV-2: studio multicentrico randomizzato controllato in aperto” noto con l’acronimo in inglese di TSUNAMI STUDY.

Dove avviene la raccolta di plasma iperimmune?

Il Moscati di Avellino è stata la prima struttura sanitaria in Campania a essere partita con il prelievo da soggetti convalescenti da infezione SARS-Cov2. 

Quali sono i possibili rischi per il Donatore di plasma iperimmune?

Nessun rischio ulteriore a quelli potenziali del prelievo venoso, che ogni Donatore già conosce quando viene informato dal Medico in occasione della donazione di sangue o plasma.

Perché è importante continuare nel progetto di raccolta e di donazione di plasma?

In attesa dei vaccini e di terapie più mirate contro SARS-CoV-2 Il plasma iperimmune va considerato un presidio terapeutico facilmente reperibile che può migliorare il quadro clinico dei pazienti affetti da polmonite da SARS-CoV-2. Continuare la raccolta significa avere plasma iperimmune sempre disponibile per l’uso clinico nei pazienti. Inoltre la raccolta di grandi quantità di plasma iperimmune, non utilizzato subito per uso clinico, consente l’isolamento di immunoglobuline specifiche anti-Covid19 da somministrare come farmaco.

Chi può donare il plasma iperimmune?

Per diventare Donatore di plasma iperimmune è necessario essere stati giudicati guariti da COVID-19: il candidato Donatore in assenza di sintomi da almeno 14 giorni deve presentarsi con il referto di tampone negativo e con quello del dosaggio positivo di anticorpi anti-Covid19. Si ricorda inoltre che le donne con precedenti gravidanze NON possono essere selezionate per la donazione di plasma iperimmune a scopo clinico: esse però possono essere chiamate per donare plasma per l’isolamento delle immunoglobuline da parte delle industrie del frazionamento del plasma.  

Come donare

Coloro che rientrano nei suddetti criteri e desiderano donare, possono contattare il Servizio Trasfusionale dell’Azienda “Moscati” telefonicamente al numero 0825.203873 (dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle 12), oppure inviare una e-mail all’indirizzo di posta elettronica simt@aosgmoscati.av.it. Verrà concordata una data per l’esecuzione di un controllo preliminare per la valutazione dell’idoneità alla donazione, subordinata anche al riscontro di un livello sufficientemente elevato di anticorpi neutralizzanti il virus.

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