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Parole di fuoco contro Rotondi: il deputato lascia la trasmissione tv

E' avvenuto durante la diretta di Quinta Colonna condotta da Paolo Del Debbio

A Quinta Colonna in diretta su Rete 4, Gianfranco Rotondi, segretario di Rivoluzione Cristiana e deputato di Forza Italia si alza e se ne va, in polemica con quanto avvenuto negli studi di Mediaset. Nel corso di un collegamento con una piazza di Marigliano, due cittadine hanno attaccato sia Rotondi che Antonio Razzi  definendoli in malo modo. Le parole di fuoco dalla piazza hanno scatenato la reazione stizzita del deputato avellinese ritenendo le parole proferite un’ ”ingiuria insostenibile”.

Rotondi prima di lasciare lo studio non è stato tenero neanche con il conduttore Paolo Del Debbio reo di non aver fatto nulla per evitare quelle parole. A gettare benzina sul fuoco, poi Mario Giordano, presente in studio tanto che Gianfranco Rotondi annuncia: “me ne vado, non mi è garantito lo spazio di libertà  possibile e l’accusa rivoltami è indegna. Ne risponderà la signora in tribunale ma anche lei Del Debbio per non essere intervenuto”.

I vitalizi e gli stipendi dei parlamentari continuano a far discutere soprattutto tra la gente che non riesce più ad arrivare a metà mese.  Difficile, in questo momento storico ed economico per i cittadini mandare giù la tesi sostenuta da Rotondi. Il deputato infatti  nel libro-choc intitolato «Meglio la casta, l’imbroglio dell’antipolitica» intende smantellare uno ad uno una serie di luoghi comuni che a suo dire stanno distruggendo la democrazia italiana, “come se quella misera frazione del  bilancio statale dedicata ai costi del Parlamento fosse l’unico problema del  Paese”.

All’indomani dell’episodio consumato in tv, Gianfranco Rotondi con una nota chiarisce:

"Ho scritto un libro in difesa del Parlamento e ho sostenuto decine di contraddittori televisivi sul tema. Ieri ho abbandonato gli studi di 'Quinta Colonna' perché mai mi era capitato di essere chiamato 'ladro' in diretta tv da una signora in collegamento, senza che il conduttore abbia avvertito il dovere di intervenire. Né si può derubricare la parola ladro a semplice insulto: ladro significa uno che ruba, ed è l'unica accusa che a me francamente non è stata fatta da nessuno in decenni di impegno politico". Lo dichiara in una nota il segretario politico di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi.

"L'ho ritenuta una mancanza di rispetto talmente assoluta, da rendere inutile la mia permanenza negli studi. Sapevo che le mie figlie ascoltavano la trasmissione: ascoltando la parola ladro riferita al loro padre sono lieto che mi abbiano visto alzarmi e andarmene", aggiunge.

"Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi ed a poche ora dalla trasmissione di ieri ecco l'outing su twitter: il popolo degli indignati, poeticamente difeso da Del Debbio, altro non era che un comitato elettorale del Movimento 5 Stelle. Da Marigliano erano collegati un consigliere comunale e un consigliere regionale del movimento e la stessa signora che mi ha chiamato ladro è una locale attivista", racconta poi Rotondi in una successiva nota.

"A conferma, il giovane che ha parlato di più posta addirittura la sua foto con tanto di simbolo del partito e si vanta sul suo profilo scrivendo: "Ho asfaltato Rotondi e Razzi ed uno dei due è scappato via". Perché mai - conclude il deputato forzista - Del Debbio si è prestato a questa diffamazione a mio danno e al comizio dei 5stelle? Come insegna Dagospia: ah saperlo...", conclude.

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