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Guerra in Ucraina, quale ruolo per le Aree Interne? Conte: “Coniugare solidarietà, esigenze sociali ed economiche”

Nella mattinata di oggi, presso l’Hotel de la Ville di Avellino, si è discusso del ruolo delle aree interne e dei piccoli comuni per accogliere e ospitare i rifugiati ucraini

Il piano per l’accoglienza dei profughi ucraini stanziato dal Governo parte da 91.500 posti. Oltre alle 16.500 nuove disponibilità ricavate nei Cas (centri di accoglienza straordinaria) e nel Sai (sistema accoglienza e integrazione), gestiti dai Comuni, il decreto legge varato venerdì dal Consiglio dei ministri prevede di coprire interventi per altre 75mila persone. E un rimborso a Regioni e Province autonome per l’accesso ai servizi sanitari di almeno 100mila ucraini in fuga dalla guerra. Il tutto nella cornice della protezione temporanea europea per gli sfollati, prevista dalla direttiva 2001/55/Ce e attivata per la prima volta il 4 marzo scorso, proprio per far fronte all’emergenza Ucraina iniziata il 24 febbraio con l’invasione del Paese da parte della Russia.

Guerra in Ucraina, quale ruolo per le Aree Interne?

Conte: “Coniugare solidarietà, esigenze sociali ed economiche”

Nella mattinata di oggi, presso l’Hotel de la Ville di Avellino, si è discusso del ruolo delle aree interne e dei piccoli comuni per accogliere e ospitare i rifugiati ucraini. Sull’argomento si è espresso l’On. Federico Conte, presidente associazione Cittadino Sud: “L’iniziativa di oggi coincide con un ripensamento del ruolo delle Aree Interne, che attraversa tutto il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. In queste ore un bando di coesione di 500mln di euro destinato alle infrastrutture. Mi riferisco in particolar modo alle strade e ai collegamenti tra le varie realtà dell’entroterra. Questo servirà a spingere il rilancio economico. All’interno di questa spinta che viene dal PNRR – da una rivalutazione dell’attività agricola – lavoreremo su un meccanismo di accoglienza che, negli intenti, può recuperare elementi importanti; come la manodopera e la ricerca. Questa dovrà essere un’azione nata per coniugare il valore della solidarietà ed esigenze sociali ed economiche”.

La direttiva per l’accoglienza degli sfollati

In base alla direttiva, le spese per l’accoglienza degli sfollati sono a carico della Ue, che ha già messo in campo 10 miliardi di euro. Fondi che andranno ripartiti tra i vari Paesi europei che ospitano gli sfollati, Polonia in testa. Dall’inizio dell’emergenza sono oltre tre milioni le persone uscite dall’Ucraina, e ben due milioni sono in Polonia. I profughi arrivati in Italia fino a venerdì erano quasi 54mila, prevalentemente donne e bambini, ma si stima un flusso fino a 700mila persone. L’ultimo decreto prevede – in aggiunta ai posti già ricavati con interventi precedenti nei Cas e nel Sai – ulteriori forme di accoglienza individuate dalla Protezione civile, in collaborazione con gli enti del Terzo settore, per 15mila persone, fino al 31 ottobre 2022. Inoltre, sempre la Protezione civile potrà definire aiuti per 60mila titolari della protezione temporanea Ue che abbiano trovato una sistemazione autonoma, per la durata di 90 giorni dall’arrivo in Italia.

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