Regionali, Sarno (M5S): "Garantire tutela del territorio e delle aziende in questo post Covid"

"L’Irpinia non deve più essere un territorio da sfruttare, uno “sversatore” utile solo a ricevere i rifiuti di tutta la Regione"

Il Movimento 5 Stelle si prepara ad affrontare la campagna elettorale in vista delle Regionali campane del 20 e 21 settembre. La candidata alla presidenza sarà Valeria Ciarambino. I quattro candidati irpini al consiglio regionale, invece, saranno, Vincenzo Ciampi, Generoso Testa, Carmen Bochicchio e Maura Sarno. E proprio l'imprenditrice irpina ha risposto alle domande di Avellino Today

Lei si è espressa, negativamente e con forza, sulla ubicazione a Chianche del Biodigestore. Una scelta che, a suo dire, metterebbe a serio rischio l’intero comparto del vino. Quale sarebbe, per lei, invece, la soluzione migliore?

"Noto con piacere che anche altri esponenti politici, seppur in ritardo, si siano accorti della questione Chianche. Ho sempre sostenuto questa battaglia fin dall’inizio, ritenendo il sito non idoneo alla costruzione di un impianto di trattamento dei rifiuti organici. La scelta di Chianche può determinare una crisi per il settore vitivinicolo e per tutta la sua filiera, nonché l’abbandono di un’area di pregio agricolo-naturalistico come quella del Greco di Tufo. È necessario garantire la massima tutela del territorio e delle aziende, soprattutto in questo periodo di debolezza economica post Covid. Come imprenditrice del vino posso affermare che le ricadute sul territorio sarebbero devastanti sia a livello economico che sociale, oltre ad impattare negativamente sulla qualità e tipicità delle produzioni vitivinicole. La mia posizione è chiara: il biodigestore a Chianche non va fatto e va individuata una modalità alternativa alla stessa costruzione del mega-impianto, così da evitare un impatto negativo per l’area del Greco di Tufo". 

Una delle principali promesse del M5S è di puntare sulla valorizzazione dell’ambiente, dell’agricoltura e del territorio. La premessa è allettante ma, nello specifico, quali sono le misure che intendete adottare affinché questo progetto si concretizzi?

"Considero in un unico modello di sviluppo integrato la valorizzazione dell’ambiente, i vantaggi delle misure innovative previste dall’agricoltura 4.0 e la cultura per il territorio. Tre pilastri che mi vedono impegnata in prima linea e nei quali credo fortemente.  Dobbiamo fare dell’Irpinia la più grande area “green” d’Italia incentivando le imprese con alto tasso di eco-compatibilità. Alle aziende che investono nella sostenibilità ambientale e creano nuovi posti di lavoro, garantendo immediate opportunità lavorative, vanno concesse fiscalità di vantaggio. Solo in questo modo creiamo un legame forte tra azienda, ambiente e territorio. Dobbiamo essere i protagonisti di una prossima rivoluzione “verde” che, grazie ai cospicui fondi previsti dal piano di finanziamento europeo “Green New Deal”, potrà garantirci quella transizione ecologica verso la quale tutti noi dobbiamo tendere. Si stima che i lavori “green” avranno nei prossimi cinque anni un aumento dell’oltre il 26%. Per cui dobbiamo inserirci in modo attivo in questo percorso e creare i presupposti affinché i giovani possano essere formati verso questi nuovi mestieri di cui il mondo produttivo ha bisogno".

Le questioni concernenti i servizi (acqua, rifiuti) tornano costantemente in auge con una puntualità disarmante. Come pensa, il M5S, di risolvere questi problemi che, ormai, per la nostra regione rappresentano una montagna insormontabile?

"L’Irpinia non deve più essere un territorio da sfruttare, uno “sversatore” utile solo a ricevere i rifiuti di tutta la Regione. La politica deve difendere questo territorio, valorizzarlo e non violentarlo, proponendo le aree interne come luogo su cui puntare e non su cui riversare rifiuti provenienti dalle aree metropolitane. Sulla questione acqua il M5S si è espresso da tempo e non ha mai cambiato la sua visione: gestione pubblica e riequilibrio, anche finanziario, tra i territori. Domani tutta la provincia di Avellino dovrà fare i conti con un’interruzione del servizio idrico per diverse ore, anche diurne. Un disservizio che si ripresenta spesso in estate con numerosi disagi per i cittadini. Non possiamo più tollerare che l’Irpinia, con il suo più grande bacino idrografico del Sud Italia, possa restare “a secco” a causa di ennesimi guasti alle elettropompe. Tali disservizi sono inaccettabili, tra l’altro giustificati addossando le colpe agli usi impropri dell’acqua da parte degli utenti. Invito chi gestisce l’Alto Calore a non pensare troppo a come viene utilizzata l’acqua dai cittadini, ma al vero spreco rappresentato dalle ingenti perdite d’acqua all’interno delle condotte, ridotte ad un colabrodo a causa di interventi di manutenzione mai avvenuti e mai predisposti e progettualizzati nel tempo dai comuni soci e proprietari delle reti. Il management di Alto Calore Servizi SpA dovrebbe spiegarci il perché di una continua mancanza di programmazione nella manutenzione ordinaria della rete idrica, così come la Regione Campania dovrebbe garantire progetti seri e prevedere la sostituzione di condotte ormai obsolete, fatiscenti e che in alcuni casi riportano tratti ancora in eternit".

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