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Giovedì, 26 Maggio 2022
Politica

"La destra verso il futuro", l'inedita profezia di Pinuccio Tatarella su Fratelli d'Italia

Al Circolo della Stampa la presentazione dell'opera postuma: "È un libro di straordinaria attualità perché parla di una destra di governo, democratica, convintamente europea e in grado di risolvere i problemi"

Presso il circolo della stampa di Avellino, in Corso Vittorio Emanuele, si è tenuta la la presentazione del libro postumo di Pinuccio Tatarella, intitolato "La destra verso il futuro: itinerario di una svolta".

L’appuntamento politico-culturale, organizzato dal Centro Studi “Pinuccio Tatarella” con la collaborazione del Circolo di Fratelli d’Italia “Pippo de Jorio”, ha rappresentato un'occasione di dibattito sul futuro della destra in Italia. In particolare, con Fratelli d’Italia quotato da tempo come primo partito del Paese, si è di fatto avverata la profezia tatarelliana di una destra protagonista del campo dei conservatori e dei moderati.

Fu proprio Pinuccio Tatarella, senza preoccuparsi di apparire un visionario, a teorizzare già alla fine degli anni Ottanta dello scorso secolo, il concetto di sestra di governo, non più esclusa aprioristicamente dal gioco dell’alternanza ma, anzi coerente protagonista.

"La destra verso il futuro", l'inedita profezia di Pinuccio Tatarella su Fratelli d'Italia

Fabrizio Tatarella: "Pinuccio ha trasformato un partito confinato e marginale in una destra di governo alleabile"

È Fabrizio Tatarella, nipote di Pinuccio, nonché vicepresidente dell'omonima Fondazione, a introdurre l'argomento: "La sua figura, oggi, è più attuale che mai. Abbiamo riscoperto questo libro nel suo archivio privato, un libro che lui aveva scritto nel 1994, in cui spiegava tutti i passaggi dell'evoluzione della destra italiana, dal MSI ad Alleanza Nazionale. È un libro di straordinaria attualità perché parla di una destra di governo, democratica, convintamente europea e in grado di risolvere i problemi. Un libro impreziosito dalla prefazione di Giorgia Meloni, dall'introduzione storica del professor Parlato che è il più importante storico vivente della destra italiana. Un libro che ripercorre la grande stagione della destra italiana negli anni Novanta che ha portato il MSI a essere forza di proposta, non più di protesta. Un partito che era confinato e marginale fu trasformato da Pinuccio in una destra di governo, alleabile e non più marginale".

Ora che Fratelli d'Italia si configura come primo partito nazionale, è pronto come formazione politica o c'è ancora da lavorare? "Giorgia Meloni vuole porsi alla testa di un governo di conservatori. Pinuccio era un conservatore di rito prezzoliniano, già nel MSI. Alleanza Nazionale rappresentò la svolta, la nascita di un grande partito conservatore di massa. Oggi, Giorgia sta seguendo quello che era il sentiero tracciato da Pinuccio: ossia, costruire un grande partito di centrodestra, non solo di centro o solo di destra, in grado di rappresentare oltre il 30% degli italiani. Pinuccio parlava della casa degli italiani non di sinistra al 65%. Credo che Giorgia stia cercando di costruire un campo di conservatori il più largo possibile, secondo l'idea tatarelliana di realizzare una destra aperta e inclusiva".

D'Ercole: "Saremo alternativi al centrosinistra e al PD, la ricostruzione del centrodestra passa per la disamina degli errori fatti"

"Come suggerisce il titolo del libro, è un itinerario che consiste nel rileggere le intuizioni di un visionario come Pinuccio Tatarella per capire qual è la strada che deve avere la destra che si affaccia alle prossime elezioni politiche e come può essere rappresentante della maggioranza relativa degli italiani" afferma Giovanni D'Ercole. "È un fatto storico che Tatarella aveva già teorizzato nientemeno che trent'anni fa, quando era ancora imperante la Democrazia Cristiana. Per cui rileggere quelle pagine, adesso, rende la cosa ancora più entusiasmante. L'altro elemento che emerge da questi articoli raccolti da Tatarella in quegli anni fino al 1994, allorquando si è costituito il primo governo di centrodestra, è un forte appello alla cultura politica, di partito e di approfondimento. Tutto ciò fa a cazzotti con l'attuale modalità di fare politica con i tweet, i post su Facebook o conferenze stampa che pezzi di partito che inviano ad altri pezzi di partito. L'insegnamento di Tatarella è un altro: è la capacità, da un lato, di interpretare, quel 60% che lui stesso individuava in italiani che non sono di sinistra e, dall'altro, di farlo sempre con un meccanismo di coerenza, concetto messo in piedi dalla Meloni con Fratelli d'Italia. E, infatti, questo messaggio riesce con forza ad emergere in un quadro dove tutti dicono tutto e il contrario di tutto. Un partito che, invece, riesce a testimoniare la fedeltà alle proprie idee e a quello che si afferma in campagna elettorale viene premiato dagli italiani e questa sarà la nostra stella polare anche per le amministrative dove, coerentemente, saremo alternativi al centrosinistra e al PD. Per cui ogni ipotesi che possa vedere contestualità con chi riteniamo abbia distrutto la nostra città non ci potrà vedere complici".

Insieme agli alleati è possibile far rinascere un intero schieramento? "Il centrodestra ha potuto constatare con le proprie mani che non aveva forza e presenza quando non è stato in grado di depositare la lista per un candidato presidente alla provincia, fosse anche di bandiera. Non avevamo 250 firme per poter presentare un presidente. Quello è stato l'anno zero, la tabula rasa del centrodestra: peggiorata, a dir la verità, da chi, poi, ha successivamente ritenuto di dover festeggiare le elezioni di un candidato presidente alla provincia di stretta osservanza PD e deluchiana. Noi siamo altra cosa: in alcuni casi, non mi sono neanche candidato per testimoniare la coerenza a ciò che abbiamo sempre detto. Quindi, la ricostruzione del centrodestra passa anche per una franca e serena disamina degli errori che sono stati fatti e, dunque, anche una condivisione delle modalità con cui ci si deve interfacciare all'esterno. Questo, ovviamente, non può passare per una manifestazione aperta al pubblico: c'è bisogno di chiarire prima all'interno e poi si presenta una piattaforma al pubblico, agli elettori, ai militanti. Non dimentichiamo una cosa: che se, da un lato, il centrodestra governa regolarmente i territori in tutta Italia, esiste un problema dell'alleanza dal dopo elezione del presidente della Repubblica, momento nel quale vi è stata una forma di diaspora nel centrodestra che ci auguriamo possa essere recuperata immediatamente, prima delle prossime elezioni politiche".

Rastrelli: "Coerenti con il nostro messaggio politico, anche a costo di rimanere da soli"

Tra gli ospiti di eccezione, anche Sergio Rastrelli, coordinatore regionale di Fratelli d'Italia: "Più che ricordare la persona di Pinuccio Tatarella, vogliamo interpretare quello che fu il suo disegno politico. Fu il primo esponente di rilievo di un mondo che, sino a quel momento, era stato marginalizzato e riuscì a comprendere come un partito, ma anche una comunità fortemente e orgogliosamente identitaria, avesse il dovere di declinare un'offerta politica in termini di responsabilità. Fu il primo che, più di quarant'anni fa, cominciò a intravedere quella che sarebbe divenuta la destra di governo. Ed è esattamente la destra che, oggi, Fratelli d'Italia intende interpretare".

Come si ricostruisce il consenso in Campania nei confronti del centrodestra? "Questo è il paradosso che viviamo soprattutto qui, nel Mezzogiorno, in Campania e a Napoli. Abbiamo, ormai, la maggioranza dei consensi pacificamente a livello elettorale, tutti i sondaggi e le rilevazioni danno il centrodestra vincente e FdI, probabilmente, primo partito nazionale. E, nel momento in cui abbiamo acquisito questa credibilità popolare, corriamo il paradosso di non riuscire a interpretarla a livello politico e istituzionale. Chiaro è che FdI su un'unica cosa intende non fare passi indietro, neppure nei confronti degli alleati: cioè, sul principio della coerenza. Ed è la ragione per la quale, tuttora, non riusciamo a comprendere come un centrodestra che si riconosce in valori, battaglie, identità diventati patrimonio comune nel Paese, poi declini la propria offerta politica alleandosi con ambienti politici, partiti e dinamiche che sono del tutto incompatibili con il nostro sentire. E quindi, orgogliosamente, anche a costo di rimanere da soli, intendiamo porci costantemente come alternativi alla sinistra e al Movimento 5 Stelle, coerenti con il nostro messaggio politico e fedeli rispetto all'integrità delle scelte. Siamo convinti che il centrodestra possa e debba essere rifondato, ma senza rinunciare a nulla di quello che è nel nostro patrimonio genetico".

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