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Il Ministro Dadone in Valle Caudina: “La cultura è l'antidoto alla criminalità”

È questo il messaggio lanciato dal Ministro per le Politiche Giovanili Fabiana Dadone ai giovani, alle associazioni e alle comunità di San Martino Valle Caudina

Nella giornata di oggi, il Ministro Dadone è stato ad Ariano Irpino e in Valle Caudina per incontrare giovani, studenti e associazioni. La titolare del Dicastero per le Politiche Giovanili è giunta in Irpinia accompagnata dal sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia e dal Prefetto di Avellino, Paola Spena. 
"Sono lieto, come sindaco di questa comunità, di dare il benvenuto alla dott.ssa Fabiana Dadone, ministro per le Politiche giovanili che, insieme al sottosegretario all’interno dott. Carlo Sibilia, è in visita istituzionale in provincia di Avellino", afferma il sindaco di San Martino Valle Caudina, Pasquale Pisano. "Saluto il sig. Prefetto di Avellino e tutte  le autorità civili e religiose presenti; saluto con affetto la Comunità Scolastica che è qui presente con alunni, docenti e, soprattutto, la nostra Dirigente Scolastica prof.ssa Maria Pia Farese.
Un saluto grato va alla Pro Loco e a tutte le Associazioni presenti sul territorio comunale che stanno con forza sostenendo iniziative ed attività volte a creare una coscienza comune del ben agire per ancor meglio vivere. Il dialogo che stanno maturando al loro interno ed il Forum delle associazioni che stanno tentando di creare, auspichiamo abbiano avere carattere di continuità,  per poter incidere sul nostro mondo giovanile, così smarrito e povero, che vede le sue forze migliori cercare altrove occasioni di realizzazione professionale. L’iniziativa di oggi si inserisce nel quadro delle tante attività messe in essere dalle associazioni locali e della Valle Caudina, dopo i fatti delittuosi accaduti nel nostro paese e a Cervinara. Come è riportato in un comunicato stampa del comune di Ariano Irpino, prima tappa della visita istituzionale del Sottosegretario e del Ministro, la visita  nasce da un impegno assunto nel corso di un Comitato Ordine e Sicurezza svoltosi ad Avellino lo scorso Febbraio a seguito di gravi episodi criminosi verificatisi nella provincia. Si tratta di coinvolgere giovani, studenti e associazioni e creare occasioni di incontro e confronto con la istituzioni nazionali e con i rappresentanti delle forze dell’ordine, con l’obiettivo di sviluppare il senso civico e la cultura della legalità nelle giovani generazioni, anche nei centri più piccoli e nelle periferie. In un interessante articolo apparso su Avvenire, qualche anno fa, si metteva l’accento sul fenomeno ben noto della crescente sfiducia delle nuove generazioni nei confronti delle istituzioni, e un crescente investimento nei confronti di quell’area della 'socialità ristretta' costituita dai rapporti familiari e dalle reti amicali. L’articolo continuava rilevando come non poche indagini sulla cultura della legalità tra gli adolescenti italiani ponessero in luce la debolezza degli attuali agenti mediatori, uno scarso senso civico e il rischio di slittamento per una minoranza consistente di essi verso modelli culturali e comportamentali illegali. Se è vero che i valori dei giovani sono più improntati all’apertura al cambiamento che alla conservazione, si tratta di capire verso quale direzione tali cambiamenti siano oggi orientati, in una fase storica connotata da una forte tensione tra e nelle istituzioni democratiche, caratterizzata da intense contrapposizioni tra modelli e pratiche di convivenza e di cittadinanza, dove istanze libertarie coesistono con richieste securitarie e nuove spinte autoritarie. Non c’è tempo per approfondire tematiche su cui già altre volte ci siamo confrontati; voglio solo manifestare la speranza che ancora i giovani da noi abbiano qualcosa da dire e da fare, creando le condizioni perché “La trasformazione rimandata”, titolo con cui fu pubblicata  nel lontano 2003 l’inchiesta sulla situazione giovanile del nostra paese fatta dal prof. Raffaele Rauty dell’Università degli studi di Salerno, non abbia più ad essere rimandata. Molti dei nostri giovani vanno via dopo il diploma, come in quasi tutti i piccoli paesi del Sud, e anche del Nord; alcuni riescono a trovare una sistemazione dignitosa, altri si affermano in diversi campi. Recentemente figli della nostra terra hanno dato il meglio di se stessi al Festival di Cannes, all’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, alla conferenza Mondiale del gas in Corea del Sud e negli altri vasti campi del sapere e della cultura. Sono esempi ed opportunità da non trascurare, ma da coinvolgere, per quanto possibile, come modelli e punti di possibile riferimento. Una vecchia canzone scritta dal mai dimenticato parroco don Ugo Della Camera, si intitola “San Martino non muore”. I nostri giovani la cantavano nei mitici Meeting organizzati dal parroco. La spinta era a tenere alta l’attenzione, a rendere protagonisti i giovani, ad instillare nel loro cuore il desiderio di una cultura ben strutturata, a dare senso alla loro vita, a renderli capaci di rispondere alle domande di senso che continuamente si pongono. Riteniamo importante la visita di oggi; è una delle tante occasioni che ci viene data per non assopirci ed non abituarci ad un modo di concepire la vita ed i rapporti sociali che generano deserto, incapacità di ben progettare il futuro, di vivere la pienezza della vita, animando luoghi e piazze che altrimenti rischiano di scomparire", conclude. 
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