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Forum Campania Sostenibile ad Avellino, Bonavitacola: "Vogliamo l'autonomia idrica"

Il Vicepresidente e Assessore all'Ambiente Regionale ospite del terzo appuntamento al Liceo Colletta: "Sarebbe un delitto se, nella Provincia dove ricade il più grande bacino imbrifero d'Italia e tra i più grandi d'Europa, si vada verso la privatizzazione del servizio"

Presso il Liceo Classico "Pietro Colletta" di Avellino, si è tenuto il terzo appuntamento con il "Forum Campania Sostenibile": dopo le prime due tavole rotonde tenutesi il 17 e 24 maggio scorsi presso le Università di Salerno e del Sannio, l'iniziativa nel capoluogo irpino ha visto la partecipazione di esponenti politici a livello regionale e locale e del Polo Enologico afferente al Dipartimento di Agraria dell'Università "Federico II" di Napoli.

Forum Campania Sostenibile ad Avellino, Bonavitacola: "Vogliamo l'autonomia idrica"

Bonavitacola: "Partire dalla comunicazione, rivolta soprattutto ai più giovani, è il primo passo in iniziative di questo tipo"

"La Regione Campania, in termini di sostenibilità, si situa al primo posto, così come nelle politiche per la salute" dichiara a gran voce il Vicepresidente e Assessore all'Ambiente regionale Fulvio Bonavitacola. "Abbiamo varato un piano di gestione dei rifiuti tra i più avanzati d'Italia: un piano che esclude la realizzazione di altri termovalorizzatori e punta sulla raccolta differenziata e, quindi, sugli impianti di compostaggio a servizio di questo modello di gestione".

Sul tema delle acque: "Abbiamo detto a più riprese che vogliamo l'autonomia idrica della Regione Campania. Il che significa, da un lato, riequilibrare i trasferimenti di risorse da Cassano Irpino a Caposele verso la Puglia: abbiamo siglato, nelle scorse settimane, uno storico accordo che consentirà, nel giro di qualche anno, di restituire le risorse idriche all'Irpinia".

Sull'Alto Calore: "Si va verso la richiesta di concordato per evitare il fallimento. Sapete benissimo che vi sono state scelte importanti in merito. La prima è stata la separazione del distretto di Avellino da quello di Benevento: vi saranno due gestioni separate e, in più, Alto Calore non avrà più la gestione di 28 comuni del Sannio serviti precedentemente dall'Ente. Ciò semplificherà la gestione e, presumibilmente, ridurrà anche i costi. La seconda scelta strategica consiste nel fatto che noi abbiamo deciso di mettere in capo alla Regione opere di grande adduzione, con una funzione sovraprovinciale e sovradistrettuale, con un'ulteriore riduzione dei costi prevista. Stiamo creando i presupposti affinché il Piano Idrico sia approvato: sarebbe un delitto se, nella Provincia dove ricade il più grande bacino imbrifero d'Italia e tra i più grandi d'Europa, si vada verso la privatizzazione del servizio. Stiamo facendo l'impossibile per evitare che questo accada".

Sulla multiutility proposta dalla Provincia di Avellino: "Dobbiamo prima regolarizzare la situazione a regime ordinario, e quindi: Alto Calore deve risolvere i suoi problemi, l'EIC deve poi formalizzare l'affidamento del servizio idrico. In un quadro simile si possono verificare delle possibili economie di scala e, quindi, mettere insieme dei servizi che sono regolari e legittimi. Questo problema riguarda, soprattutto, gli enti locali, chiamati a fare una riflessione; in altre realtà italiane, la multiutility serve per fare economie di scala. È un tema interessante, segno di un'evoluzione dei tempi e di modernità. Ma andiamo un passo alla volta e rimaniamo con i piedi per terra".

E, sulla qualità dell'aria: "Abbiamo in programma un incentivo importante per la sostituzione dei camini, in modo che siano maggiormente compatibili con le direttive europee. Una delle componenti dell'inquinamento atmosferico è anche il riscaldamento domestico, le altre due sono i gas da autotrazione e gli inquinamenti industriali. Per quanto riguarda il primo fattore, attraverso la sostituzione degli impianti obsoleti e l'incentivo della Regione, sarà possibile ottenere risultati importanti. Credo che il primo passo sarà partire dalla comunicazione, rivolta soprattutto ai più giovani: l'iniziativa di oggi va in questa direzione".

Enzo De Luca: "Al di là delle appartenenze politiche, la Regione Campania deve coinvolgere le scuole"

"Già da qualche anno, la Regione Campania ha messo in campo una serie di iniziative sul ciclo integrato dei rifiuti e sulla gestione delle acque" afferma l'ex senatore e Presidente dell'Osservatorio Regionale sulla Gestione dei Rifiuti Enzo De Luca. "Accanto a tutto ciò, vi è la vicenda tragica della guerra, che sta avendo un impatto planetario sul caro energia e sull'ambiente. Per questo motivo, l'attenzione alla sostenibilità e alla transizione ecologica diventa uno dei punti centrali delle risorse dell'UE rispetto alle progettazioni da sfruttare con il PNRR e alla condizione economica del Mezzogiorno. A tutto ciò, aggiungerei anche un altro aspetto, non secondario: le mafie e la malavita organizzata vanno individuate prima di chi ha responsabilità istituzionali. Al di là delle appartenenze politiche, la Regione Campania deve coinvolgere le scuole, con l'augurio che quest'opportunità venga recepita come una straordinaria occasione affinché il Mezzogiorno, che è una grande ricchezza, esca fuori da questa tragedia".

Sorvino: "Il fenomeno degli abbruciamenti va contenuto e circoscritto in quanto accresce il livello di polveri sottili"

Tra gli ospiti presenti, anche Stefano Sorvino, direttore generale dell'ARPAC Campania, che si è soffermato sul problema degli abbruciamenti nel territorio irpino: "Il tema è attualissimo, il monitoraggio costante e in tempo reale. Ci troviamo in una fase di transizione tra il periodo estivo e l'incipiente stagione invernale, con l'accensione dei riscaldamenti. Indubbiamente, il fenomeno di tali pratiche agricole va contenuto e circoscritto, in quanto concorre in modo significativo ad accrescere il livello di polveri sottili. Le nostre centraline di monitoraggio rilevano periodicamente i dati, il sistema è in fase di potenziamento, sono state effettuate su Avellino e sull'hinterland campagne straordinarie con laboratori mobili. Poi, è compito delle amministrazioni territoriali, possibilmente in chiave collaborativa e nell'ottica di un'Area Vasta, adottare di volta in volta le misure necessarie, sia nel breve periodo che in una prospettiva più ampia".

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