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Morano a Roma per il convegno con Souad Sbai

Si è svolto il convegno “Immigrazione e il pericolo del jihadismo della fratellanza islamista”

A Roma, presso il Senato della Repubblica, nelle sale dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro, si è svolto il convegno “Immigrazione e il pericolo del jihadismo della fratellanza islamista”.
L’incontro, organizzato dal Centro Culturale Averroè, si è aperto con l’intervento di Stefano Amodio, docente di Psicologia Generale e del Lavoro presso l'Università La Sapienza di Roma,
che ha spiegato i meccanismi di reclutamento e radicalizzazione degli estremisti islamici, con particolare attenzione a quello che succede in Italia. 
Paolo Diop, dirigente del Movimento Nazionale per la Sovranità di origini Senegalesi, ha preso la parola per mettere in guardia dai pericoli rappresentati dalla proposta sullo Ius Soli, specificando che nessuno ha il diritto di essere Italiano. «La cittadinanza –ha tuonato Diop- bisogna guadagnarsela. Io sono l'esempio di come l’italianità è innanzitutto una scelta culturale frutto di un percorso
di formativo. Il business dell’immigrazione è spietato, per questo ho fondato un'associazione per creare lavoro in Segal per i giovani». Il consigliere nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, Alessandro Sansoni, ha tenuto una dettagliata panoramica sulla situazione geopolitica del Mediterraneo, ponendo l’accento sull’inadeguata politica estera italiana ed europea che troppo
spesso induce i vari gruppi politici a dipendere da finanziamenti provenienti dai paesi islamici.
Da queste premesse è partita la proposta di Sabino Morano, presidente di Primavera Irpinia, che spinge verso la digitalizzazione elettronica per il ferreo controllo del flusso di
migranti nei centri di accoglienza. «Il pensiero debole occidentale -ha chiarito Morano- col tempo ha finito per creare una società priva di identità e incapace di avere i necessari anticorpi culturali
agli estremismi di importazione. È inconcepibile che lo Stato non riesca ad avere il controllo sul numero e l’identità degli ospiti dei centri di accoglienza. È necessario, quindi, dotarsi di un database
nazionale collegato a rivelatori di impronte digitali posti all’interno di ogni singolo centro di accoglienza, in modo da poter monitorare continuamente presenze e spostamenti dei migranti
sul suolo nazionale».  
Le conclusioni dei lavori della sessione sono stati affidati all’on. Souad Sbai che oltre a farsi carico delle numerose sollecitazioni dei relatori ha manifestato una forte consapevolezza del
problema rappresentato dalla “fratellanza musulmana”, definita la cabina di regia del terrorismo internazionale. «Anche in Italia –ha chiosato la parlamentare- la pericolosa organizzazione è

particolarmente attiva. Negli ultimi anni dopo la resistenza popolare alle primavere arabe, i fratelli mussulmani hanno concentrato i loro sforzi in occidente. Occorre essere attenti e non
abbassare la guardia di fronte a questa minaccia». 

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