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Domenica, 22 Maggio 2022
Politica Sperone

Fusione Comuni del Baianese, la proposta di Alaia: "A Sperone ci stiamo già preparando"

Il sindaco di Sperone ha rivolto una lettera agli altri primi cittadini del Baianese sulla proposta di fusione

Molto più di una suggestione. La proposta viene avanzata da Adolfo Alaia, sindaco di Sperone, agli altri cinque sindaci del Mandamento Baianese (Avella, Baiano, Mugnano del Cardinale, Quadrelle, Sirignano): "Unione o Fusione? Io dico Fusione. Con questa lettera, che vi invito a leggere, inviata il 3 Febbraio ai miei colleghi sindaci del territorio, ho inteso sollecitare tutti sul progetto di “fusione” dei sei Comuni dell’ex mandamento, per avviare quel processo di coinvolgimento di tutti i cittadini, ai quali soltanto spetta di valutare scelte e decisioni politiche sul futuro del loro territorio. Sono consapevole che Il problema è complesso e non ammette improvvisazione. Noi a Sperone ci stiamo già preparando. Colgo anche l’occasione per ringraziare i consiglieri di minoranza che hanno voluto manifestare, ieri sera in Consiglio, il loro consenso a questo nostro progetto attraverso anche una loro mozione in sintonia con le nostre intenzioni".

La lettera di Alaia ai sindaci del Baianese

Ai sigg. Sindaci dei Comuni di AVELLA, BAIANO, MUGNANO DEL CARDINALE, QUADRELLE, SIRIGNANO

Oggetto: Richiesta adesione per avvio processo FUSIONE comuni del Baianese.

Egr. colleghi

A seguito dell’incontro dell’ 1 Febbraio 2022, appare doveroso rimarcare l’importanza di alcune riflessioni che abbiamo fatto proprie circa la volontà di convergere concretamente e sinergicamente, in una progettualità di alto contenuto istituzionale sotto il profilo della “governance” comportante il superamento del modello dell’UNIONE dei COMUNI per pervenire, di fatto, alla FUSIONE delle nostre municipalità che, oggi, è l’unico strumento con cui gestire la complessità di un territorio come il nostro che si troverà ad affrontare sfide sempre più impegnative e complesse a partire da quelle correlate soprattutto al PNRR.

L’esperienza dell’UNIONE dei Comuni a cui, come soggetto esterno, ho guardato in questi anni con interesse meramente politico, non ha sortito gli effetti auspicati palesando criticità sia sul piano gestionale che istituzionale che ne hanno decretato, sicuramente, la “non valenza” come modello organizzativo. -

Il modello dell’UNIONE cui i sei Comuni del Baianese sono approdati nel 2016, nato dalla convergenza di interessi comuni (sedimentati, soprattutto, sulla necessità giuridica di gestire funzioni fondamentali) e con la finalità di mettere in rete risorse umane e finanziarie per realizzare economie in scala per fornire servizi più adeguati e qualitativamente più soddisfacenti ai cittadini, non ha di fatto prodotto quella rivoluzione copernicana nel sistema istituzionale ed amministrativo, restando ingabbiato nei meandri del localismo, patologia eufemisticamente asintomatica della politica.-

Partendo dall’analisi del nostro territorio ritengo che oggi si possa e si debba costruire, tutti insieme, una sola alternativa e cioè la fusione dei nostri comuni che diventerà, pertanto, un’unica realtà conclamando quella progettualità in embrione, figlia di una visione politica innovatrice già nata negli anni 90 alla luce della L. 142/90 che mirava alla costituzione della Città del Baianese che, pur sostenendone sempre la valenza già all’epoca quando ero Sindaco di Sperone, non è mai decollata come proposta praticabile.

Oramai il nostro mandamento, attraverso la saldatura spontanea dei sei centri abitati, si presenta come un’unica area urbana, frutto delle continue e mutue interazioni sociali, territoriali, economiche, non disgiunte dalle dinamiche demografiche e dall'espansione urbana e perciò spetta a noi amministratori il compito di dargli una identità nuova nella forma di un un’unica realtà territoriale ed amministrativa.

La scelta del modello di governane e cioè la FUSIONE non sarà calato dall’alto come è avvenuto nel caso dell’UNIONE ma dovrà partire dal basso, dalla gente, dalle nostre comunità che attraverso una indagine preliminare e, eventualmente, di un successivo referendum (cosi come previsto dall’ordinamento giuridico) potranno decidere, democraticamente, di indossare o meno un nuovo abito istituzionale.

La condivisione delle scelte deve nascere soprattutto dalla consapevolezza di noi amministratori del fatto che la fusione non è solo una ragione puramente economica ma una condizione che amplificherebbe la nostra autonomia, la nostra contrattualità politica ad ogni livello, specie rispetto agli Enti sovraordinati che dovranno considerare la sintomatica presenza di una soggettività di circa 30.000 abitanti e non ignorare più la voce di un anonimo comune dell’area del Baianese;

Bisogna partire dalla base e la base sono i cittadini, le Associazioni, e chiunque voglia sostenere questa idea che dobbiamo, perciò, invitare ad esprimere il proprio orientamento per capire se ci sono le basi per affrontare un percorso innovativo e strategico come la fusione dei Comuni del Baianese.

E per questo che, interpretando il senso di un impegno comune che è emerso dall’incontro dell’1 Febbraio scorso che vi rimetto la presente invitandovi ad una riflessione seria sui contenuti della stessa per fornirmi, nel contempo il proprio riscontro, nella speranza di registrare la convergenza di voi tutti sulla proposta di fusione dei Comuni del Mandamento al fine di dare origine ad una costituente in grado di orientare e guidare questo processo di cambiamento.

All’esito del vs. riscontro, da formalizzarsi a mezzo di apposita nota, potremo definire insieme e in sequenza il quadro delle iniziative da intraprendere passando per una preliminare consultazione delle nostre comunità dalla quale partire, in caso di esito positivo, per avviare il processo tecnico - giuridico- amministrativo per la FUSIONE dei nostri Comuni.

Rimanendo in attesa di vs. determinazioni al riguardo vi porg
o i miei affettuosi saluti

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