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Santa Paolina, il gruppo consiliare "Rinnovamento Civico" risponde alle accuse di strumentalizzazioni

I consiglieri Gambino ed Egidio puntano il dito contro la giunta

Il gruppo consiliare Rinnovamento Civico, con i consiglieri Gambino ed Egidio, insieme al gruppo Rinascita denuncia una gestione a dir poco scellerata dei buoni spesa da parte del Comune.

La nota

“Senza voler tornare sulla questione dei depositi di 2000€, che a nostro avviso ha rappresentato un vincolo assurdo ed anti-democratico, che ha escluso famiglie davvero in difficoltà solo perché avevano da parte pochi risparmi per le emergenze a cui hanno dovuto attingere per sopravvivere, il prosieguo di tutta l'operazione è andato ancora peggio.

Grazie a questo scellerato vincolo, sono pervenute solo 36 domande di cui ben 12 respinte, alcune delle quali, a parità di condizioni, hanno avuto esito opposto.

I buoni, a quanto ci risulta, sono stati distribuiti settimanalmente, a mo' di obolo da andare a chiedere di volta in volta per fare la spesa; non una sola volta, come sarebbe stato più ragionevole per la dignità dei cittadini e per rispettare le norme anti-contagio, e come è avvenuto praticamente ovunque. Inoltre, in data 26 maggio sono stati liquidati agli esercizi commerciali interessati solo 5150 Euro dei 10.700 Euro ricevuti dalla Protezione Civile ed imputati a bilancio, determina che ci fa supporre che l'operazione si sia conclusa. Infatti, in base alle tabelle definitive che loro hanno stilato e ci hanno consegnato, la somma di circa 5000 euro rispecchia il conteggio che loro stessi hanno fatto e che prevedeva un termine di un mese; invece sembra che siano stati distribuiti ad oltranza, non sappiamo in base a quale criterio.

In pratica, secondo noi è venuta completamente meno la lettera dell'ordinanza, sono stati completamente disattesi i propositi della Protezione civile e sono stati fortemente danneggiati sia le famiglie di Santa Paolina (a dispetto della vulgata secondo cui un sindaco che vive in paese conosce bene tutte le esigenze) sia gli esercizi commerciali che, da una situazione drammatica, avrebbero potuto trarre una importante linfa per le loro attività e avrebbero potuto incassare più del doppio.

Una questione importante, di carattere nazionale, non può essere derubricata a pettegolezzo di piazza, come è stato fatto.

Si è detto, a mezzo stampa, che era stato ribattuto punto per punto alle nostre osservazioni ma, francamente, non abbiamo visto una tale puntualità: solo generiche dichiarazioni di sostegno a non meglio precisate famiglie, le quali si sono viste rifiutare un loro diritto rispetto ad altre che, sempre sulla scorta della loro documentazione, hanno visto recapitarsi bei gruzzoletti! Sarebbe stato meglio garantire a tutti un incentivo piuttosto che negarlo.

Abbiamo fatto domande precise, non abbiamo visto risposte. Forse perché la risposta è una sola: l’emergenza è stata gestita da dilettanti allo sbaraglio”.

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