Lunedì, 17 Maggio 2021
Politica

Referendum, Mastella: "Sono per il No ma non odio Renzi"

Il sindaco di Benevento ritiene il presidente della Provincia Gambacorta l'erede dell'ex ministro Zecchino

Clemente Mastella, Stefano Caldoro, Giuseppe Gargani chiamano a raccolta i propri sostenitori avellinesi per spiegare le ragioni del No al Referendum. Il sindaco di Benevento ed ex ministro tiene a precisare che "Non odio Renzi e sono per il No per tantissime ragioni, ma citerò solo due, una di metodo e una di merito. La prima è che trovo assurdo che un Parlamento giudicato incostituzionale dalla Consulta metta mano alla Carta fondamentale. La seconda è che è inconcepibile votare un testo senza sapere bene cosa accadrà dopo. Come verranno scelti i senatori? Le Province esisteranno ancora sì o no? Questa riforma lascia troppi aspetti opachi. Ho l'impressione che così come successo per la Provincia, al Senato verrà tolto solo il voto ai cittadini e tutto resterà come prima".

Mastella ha ancora voglia di lottare: "Le aree interne sn soccombenti stiamo subendo un doppio schiacciamneto da Napoli e per ovvie ragioni politiche da Salerno. Non mi fermo, bisogna rispolverare la politica, A Benevento ho rottamato i rottamatori. Sono un dinosauro della politica.  Ho battuto rabbia e collera vincendo e convincendo i beneventani ad affidarsi a me".Mentre interviene entra in sala il sindaco di Ariano e presidente della Provincia Domenico Gambacorta definendolo "erede di Zecchino". Per Stefano Caldoro la riforma penalizza il Sud, basta un Si per distruggere il Sud. Il no nostro – dice il consigliere regionale  – è un NO nell’interesse dei cittadini del Mezzogiorno. Vengono aiutate le regioni forti del Nord. E non perché ci sia una ragione vera ma perché si premia una rendita di posizione, chi nasce ricco rispetto a chi è più povero. Il Sud lo è perché storicamente ha avuto meno trasferimenti. Non si valuta chi ha merito, chi è più bravo, non si stimola la competitività. Questa è un’altra ingiustizia che deve portare tutti a un forte e convinto NO” conclude Caldoro. Sullo stato della Regione Campania: "I cittadini stanno male, la sanità peggiora, l’ambiente peggiora, si aprono discariche ad Avellino, non posso che dare un giudizio negativo a De Luca. De Mita? Io distinguo il suo tradimento immorale rispetto al pensiero dell’intellettuale che non può non giudicare negativamente questa Riforma. Gli articoli suddetti sono contro il Sud ed i sondaggi dicono che sono i giovani soprattutto a votare no. Questo è un richiamo al popolo, non una riunione tra vecchi politici.”

Infine per Giuseppe Gargani le ragioni per votare no il 4 dicembre sono riassunte nelle venti buone ragioni. "Difendono con preoccupazione le norme nel loro complesso perché sperano che con l’approvazione ci possa essere un governo con un uomo solo al comando che decide. Ed un uomo solo al comando nel mondo o non ha portato a nulla o ha portato alle dittature. Questo porta ad un contrasto violento con la società. Quello che i promulgatori del Sì vogliono non corrisponde alla pacificazione sociale perché una Costituzione che divide il popolo a metà è perversa. Non ci sono venti ragioni per votare No, ma mille. Viene meno la rappresentanza, il ruolo degli enti locali, l’anima della democrazia. Il governo diventa accentrato in maniera anomala". 

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