Illuminazione Pubblica a Santa Paolina, l'opposizione: "Una grave carenza, nonostante un investimento da 500.000 euro"

Continuano le segnalazioni sulla questione dell'illuminazione Pubblica a Santa Paolina vista la carente situazione in alcune frazioni, nonostante un investimento privato di circa 500.000 euro

Continuano le segnalazioni sulla questione dell'illuminazione Pubblica a Santa Paolina vista la carente situazione in alcune frazioni, nonostante un investimento privato di circa 500.000 euro.

“Siamo costantemente impegnati a rispondere e ad intervenire viste le numerose segnalazioni e gli innumerevoli inviti a vigilare, e chiaramente lo facciamo senza nessun risparmio. Siamo però sorpresi perché non riusciamo a capire come mai un così importante progetto, con un considerevole investimento privato, si sia improvvisamente interrotto. Non abbiamo ancora avuto minima percezione di Smart city, videosorveglianza, connessione internet libera per tutti, nonostante la consegna dei lavori sia scaduta da quasi un anno” sono le parole della Consigliera Gambino.

“E’ opportuno partire dal rilievo che l’illuminazione pubblica è un servizio pubblico locale e quindi ci troviamo di fronte ad un attività d’interesse generale rivolta alla collettività.  Deve infatti essere reso in modo razionale e diffuso sul territorio in quanto esso risponde ad una fondamentale esigenza di sicurezza che obbliga gli enti locali ad occuparsi di essa. Da qui” prosegue Iacobacci, del Gruppo Consiliare Rinascita “la responsabilità dell’Ente di garantirlo indistintamente a tutti, senza distinzione alcuna, ne di tipo di abitanti ne di numero”.

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“Non siamo assolutamente contrari alla natura del progetto ne alla forma di finanziamento intrapresa” conclude Egidio di Rinnovamento Civico, “piuttosto siamo convinti che la bontà di un’azione debba essere valutata sull’impatto che ha per tutta la popolazione, non solo per più fortunati. E’ impossibile tollerare che alcune località come Picoli o Ponte Zeza vengano improvvisamente illuminate a giorno, seppur sprovviste di illuminazione pubblica da diversi decenni, mentre altre come Piana delle Mele o Castelmozzo, a parità di condizione dagli stessi decenni, restino nelle tenebre. Ogni singola unità abitativa deve essere servita, ogni contrada del paese, indistintamente. Non è eticamente ne politicamente corretto rifarsi ogni volta al numero di persone che la abitano. Tutti hanno diritto alla sicurezza e ai servizi essenziali: bene illuminare

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