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Referendum, il senatore Quagliariello ad Avellino: "Renzi crede di essere la luce"

L'ex ministro delle Riforme Costituzionali ha presentato il suo libro "Perchè è saggio dire No"

Il fronte del No di Primavera Irpinia chiama in campo il senatore Gaetano Quagliarello per spiegare "i mali" di una riforma costituzionale che può cambiare il destino del nostro Paese.

Questa mattina al Circolo della stampa di Avellino il leader del movimento politico culturale di centro destra Sabino Morano ha organizzato un dibattito per presentare il volume del parlamentare "Perchè è saggio dire No".

Il senatore  insieme a Valerio Onida ha scritto questo volume per ripercorrere, tra analisi critiche e inediti retroscena la storia delle riforme in questa tormentata legislatura. Da Enrico Letta a Matteo Renzi, dalla diaspora del centrodestra al patto del Nazareno, il presidente emerito della Corte Costituzionale e l'ex ministro raccontano come e quando le riforme hanno "cambiato verso". E perché, da "saggi" del presidente Napolitano, muovendo da visioni politiche diverse si ritrovano oggi sul fronte del "No" al referendum.

"Abbiamo diviso il paese in due sulle regole, abbiamo messo al bando i princìpi. Per questo è saggio dire "no" al referendum di ottobre".

Secondo il senatore la costituzione andava scritta insieme a prescindere dagli schieramenti politici proprio come in una partita di calcio: "Renzi invece la partita la sta giocando da solo - aggiunge - Ha detto bene De Mita nel confronto televisivo su La 7. Il premier ha identificato tutto ciò che c'era prima di lui con il buio, poi finalmente la luce. C'è in Renzi un surplus di arroganza, il risultato è una riforma che non funziona".

Quagliariello era stato nominato nel 2013 da Giorgio Napolitano proprio per fare parte di questo processo di cambiamento e occuparsi delle possibili riforme costituzionali. Un lavoro poi interrotto a causa della volontà del trio Renzi-Boschi-Verdini di affermare le riforme con prepotenza e il minimo compromesso. "Le riforme si fanno solo se condivise tra chi la pensa diversamente, oggi Renzi pensa di poter fare tutto da solo. E' arbitro e giocatore allo stesso tempo".

Quagliariello ribadisce che la costituzione va cambiata, anzi sa bene che la nostra "non è la costituzione più bella del mondo" e come tale vanno posti dei punti chiave imprescindibili per creare uno Stato sereno in grado di legiferare: "Per la riforma costituzionale avevo chiesto di provvedere alla procedura sull'iter legislativo in caso di disaccordo tra Presidente della Camera e del Senato. Non solo, in Senato la rappresentanza delle Regioni deve essere organica e non politica e invece siamo andati esattamente nel senso contrario: i membri del Senato rappresenteranno i loro partiti e non le Regioni".

Proposte quelle del professore che Renzi non ha mai preso in considerazione ed è per questo che all'indomani del Governo Letta è sceso dal carro del vincitore proprio mentre tutti ci salivano. "Oggi di quel percorso rimane ben poco se non lo schema iniziale - conclude - I tre temi della riforma, superamento del bicameralismo, rappresentanza delle Regioni e stabilità di Governo, permangono solo nel nome, ma non nei fatti. Quello che accadrà se vince il Sì è l'ingovernabilità del Paese"

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