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L'aumento dei contagi tra i giovani e il "mistero" sull'origine

La variante inglese si trasmette il 39% in più

Mentre la nuova ordinanza del ministro della Salute Speranza porta Emilia Romagna, Campania e Molise in zona arancione da domenica 21 febbraio, "nelle fasce di età più giovani si osserva una leggera ricrescita" dei casi di Covid-19, "anche se sempre all'interno di un numero contenuto. Non è chiaro quale sia l'origine, ma è un'indicazione presente anche in altri Paesi e va approfondita", ha affermato Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità, in conferenza stampa sull'analisi dei dati del monitoraggio regionale della cabina di regia Iss-ministero Salute.

Brusaferro ha fatto il punto sull'evoluzione dell'epidemia. "Il nostro Paese è in una situazione stabile con una leggera ricrescita dell'incidenza - ha spiegato -. Ma siamo in una posizione abbastanza favorevole rispetto ad altri Paesi Ue. L'epidemia è soggetta a possibili ondate e occorre guardare a questo. Nella fascia della popolazione 'over 80' c'è una decrescita dei casi legata alla campagna vaccinale. Nell'ultima settimana la forbice si sta aprendo ed è un primo segnale importante della campagna vaccinale". In questa fase epidemica "con le varianti che circolano e i segnali di ricrescita dei casi, serve grande prudenza, un rafforzamento e l'intensificazione delle misure, anche con provvedimenti restrittivi mirati come stanno già facendo alcune regioni".

"Stiamo vedendo la circolazione di varianti - ha ricordato Brusaferro - sia quella più nota, la variante inglese che circola ampiamente ed è destinata a diventare la variante dominante, in tutta Europa, ma anche focolai di variante brasiliana in centro Italia e casi di variante sudafricana, in gran parte piccoli cluster di importazione".

La variante inglese si trasmette il 39% in più

In questo momento "non userei la parola allarmismo, direi che noi dobbiamo essere consapevoli di una fase storica delicata dove abbiamo degli strumenti importanti come le vaccinazioni che stanno crescendo e ci danno primi segnali molto positivi", ha evidenziato il presidente dell'Iss, spiegando che in questi giorni l'Istituto ha effettuato una valutazione della trasmissibilità della variante inglese. "Sappiamo dai colleghi del Regno Unito che nel loro contesto la trasmissibilità è stimata attorno al 50% in più rispetto al ceppo originale. Per avere una stima italiana abbiamo fatto un'analisi breve, ma statisticamente significativa: è emerso che la variante inglese si trasmette il 39% in più".

Il bollettino coronavirus di oggi registra 15.479 nuovi casi su 170.794 tamponi molecolari (8.37% positivi) e 126334 test rapidi (0.92% positivi). I 348 decessi registrati oggi portano a oltre 95mila il computo delle vittime dell'epidemia nel nostro Paese, mentre sale a 2.059 il numero dei pazienti in terapia intensiva, 14 in più di ieri al netto di 151 nuovi ingressi.

L'indice Rt - il parametro che descrive il tasso di contagiosità del coronavirus Sars-CoV-2 dopo l'applicazione delle misure anti covid - è in crescita. Nel periodo 27 gennaio-9 febbraio, l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici di Covid-19 è stato pari a 0,99 (range 0,95- 1,07), in crescita rispetto alla settimana precedente e con un limite superiore che comprende l'1. Questo uno dei dati principali dell'epidemia che emergono dal monitoraggio settimanale dell'Istituto superiore di sanità.

L'incidenza dei casi Covid in Italia a livello nazionale nella settimana di monitoraggio cresce rispetto alla settimana precedente: 135,46 per 100mila abitanti (8-14 febbraio) contro 133,13 per 100mila abitanti del periodo 1-7 febbraio. L'incidenza è "lontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull'intero territorio nazionale dell'identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti".

Sono dieci le regioni con un Rt puntuale maggiore di 1, di cui nove anche nel limite inferiore, compatibile con uno scenario di tipo 2 e in aumento rispetto alla settimana precedente. Secondo il monitoraggio Iss, l'Umbria registra un livello di rischio alto. Sono dodici, rispetto alle dieci della settimana precedente, le regioni a rischio moderato (di cui sei ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e otto a rischio basso. Le 10 regioni con Rt superiore a 1 sono Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Liguria, Molise, province autonome di Bolzano e Trento, Toscana e Umbria.

L'indice Rt è uno dei parametri più importanti da tenere in considerazione ma non è l'unico: determinante, ad esempio, è la percentuale di ricoverati negli ospedali e il tasso di occupazione delle terapie intensive. Secondo i parametri stabiliti da governo e Istituto superiore di sanità, per essere in zona gialla le regioni devono presentare un indice Rt inferiore a 1. Quando ciò si verifica, si ha uno scenario di tipo 1, in cui la trasmissione del virus è localizzata in focolai e non è necessario introdurre restrizioni eccessive. Quando invece l'indice Rt è superiore a 1, si rientra in uno scenario di tipo 2 in cui scatta la zona arancione. La zona rossa, invece, si ha quando l'Rt arriva a 1.25.

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