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Rotondi difende la casta: stipendi miseri, i parlamentari non arrivano a fine mese

L'ex ministro va controcorrente nel suo ultimo libro "Meglio la Casta, l'imbroglio dell'Antipolitica"

L'ex Ministro Gianfranco Rotondi si confessa. Nel suo ultimo libro "Meglio la Casta, l'imbroglio dell'Antipolitica" il deputato va controcorrente provando a dimostrare attraverso aneddoti personali, l'irrilevanza economica delle questioni oggetto di un continuo scontro politico: dai barbieri di Montecitorio agli stipendi di deputati e senatori.

Secondo il presidente di Rivoluzione Cristiana la campagna sui costi della politica ha prodotto l'antipolitica, con danni enormi per la democrazia. In estrema sintesi la tesi del suo libro è che gli stipendi dei parlamentari sono miseri, alla Camera si lavora troppo, i vitalizi sono sacrosanti e la politica è una professione. Parole impopolari quelle dell'ex ministro avellinese, parole pronte a far discutere per sostenere una causa che poco sarà capita dagli elettori.

L'obiettivo è chiaro: Rotondi vuole demolire i luoghi comuni a costo di risultare antipatico. Ad esempio nel suo libro racconta che la filiale del Banco di Napoli di Montecitorio è presa d'assalto da parlamentari che chiedono prestiti per fare le vacanze o da chi non riesce a mantenere le spese della politica: viaggi, ufficio, segreteria, affitto a Roma e auto con conducente. Di certo però non si può rinunciare all'autista, sarebbe un «Errore madornale», spiega in una intervista a Liberoquotidiano «l'onorevole al volante è pericoloso. Negli archivi c'è una discreta casistica di omicidi stradali compiuti da deputati».

Per quanto riguarda i vitalizi invece si tratta solo di una «retribuzione differita tesa a risarcire il parlamentare del danno professionale ricevuto dall'esercizio dei mandati». Ci sono casi, spiega, di dirigenti d'azienda che dopo l'avventura romana non sono più riusciti a reinserirsi nel mercato del lavoro.

Rotondi parla anche del fascino che un parlamentare dovrebbe avere sulle donne. Una falsità! «Chi mai accetterebbe la corte di un parlamentare? Tempo fa un giornale realizzò un'inchiesta sul marito ideale: l'onorevole era in fondo alla classifica battuto perfino dagli elettricisti».

Insomma per Rotondi la politica è una professione al pari di tutte le altre; il resto è soltanto propaganda dietro la quale c'è un preciso disegno: la conquista del potere.

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