Coronavirus, svolta vaccino: al via i test sull'uomo

Si dovrà aspettare il prossimo inverno, ma dagli Usa le ricerche stanno dando gli esiti sperati: partiti i test sull’uomo

Potrebbe essere realtà il vaccino contro il Coronavirus dal prossimo inverno, o anche prima. 

Sono tante le sperimentazioni che gli scienziati stanno portando avanti negli ultimi mesi, ma una di queste ha origini meridionali e vedono protagonista il pugliese Andrea Gambotto.

Vaccino cerotto

Il ricercatore italiano ha parlato del vaccino-cerotto contro il coronavirus in collegamento con Myrta Merlino a L’aria che tira. Il medico vive da 25 anni in America, dove sta portando avanti il progetto che potrebbe rappresentare una svolta nella battaglia mondiale contro l’epidemia.

“Lo si può applicare da soli e ci vorrà molto meno vaccino per somministrarlo. Dopo l’estate dovremmo avere i primi dati”, ha dichiarato Gambotto.

Come funziona 

Quest'ultimo ha anche descritto nel dettaglio in cosa consiste questo cerotto:“È un vaccino che funziona attraverso una proteina che il virus usa per entrare nelle cellule. Quindi il vaccino è una porzione del virus che noi studiamo in laboratorio”.

"Il cerotto è largo 1,5 centimetri e presenta 400 minuscoli aghi: va applicato sul braccio o sulla schiena, finora ha avuto risultati positivi sui topi e nel giro di due o tre mesi dovrebbe partire anche la sperimentazione umana" .

Il gruppo guidato da Gambotto presso l'Università di Pittsburgh è lo stesso che ha messo a punto il vaccino per la Sars.

Test negli Stati Uniti di un vaccino finanziato da Bill Gates

Un'altra sperimentazione che ha ottenuto via libera sull’uomo è il vaccino contro il coronavirus finanziato dal miliardiario Bill Gates. Dopo i risultati promettenti ottenuti nei test sugli animali, la prima dose del vaccino, chiamato Ino-4800, è stata somministrata su 40 volontari.

"Un importante passo in avanti - dichiara il presidente e Ceo di Inovio Joseph Kim - contro un virus che, senza un vaccino, continuerà a minacciare vite umane e mezzi di sussistenza. I nostri ricercatori, partner e finanziatori si sono mobilitati da inizio gennaio, quando la sequenza genetica del virus è diventata disponibile, per garantire l'avanzamento rapido di Ino-4800". 

La sfida per l'azienda è quella di produrre un vaccino entro il prossimo anno e mezzo.

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