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De Luca sul Recovery Fund: "Serve battaglia, il Sud deve avere almeno il 50% delle risorse"

Il governatore campano, nel corso della prima giornata di "Sud – Progetti per ripartire", ha sottolineato la necessità di convogliare risorse verso il Meridione. Che la Campania utilizzerà non polverizzandole ma "per grandi interventi strutturali"

Anche Vincenzo De Luca è intervenuto nel corso della prima giornata di 'Sud – Progetti per ripartire', incontro svoltosi in videoconferenza alla presenza del ministro per il Sud Mara Carfagna.

Secondo il governatore campano occorrerà fare una "battaglia" sull'uso delle risorse del Recovery Fund. "Per me è indispensabile avere almeno il 50% di risorse", sono state le parole di De Luca. "Credo – ha spiegato – che sia un'occasione per intervenire colmando i tre divari dell'Italia, tutti collocati al Sud: territoriali, quindi infrastrutturali, sociali, perchè legati alla disoccupazione giovanile, e di genere". "Tuteliamo l'efficienza del Paese, ma non prendiamoci in giro. A volte mi viene il dubbio che l'unica cosa pronta siano grandi progetti di grandi lobby da fare in altre parti d'Italia – ha aggiunto – Il Sud dovrebbe ottenere il 34% della spesa ordinaria, ma gli investimenti sono in caduta libera. Così, il Sud è condannato alla desertificazione".

De Luca fa appello al senso dello Stato del Nord del Paese. "Qualcuno al Nord si era illuso di poter fare della Padania una Baviera più grande e molto ricca, ma così l'Italia rischia di non contare più nulla sul piano politico e di non difendere i punti di forza del nostro sistema industriale, che invece vanno difesi con i denti – ha proseguito – Mi auguro che in Italia, e magari il governo Draghi ci riesce, possa emergere una spinta patriottica come accaduto in Germania dopo la caduta della Germania orientale. Quel Paese ha avuto la forza di portare la Germania tutta agli stessi livelli di efficienza. In Italia, invece, parliamo della questione del Sud come di una questione ancora marginale".

La strategia della Campania una volta ottenuti i fondi – ha spiegato ancora il presidente regionale – sarà quella di "non polverizzare le risorse, ma usarle per grandi interventi strutturali", puntando poi sulle eccellenze territoriali come l'aerospazio, l'automotive e la ricerca sulle energie rinnovabili, ma anche su grandi piattaforme logistiche e il potenziamento delle reti portuali. "Guardo alle scadenze europee per gli investimenti – ha aggiunto il governatore – come a un banco di prova per una semplificazione radicale. O cogliamo questa occasione per intervenire con la spada sui processi di sburocratizzazione o non illudiamoci: non investiremo niente e avremo perso una grande occasione". E a tal proposito ha aggiunto: "Chiedo al ministro di proporre la cancellazione del Cipe. Si tratta di un ente tra più inutili, anzi dannosi, d'Italia, che ha come unica funzione quella di far perdere mesi preziosi. È un ente inutile, da viceministro delle Infrastrutture non ne ho mai capito la funzione".

Infine, un appunto sulla campagna vaccinale anti-Covid. "Sui giornali si continua a parlare di Regioni che vanno in ordine sparso. Io dico al ministro che in questo momento di pandemia senza le Regioni l'Italia sarebbe finita nel disastro". "Se avessimo seguito lo Stato – ha osservato in conclusione il presidente della Regione Campania – oggi avremmo avuto una gestione dei vaccini totalmente sperequata, avremmo avuto rotelle e primule, ma non un polo di produzione dei vaccini".

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