Salute

Coronavirus, come curarsi a casa: la bozza del protocollo

Ecco la bozza del protocollo per le cure a casa: no antibiotici e cortisone

Paracetamolo per i sintomi febbrili, gli antinfiammatori se il quadro clinico del paziente Covid inizia ad aggravarsi, cortisone solo in emergenza per evitare di aggredire il sistema immunitario del malato. Nessun antireumatico, nè antibiotici. Eparina per le persone che hanno difficoltà a muoversi. Sono queste le indicazioni terapeutiche per le cure a casa dei malati di Covid contenute nella bozza del Protocollo messo a punto dal gruppo di lavoro del Ministero della Salute.

Vediamo nel dettaglio cosa prevede la bozza

In base alle indicazioni di marzo gli assistiti in casa dai medici di famiglia venivano curati con paracetamolo, ibuprofene e vitamine, salvo intervenire con antibiotici e cortisone se la febbre non accennava ad andarsene. Ora l’iter suggerito dalla nuova bozza sarebbe differente.

Con la regola di base di non prendere iniziative autonome e di seguire le indicazioni del medico di famiglia per l’assunzione di qualsiasi farmaco, il ministero della Salute detta per le cure in casa le seguenti nuove linee guida:

  • Assunzione di paracetamolo per i soli sintomi febbrili
  • Antinfiammatori se il quadro clinico del paziente Covid inizia a presentare altri sintomi e a peggiorare
  • Cortisone solo in caso di emergenza per evitare di aggredire il sistema immunitario
  • Eparina se si riscontra grossa difficoltà di movimento e per la prevenzione dei fenomeni trombo-embolici
  • Un cambio di terapia che tende in modo evidente a non intervenire sulla febbre con cure subito più forti, limitando l’utilizzo del cortisone ed eliminando addirittura l’uso di antibiotici e antireumatici.
  • Nel testo sono contenute anche le diverse classificazioni della malattia:
  • Infezione lieve se il paziente ha febbre ma non accusa dispnea e alterazioni radiologiche
  • Infezione moderata se il paziente accusa polmonite e l’ossigenazione del sangue si attesta sui valori di soglia
  • Infezione severa quando l’ossigenazione del sangue è al di sotto della soglia, sono presenti infiltrazioni polmonari e si riscontra un’altra frequenza respiratoria
  • Infezione in stato critico se il paziente presenta insufficienza respiratoria, shock settico o insufficienza multiorgano
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