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Rifiuti a Chianche, Giordano e De Mita interrogano il Governo

Sull'ipotesi dell'impianto di compostaggio i deputati chiedono risposte ai ministri Galletti e Martina

Impianto di compostaggio a Chianche, i deputati Giuseppe De Mita (Udc) e Giancarlo Giordano (SI) hanno presentato una interrogazione al Ministro per le Politiche Agricole, Maurizio Martina, e al Ministro per l’Ambiente, Gian Luca Galletti.

Nel testo si chiede «quali iniziative i Ministri in indirizzo – recita testualmente l’interrogazione - con l’urgenza del caso e per quanto di propria competenza,  intendano  intraprendere  per  ottenere una riconsiderazione  del processo di localizzazione dell’impianto di compostaggio nel comune di Chianche in modo da favorire una più rigorosa valutazione, anche attraverso un diretto coinvolgimento degli enti locali e sovracomunali, nonché dei diversi soggetti istituzionali economici ed associativi della filiera enologica ed enoturistica, circa la sua fattibilità, salvaguardando, in tal modo, l’area di pregio della Docg del “Greco di Tufo”».

I due parlamentari, nei ricapitolare la vicenda relativa al Comune di Chianche che ha risposto positivamente ad una manifestazione di interesse promossa dalla Regione Campania, si soffermano sul contesto nel quale l’impianto dovrebbe sorgere, con particolare riferimento al pregio dei terreni circostanti, rientranti nell’areale del Greco di Tufo, eccellenza vitivinicola riconosciuta a livello internazionale.

  • Il Comune di Chianche – si legge ancora - nell’operare questa scelta in assoluta autonomia  non ha tenuto conto che il prezioso e ristretto territorio dell’areale Docg è inidoneo a supportare logisticamente la continua azione di conferimento, essendo  parte integrante di una delle aree di alto pregio vitivinicolo internazionale quale quella del “Greco di Tufo”».

Un richiamo viene, inoltre, anche esercitato nei confronti della Regione Campania che, secondo i due deputati, avrebbe dovuto non limitarsi a registrare le disponibilità dei Comuni, ma farsi indicare contesto e vocazioni territoriali nei quali gli impianti andrebbero ad inserirsi in maniera tale che le scelte delle amministrazioni comunali non apparissero – come si legge dal testo interrogazione – “immotivate ed acritiche”.

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