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Crisi idrica e Alto Calore Servizi, Franco Russo (PD): "Ristrutturazione impianti idrici è la priorità"

"I disagi patiti dai cittadini nel periodo estivo si sono aggravati in questo ultimo decennio"

La ristrutturazione delle reti e degli impianti idrici in Irpinia e nel Sannio è la priorità assoluta per le istituzioni e le comunità locali. Quello del diritto all’acqua è un problema primario, in cima alle responsabilità degli enti locali e della politica, in un territorio che continua a pagare il prezzo della penuria, mentre contribuisce da oltre un secolo al fabbisogno dell’area metropolitana di Napoli, della Puglia e di diverse Province in Campania. I disagi patiti dai cittadini nel periodo estivo si sono aggravati in questo ultimo decennio, per effetto di un ulteriore degrado strutturale del sistema acquedottistico e delle infrastrutture, giunto ad un livello ormai non più tollerabile. È venuto il tempo che sindaci e consiglieri comunali, a prescindere dalla propria appartenenza, superino lo steccato politico, per realizzare quelle condizioni necessarie a dare le risposte che le popolazioni residenti sui nostri territori attendono ormai da troppo tempo. Il problema non si risolve sostituendo dirigenti o rinnovando rappresentanze. Occorre la massima convergenza istituzionale. Il tema dell’efficientamento idrico va scisso da considerazioni di ordine politico, che nulla hanno a che vedere con il diritto universale all’acqua garantito dal nostro Ordinamento. Occorre in questa delicata fase sostenere lo sforzo delle parti maggiormente investite della responsabilità di dare con atti concreti soluzioni, assicurando collaborazione e fattiva solidarietà istituzionale. Dopo anni in cui si è defilata rispetto alle esigenze del nostro territorio, oggi la Regione Campania sta facendo la sua parte in tutte le sedi. È impegnata al tavolo ministeriale, dove segue una trattativa complessa con la Puglia per la ridefinizione delle quote idriche da destinare in particolare alla provincia di Avellino. Ha garantito (fin dal febbraio del 2018) lo stanziamento di fondi, i primi dopo quindici anni, proprio per finanziare i cantieri del primo grande progetto di manutenzione straordinaria e ristrutturazione radicale dei punti maggiormente degradati dell’acquedotto irpino e sannita. È di queste ore l’accordo conclusivo con l’Alto Calore Servizi spa, con il quale si è concertata la spesa della prima tranche da 20 milioni di euro, a valere su un plafond complessivo triennale di 60 milioni. Dai prossimi mesi e fino alla fine del 2020 potranno essere aperti cantieri per 40 milioni di euro (annualità 2019 e 2020), gettando le basi per l’inversione di tendenza lungamente attesa. Le risorse potranno essere impiegate nei lavori dall’Alto Calore Servizi, che in questi mesi con l’Amministratore Unico Michelangelo Ciarcia ha sensibilmente migliorato la situazione aziendale, trovando la strada per scongiurare quella privatizzazione che da alcune parti – come testimoniano le audizioni nella Commissione Ambiente della Camera dei Deputati datate 14 novembre 2018 – la politica aveva sollecitato. In questo scenario dovere delle forze politiche e istituzionali è contribuire a togliere ostacoli al mantenimento degli impegni di interesse pubblico, consapevoli della delicatissima situazione in cui proprio il gestore idrico, l’Alto Calore spa, è costretto ad operare. In attesa di poter sostituire condotte, ammodernare impianti tecnologici, potenziare l’efficienza del sistema, ogni giorno senza clamori l’Alto Calore combatte in trincea una battaglia di sacrificio, dedizione ed alta professionalità dei suoi tecnici e del suo personale, per continuare a servire il suo bacino d’utenza, al di là dei disagi causati dalle interruzioni notturne in alcuni giorni estivi, che solo interventi strutturali potranno eliminare del tutto Le condizioni disastrose e disastrate in cui si trovano le reti e gli impianti sono fronteggiate dall’Azienda pubblica non solo con il lavoro, ma anche con uno sforzo finanziario che va oltre i propri doveri di manutenzione ordinaria. Alto Calore si accolla le spese, provvede ogni giorno in solitudine e nell’indifferenza generale alla manutenzione delle condotte e delle pompe di sollevamento, benché il patrimonio acquedottistico (ex Casmez) appartenga alla Regione Campania, come è stato ribadito più volte fin dalla metà degli anni 2000. Per l’Azienda, il cui debito ha raggiunto fin dal decennio scorso livelli allarmanti, il continuo intervento straordinario costituisce un fattore insostenibile di aggravio per le proprie casse. Per tutte queste ragioni, in qualità di consigliere comunale espressione del Gruppo del Partito Democratico, esprimo il massimo apprezzamento per gli sforzi che l’Amministratore Unico dell’Acs spa, Michelangelo Ciarcia, profonde per la salvaguardia dell’Azienda patrimonio del nostro territorio e per la continuità del servizio idrico, superando le difficoltà strutturali che lo mettono a repentaglio. Rilevo e rimarco l’impegno portato avanti in tutte le sedi dal Governo della Regione Campania presieduta da Vincenzo De Luca, nella responsabilità dell’Assessore all’Ambiente Fulvio Bonavitacola. E sollecito il Sindaco di Avellino, che ha espresso in più occasioni pubbliche (e nell’aula anche deliberando) il sostegno alla gestione idrica pubblica, il coinvolgimento del Consiglio comunale in un dibattito sul futuro assetto del ciclo integrato idrico in Irpinia e Sannio, invitando tutti fin d’ora, a cominciare dai soci dell’Alto Calore Servizi, a ricordare che la stabilità è la precondizione per far uscire dalla crisi decennale in questo settore non solo l’Acs spa, ma soprattutto i nostri territori.

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