Lunedì, 15 Luglio 2024
Politica

Referendum giustizia: "Che si scelga il Sì o il No, lo si faccia con consapevolezza"

Un dibattito nel capoluogo irpino in vista del prossimo 12 giugno

Presso il Circolo della Stampa in Corso Vittorio Emanuele, si è tenuto l'evento intitolato "Referendum Giustizia: verso una scelta consapevole", in vista della chiamata alle urne prevista il prossimo 12 giugno.

Nappi: "In Campania, ogni giorno, tre innocenti vengono arrestati ingiustamente"

"Sono quarant'anni che la giustizia non funziona ed è drammaticamente un luogo di ritardi: non ha tempi, certezze e regole" afferma il prof. Severino Nappi, docente di Diritto del Lavoro. "La parola 'cittadino' è uno strumento che scorre in quest'immobilismo drammatico che conviene a chi, oggi, sta giocando per il 'no'. Quelli che fanno il tifo per il fallimento del quorum, in realtà, sono i nemici della modernizzazione, dei valori costituzionali, della democrazia, dello stato di diritto, del Paese, in quanto credono che fallisca una parte coesa. Una prevalenza del 'no', invece, significherebbe il fallimento di uno dei cardini del sistema Paese. I numeri della giustizia in Campania e in Italia sono terribili: voglio ricordare che, ogni giorno, tre innocenti vengono arrestati ingiustamente, ossia mille l'anno. Lo Stato Italiano ha speso 900 milioni di euro per ingiuste detenzioni. A ciò bisogna aggiungere che, soltanto nel distretto di Corte d'Appello di Napoli, in cui è inclusa anche Avellino, vi sono 57mila fascicoli pendenti. Soltanto in Campania attendono il giudizio il 33% dei detenuti. Abbiamo tempi incerti in merito ai tempi di attesa per i processi: siamo a oltre sei anni di media, quasi il triplo rispetto al dato europeo". 

"La giustizia è un patrimonio che appartiene a tutti e i casi di ingiusta detenzione lo dimostrano" continua Nappi. "Abbiamo raccontato vicende con persone in carne e ossa che sono vittime di un meccanismo giudiziario e di un cortocircuito che ha distrutto vite. Certamente, non erano né avvocati, né magistrati, bensì persone comuni. Il vero tema è proprio quello dell'informazione, ossia la necessità di spiegare a che cosa servono i referendum nella vita di tutti noi. È tutto ciò che contestiamo al sistema e a chi propone disinvoltamente di non andare a votare. Siamo pronti anche a un confronto tra il 'no' e il sì' e ad accogliere la libertà di opinione di chi non vuole questa riforma. Invitare i cittadini a scegliere di non scegliere è la cosa più inquietante e pericolosa rispetto a quello che accade".

Referendum giustizia: "Che si scelga il Sì o il No, lo si faccia con consapevolezza"

Urraro: "Lo Stato Italiano risarcisce 81mila euro al giorno per ingiuste detenzioni"

"Sottesi ai cinque quesiti referendari che, apparentemente, possono avere anche un elevato tasso di tecnica, sono insiti principi e patrimoni valoriali costituzionali, a nostro avviso" dichiara l'on. Francesco Urraro, membro della Commissione Giustizia del Senato. "Parliamo dei temi: la presunzione di non colpevolezza, il giusto processo, la ragionevole durata dei processi, le responsabilità, i numeri e i report da cui si è partiti e che forniscono dati raccapriccianti. Parliamo di 30mila ingiuste detenzioni, con un costo a carico dello Stato in termini risarcitori, già erogato, di 740 milioni di euro; addirittura un conto, secondo un calcolo analitico, che prosegue a ritmo di 81mila euro al giorno".

Secondo Urraro, prima ancor che i quesiti, va difeso l'istituto referendario: "Addirittura, ci sono comitati del 'non', ossia del 'non andare a votare'. Un qualcosa che sento per la prima volta, rispetto a un istituto che è la massima espressione della partecipazione dell'esercizio democratico. Oggi, a pochi giorni dal voto, rispetto a dei sondaggi che danno un 30% che è assolutamente insufficiente a raggiungere il quorum, ci appelliamo a ciascuno di quelli che rientrano nel 30% per poter convincere chi è dubbioso o vuole asternersi. Lo sciopero della fame di Roberto Calderoli ha fatto molto rumore, seppur in un tempo stretto, così come la denuncia dei radicali all'AGCOM e il richiamo alla Littizzetto. Occasioni come queste sono importanti per far conoscere il senso di queste iniziative".

Pizza: "I referendum sono utili quando parlano dei grandi temi"

"Ritengo che i referendum siano utili quando parlano dei grandi temi" sostiene Nello Pizza, segretario provinciale del Partito Democratico. "Se, invece, parliamo di argomenti molto tecnici, quali l'eliminazione della facoltà, da parte del giudice, di disporre una misura cautelare per rischio di reiterazione del reato, significa non poter più applicare nessuna misura cautelare, soprattutto per i delinquenti abituali e per quelli che commettono frequentemente reati. Quest'aspetto va valutato e preso in considerazione da chi si occupa di questa materia, anche perché poi va coordinato con il nostro sistema giudiziario. Gli stessi tecnicismi riguardano la legge Severino: è qualcosa che, nello Stato moderno, non dovrebbe neanche esserci. Anche sulla separazione delle carriere, che può sembrare un aspetto più generale, ma che, in realtà, richiede competenze tecniche, inserite in un sistema le cui norme vanno coordinate. Io non credo che, seppur passassero tutti Sì, il sistema giudiziario diventerebbe più efficiente: mi sembra una perdita di tempo e anche un modo per non affrontare realmente i temi che si devono affrontare".

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