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Gianluca Festa: "Il Partito Democratico è diviso tra il bene e il male"

"L'unica via d'uscita è il modello Roma. Non si può sostenere un partito di indagati, di faccendieri. Bisogna operare una disintossicazione clientelare e noi siamo pronti. C'è un Pd pulito in città, è con loro che vogliamo ragionare” - annuncia Festa -  

Il bene e il male. Gianluca Festa suddivide così il Partito Democratico irpino. In paradiso ci manda se stesso, Rosa D'Amelio, Francesco Todisco, gli epurati Luca Cipriano, Guido D'Avanzo, Stefano La Verde, Marietta Giordano. Tutti gli altri ( ma non fa nomi) devono andare all’inferno. “Avellino ormai deve diventare un caso nazionale per il Pd. L'unica via d'uscita è il modello Roma. Non si può sostenere un partito di indagati, di faccendieri. Bisogna operare una disintossicazione clientelare e noi siamo pronti. C'è un Pd pulito in città, è con loro che vogliamo ragionare” - annuncia Festa -  Un fiume in piena: “abbiamo un sindaco dannoso per il partito. E’ stato capace di far perdere la Provincia al Pd e finanche a Ciriaco De Mita che lo ha sostenuto, ha messo il Comune fuori dall'Ato rifiuti, ha votato per Vaccaro e Cozzolino alle primarie, rispettivamente per la segreteria regionale e per la candidatura a Governatore, ed entrambi hanno perso. Ma soprattutto ha decimato il Pd in città facendo fuori undici consiglieri comunali eletti, per un totale di 10mila voti. Insomma il 51,2% dei voti del partito in città al momento sono persi e per colpa sua. Ed è questo che bisogna far capire a Renzi: per la prima volta, dopo decenni, la vittoria dei democratici alle prossime amministrative non è per nulla scontata”.

Sarà probabilmente per questa paura che i consiglieri di maggioranza che dissentono dal sindaco non hanno il coraggio di mettere nero su bianco le dimissioni in accordo con il resto dell’opposizione. Sulla mozione di fiducia infatti chiarisce “siamo pronti ma sappiamo che ora non servirebbe se non si costruisce dall'interno del Pd un percorso politico per riabilitare i democratici in città”.

La sfida al primo cittadino e a quel che resta della maggioranza ai suoi piedi continua: “Non ci meravigliamo più delle bugie del sindaco che potrebbe essere scritturato per un remake di Pinocchio. Sia Foti che i consiglieri responsabili avrebbero dovuto essere coerenti con quanto annunciato nelle settimane precedenti, e dunque dimettersi visto che l'approvazione dei documenti contabile e finanziario, peraltro illegittimi, è arrivata solo in seconda convocazione”.

Infine l’affondo: “Lasci stare almeno la Madonna, lui che per questa città rappresenta l'undicesima piaga d'Egitto. Stia sereno che da oggi parte l'operazione defotizzazione della città”.

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