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Partito Democratico, inizio primavera "infernale"

Una giornata difficile con le varie anime sempre più distanti

Un inizio di primavera “infernale” per il Partito Democratico. Tutti i nodi vengono al pettine. Trascorse le primarie e con le amministrative dietro l’angolo, le avvisaglie esplodono con tutta la propria veemenza. Un partito che ha recitato il ruolo di dominus in Irpinia per decenni, oggi si ritrova spaccato in più fronti e margini di recupero ce ne sono ben pochi. Per alcuni il dado è tratto. Lo sanno bene Angelo D’Argenio, Assunta Iannaccone e Pasquale Penza, festiani doc, che hanno con una lettera protocollato le proprie dimissioni dalla segreteria provinciale. Lo sgarbo del segretario De Guglielmo di non convocare in una riunione di partito tre consiglieri uscenti dell’area di Gianluca Festa ha sancito la rottura, che era comunque nell’aria.

“Evitando di invitare tre autorevoli consiglieri comunali uscenti, regolarmente iscritti al Partito Democratico che, quasi in via esclusiva in città, hanno sostenuto concretamente e consistentemente la tua elezione alla carica di Segretario Provinciale – si legge nella lettera - ed ai quali non hai esitato a chiedere il sostegno ed il massimo impegno congressuale, hai dimostrato che la Segreteria rappresenti per te sempre più un orpello o un peso. Nonostante il nostro decisivo sostegno che ha consentito la tua elezione a Segretario Provinciale - scrivono i festiani - abbiamo registrato un atteggiamento poco rispettoso nei nostri confronti, se non proprio di esclusione (sindrome rancorosa del beneficiato?)”.

Altro passaggio in chiave elettoralistica “Non intendiamo condividere con te le responsabilità di una sconfitta annunciata”. Si apre così senza giri di parole l’avvio in solitaria, almeno al primo turno per le amministrative di Avellino, della lista Davvero, creatura di Gianluca Festa con quest’ultimo lanciato per la carica di sindaco.

L’annuncio delle dimissioni viene così giustificato: “Non possiamo più far parte di questo consesso che ha tradito la voglia e la necessità del cambiamento costruttivo per diventare espressione della parte più conservatrice del partito che, nell’affermazione autoreferenziale della propria leadership mira all’autoconservazione a scapito delle ragioni e dei valori del Partito Democratico. Non possiamo più accettare che il Pd sia percepito come un partito votato alla salvaguardia degli apparati, sacrificando i migliori a favore dei notabili e della nomenclatura, incapaci di leggere il presente e di orientare le scelte per il futuro. Auspichiamo che tu possa riconsegnare il ruolo di leader al Pd, - scrivono rivolgendosi a Di Guglielmo - ci permettiamo di suggerirti, qualora l’attaccamento alla poltrone dovesse prevalere, di operare in maggiore armonia con la tua Segreteria e di ricordare la storia che ti ha ricondotto al ruolo che ora occupi”. Fin qui la storia dei festiani.

Ma ad agitare le acque in questo venerdì tutt’altro che primaverile per il Partito Democratico anche le dichiarazioni di Enzo De Luca, presidente della Regione che con aplomb: “Cari ragazzi, che Dio vi protegga. Non voglio raccontare sciocchezze, il Presidente della Regione è un po’ fuori da questa materia” lavandosene le mani ma chissà sotto sotto se lo farà veramente.

Chi apre le porte di nuovo al Partito Democratico è Luca Cipriano, a mezzo stampa in una intervista a Rossella Fierro de IlCiriaco: “Il Pd ha la necessità di fare un momento di chiarezza al proprio interno. L'autoesclusione di Festa dal percorso politico dei democratici è un primo elemento, così come la frattura in essere con i decariani. Acclarato ciò non sarò io a chiarire contraddizioni e problemi di un partito a cui guardo con attenzione e rispetto. Le dinamiche sono interne, quello che chiedo è di fare presto e di non arrivare ad un chiarimento a sette giorni dalla presentazione delle liste. Se è vero come è vero che il segretario provinciale Di Guglielmo e quello regionale Annunziata vogliono costruire un progetto più ampio, ci dicano su quali basi. Le liste si presentano tra 40 giorni. Ritengo ragionevole definire tutto entro la prima settimana di aprile perché è necessario presentarsi alla città con chiarezza”.

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