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L'Irpinia va difesa, l'Ugl: "No tassativo alle trivellazioni"

Il senatore Cosimo Sibilia, senza giri di parole ha ricordato di tutte le azioni poste in essere a difesa del territorio. "Quando tutti volevano l'Irpinia la pattumiera della Campania mi sono opposto fermamente. Per difendere la mia provincia mi sono messo di traverso anche contro il mio stesso partito"

"Parlare di trivellazioni in questa Provincia equivale sicuramente a violare un territorio ad alto rischio sismico ed idrogeologico e il dibattito di oggi dimostra che il confronto su questo tema e' piu' che mai necessario". Cosi' Francesco Paolo Capone, segretario generale dell'Ugl, al termine del convegno organizzato dall'Ugl ad Avellino. "Un sindacato puo' incentivare il dibattito su questo tema - prosegue il numero uno dell'Ugl - aprire un confronto, che lasci alla popolazione la facolta' di una scelta non ideologica ma consapevole, e' indispensabile. L'Irpinia, la Campania, l'intero Sud ha bisogno di piu' attenzione - continua Capone - sul tema del rispetto ambientale e su altre problematiche che affliggono questo pezzo d'Italia. L'Ugl ha concluso proprio la scorsa settimana un'importante iniziativa per il rilancio del Mezzogiorno, il Sud Act, attraverso la quale abbiamo avuto la possibilita' di confrontarci con il mondo politico regionale e nazionale sulle difficolta' che paralizzano il Sud. Non vogliamo sostituirci alla politica - conclude - questo mai. Ma e' giusto evidenziare che il Governo e' stato totalmente assente nelle scelte e per le esigenze del Mezzogiorno".

Dello stesso parere ma non c'erano dubbi Renata Polverini, deputata di Forza Italia: "L’Irpinia porta ancora addosso i terribili segni del terremoto ed è provato la connessione tra trivellazioni e rischio sismico. Tra l’altro, i guadagni che potrebbero arrivare dalle tivellazioni non giustificherebbero il sacrificio del territorio irpino e delle sue popolazioni. Le produzioni agricole, specificità di questa provincia, sono in contraddizione con le trivellazioni ed, anzi, sarebbero da rilanciare. Sosteniamo, invece, le energie alternative: esistono territori in rivolta, non solo in Irpinia ma anche in Puglia, che lottano per non veder deturpato il proprio territorio".

Ad aprire il convegno moderato da Nicola Di Iorio, Costantino Vassiliadis, figura storica del sindacato in Irpinia: " Il Sud è da anni lasciato da parte dalle politiche nazionali, con le varie ripercussioni che conosciamo, tra cui il grande esodo giovanile. L’impegno quotidiano del nostro lavoro sono, perciò, queste sacche di crisi e la risposta che noi dobbiamo dare è una scelta di salvaguardia di un territorio che è il primo per fornitura di acque. Non possiamo agire irresponsabilmente e poi meravigliarci se si sviluppano fenomeni ambientali devastanti, che non siamo in grado di contenere”.

Voce anche ai sindacati, presenti Petruzziello, Melchionna e Simeone in rappresentanza della triplice. Petruzziello (Cgil) ha riconosciuto che "Se di Patto dello Sviluppo si parla lo dobbiamo a Cosimo Sibilia ai tempi della sua presidenza in Provincia che ci ha messo la faccia".

Critico con il Governo anche Melchionna della Cisl: “Io non ho tessere di partito e posso dire che il Sud è fuori dall’agenda politica che quando c’era Caldoro ogni giorno era in atto una guerra civile, mentre ora non si emette fiato. Se pensiamo davvero che sia il colore politico a determinare la risoluzione dei nostri problemi io non ci sto. Basta immaginare un Mezzogiorno distante dalle sue vocazioni e basta convegni autoreferenziali, in cui permettetemi ci ritroviamo solo noi fessi del Sud”.

Il segretario della Uil, Luigi Simeone, a chiusura delle forze sindacali, ha ribadito che “c’è il rischio di fare tutti lo stesso mestiere, nel 
senso che si attribuiscono ai sindacati meriti e demeriti impropri. Il nostro tavolo non ha il potere di produrre atti, tra il dire e il fare c’è di mezzo la politica. La politica per assurgere al suo dovere deve fare autocritica e riflettere, prendendo in considerazione tutte le parti".

Il senatore Cosimo Sibilia, senza giri di parole ha ricordato di tutte le azioni poste in essere a difesa del territorio. "Quando tutti volevano l'Irpinia la pattumiera della Campania mi sono opposto fermamente. Per difendere la mia provincia mi sono messo di traverso anche contro il mio stesso partito. Quando ho portato delle istanze in Regione sono rimaste inascoltate. Credo che ricordate tutti la porta chiusa in faccia a sindaci, vescovi e cittadini irpini quando contestavamo il piano ospedaliero. Questa chiusura totale ha prodotto 
la sconfitta recente, di cui i numeri più grandi si sono registrati in questa provincia. Restituiamo al nostro territorio le sue peculiarità, ma soprattutto ammettiamo che con la cancellazione delle province si è fatto un grande errore: il Governo Monti è stato catastrofico. Non si può immaginare che 118 comuni irpini interloquiscano direttamente con la Regione".


 

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