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Il Partito Socialista ricorda l'anniversario dello "Statuto dei lavoratori"

La nota

Riportiamo di seguito una nota del Partito Socialista, sezione di Ariano Irpino. "Il 20 maggio del 1970 l'Avanti, quotidiano del PSI, con un titolo a tutta pagina annunciava: “LO STATUTO DEI LAVORATORI È LEGGE”. Con questo provvedimento di legge (n. 300/70) la Costituzione entrava in fabbrica, come già alcuni giorni prima lo stesso Avanti aveva preannunciato Si concludeva così un lungo e travagliato processo che aveva visto i socialisti protagonisti e promotori, spesso in solitudine, della attuazione di una serie di leggi che oggi sembrano scontate, ma che sono costate ai lavoratori dure lotte e, in qualche caso, anche lutti. L'azione riformista che prioritariamente i socialisti avevano messo in campo all'inizio degli anni 60 del secolo scorso portò ad una serie di conquiste sociali:  il riconoscimento alle donne lavoratrici di non essere licenziate in caso di matrimonio ed il riconoscimento del loro pieno accesso agli uffici pubblici (1964);  l'approvazione del testo unico sugli infortuni sui luoghi di lavori e sulle malattie professionali (1965);  l'approvazione della legge che riconosceva il diritto alle pensioni di anzianità ed istituiva la pensione sociali (1966)2

"Esse rappresentano le tappe di un percorso tormentato svoltosi tra scissioni di partito, drammatiche crisi di governo e tentativi di colpi di stato (si ricordi il “piano Solo”) che ha trovato il giusto epilogo nell'enunciato dell'art. 1 della legge 300: “I lavoratori, senza distinzione di opinioni politiche, sindacali e di fede religiosa, hanno diritto nei luoghi ove prestano la loro opera di manifestare liberamente il proprio pensiero nel rispetto dei principi della Costituzione.” Quelli che oggi sembrano l'affermazione di concetti scontati, mezzo secolo fa rappresentarono una grande rivoluzione. Il 14 maggio 1970 alla Camera il provvedimento aveva ricevuto la sua prima votazione positiva tra molti mal di pancia tra i DC che, però, lo votarono in maniera compatta e con una stizzita astensione del PCI il quale, solo molti anni dopo, si è finalmente ricreduto".

"In questo storico anniversario i socialisti tornano con un commosso e grato ricordo all'azione del compagno Giacomo Brodolini che, ministro del lavoro, con caparbietà ed abnegazione, nonostante fosse affetto da una male incurabile, mise in piedi l'architettura della legge e con l'apporto di illustri giuristi (Gino Giugni, Francesco Forte ed altri) la fece crescere fino alla sua approvazione alla quale, purtroppo non poté assistere. Come allora, anche oggi nella tragica e complessa circostanza che stiamo vivendo, il PSI è a fianco del mondo del lavoro e trova la ragione del proprio impegno politico nella ricerca di soluzioni che rilancino una economia più solidale che sappia tutelare quanti, purtroppo, rischiano di perdere la propria occupazione nella ferma convinzione che da questa crisi dobbiamo uscire tutti insieme senza che nessuno resti indietro.

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