Vendita scuolabus, è bagarre in Consiglio: "Togliete servizi fondamentali ai cittadini"

L'interrogazione presentata dal consigliere Giordano

Giorno di Consiglio comunale monotematico ad Avellino, ma i consiglieri di minoranza hanno avuto comunque l’occasione di presentare alcune interrogazioni. Ad aprire le danze Nicola Giordano con un tris di interrogazioni. Le prime due sono state indirizzate all’assessore Giacobbe sulla vendita di scuolabus e sulla manutenzione del verde pubblico. Giordano si è soffermato sulla volontà dell’amministrazione di esternalizzare i servizi, a discapito dei cittadini. “State affidando il Comune a terzi”, ha tuonato il consigliere. Come previsto dal Commissario, il Comune può vendere uno degli scuolabus, ma così facendo si mette sempre più in ginocchio il trasporto di studenti delle elementari e delle medie. Inoltre, Giordano ha chiesto conto del futuro degli autisti che si ritroveranno senza macchine.

In risposta, Giacobbe ha spiegato: “Gli scuolabus sono quattro del Comune, due saranno venduti. Gli alunni iscritti sono 34, vista anche la chiusura di contrada Bagnoli e Bellizzi, Sono questi gli utenti che fanno l’iscrizione in città e quindi non hanno bisogno dello scuolabus. Ne bastano due. Per gli autisti sono in tre e uno fa altri lavori. Questi garantiscono il servizio a tutto il territorio. Prima di accettare la vendita dei due scuolabus mi sono accertato delle iscrizioni”. Giordano, però, ha ribattuto spiegando che il Commissario aveva autorizzato la vendita di un solo scuolabus e non due.

Per il verde pubblico, il Comune sta per affidare il compito alla Provincia per venti giorni e per 18 unità. Giordano ha chiesto programmazione “interna”, evitando di spendere 43mila di manutenzione di verde, soprattutto a dicembre. I lavori sarebbero affidati ai forestali della Comunità Montana, ma tra le loro mansioni sembra non esserci quella della “cura” del verde. Giordano entra a gamba tesa anche su Biancardi che “ha necessità di far raggiungere le 280 ore ai suoi operai”. Giacobbe, in questo caso, non ha replicato.

Terza ed ultima interrogazione, presentata da Giordano, sulla presentazione delle candidature per le casette di Natale (scade oggi a mezzanotte). Nel mirino finisce la procedura che, visti i tempi, avrebbe dovuto portare ad una proroga del bando. “Il bando prevedeva un tempo di presentazione di 35 giorni – dice Giordano al presidente Lissa - Si ostina a non pubblicare sul sito le gare, ad affidare sotto riserva di legge senza avere la determina di aggiudicazione. Se la ditta ha consegnato la piattaforma il giorno 24 novembre, come si può immaginare di non fare la proroga di un bando, quando non si potevano presentare dopo il 14?”. Alla domanda ha risposto il vicesindaco Nargi che ha annunciato una possibile proroga.

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