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Anticorpi monoclonali, l'Italia ha il suo farmaco anti-Covid: ecco a chi verranno prescritti

Dopo l’approvazione dell’Aifa, il ministro della Salute ha firmato il decreto che ne autorizza la distribuzione

Dopo l’ok dell’Aifa, il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato il decreto per l’autorizzazione degli anticorpi monoclonali nella lotta al Coronavirus.

«Sulla base delle indicazioni dell’Agenzia Italiana del Farmaco e del parere del Consiglio Superiore di Sanità – ha scritto– ho firmato il decreto che autorizza la distribuzione, in via straordinaria, degli anticorpi monoclonali. Così abbiamo insieme ai vaccini, una possibilità in più per contrastare il Covid 19».

L’uso, comunque, è raccomandato solo in via straordinaria, destinato, cioè, ai soggetti non ospedalizzati che,«pur con malattia lieve/moderata risultano ad alto rischio di sviluppare una forma grave di COVID-19».

La scelta in merito alle "modalità di prescrizione degli anticorpi monoclonali, come pure la definizione degli specifici aspetti organizzativi, potrà essere lasciata alle singole Regioni".

COSA SONO GLI ANTICORPI MONOCLONALI

Gli anticorpi monoclonali sono ritenuti una delle più promettenti armi contro il Covid-19. Come il plasma, sono anticorpi 'esogeni' ovvero sostituiscono quelli prodotti dall'individuo stesso in seguito all'esposizione al virus o al vaccino. Diversamente dal plasma, però, consentono di industrializzare il processo produttivo. Già nei giorni scorsi, il presidente dell'Aifa Giorgio Palù aveva definito tali terapie come "salvavita" e il dg Nicola Magrini aveva comunicato che il Governo ha individuato un fondo per questi farmaci, garantendo così una disponibilità per coprire "diverse decine di migliaia di pazienti".

Due gli anticorpi monoclonali che il 3 febbraio avevano ricevuto il via libera, quelli prodotti da Regeneron e Eli Lilly. Nel parere pubblicato venerdì, la Commissione tecnico scientifica dell'Aifa, ha ritenuto "a maggioranza, che in via straordinaria e in considerazione della situazione di emergenza, possa essere opportuno offrire comunque un'opzione terapeutica ai soggetti non ospedalizzati che, pur con malattia lieve/moderata, risultano ad alto rischio di sviluppare una forma grave di Covid-19" pur considerando, scrivono gli esperti "l'immaturità dei dati e la conseguente incertezza rispetto all'entità del beneficio offerto". Sottolineando anche che gli anticorpi monoclonali "non possono essereattualmente considerati uno standard di cura".

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