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Lunedì, 24 Giugno 2024
Politica Aiello del Sabato

Aiello del Sabato, ex sito stoccaggio rifiuti: la Regione Campania invita il Sindaco a disporre le indagini ambientali

Lomazzo (Progetto Aiello): "Dopo sette anni di discussioni, non si può più negare l’evidenza". Candido: "Discussione in Consiglio mortificante, come non fosse accaduto nulla"

Riceviamo e pubblichiamo:

L’anno 2004, per sopperire alla famosa “emergenza rifiuti in Campania”, sul territorio regionale vennero realizzati numerosi siti temporanei per lo stoccaggio dei rifiuti solidi urbani. Il comune di Aiello del Sabato ne realizzò uno in zona bosco che fu attivo dal 2004 al 2008. Da quel momento quel sito è rimasto chiuso e inibito anche alla vista da una grossa recinzione, oltre che dalla vegetazione. 

I siti come quello di Aiello, ancora in attività, vennero inseriti in un elenco di “siti potenzialmente contaminati” all’interno del Piano Regionale di Bonifica della Regione Campania del 2005. L’iter da seguire sarebbe dovuto essere: 1) rimozione totale dei rifiuti; 2) indagini sulle matrici ambientali; 3) in caso di superamento dei limiti di inquinamento anche di un solo valore, eseguire il piano di caratterizzazione del sito; 4) chiusura definitiva del sito attraverso messa in sicurezza permanente o bonifica.

Il 2013, con Legge Regionale 20/2013, alla luce della redazione del nuovo Piano Regionale di Bonifica, ai comuni coinvolti venne inviata una scheda di rilevazione dati in base alla quale sarebbe stato disposto un nuovo elenco di siti da svuotare avvalendosi dei fondi FSC 2014/2020. 

Dal comune di Aiello, come si legge dalla nota pervenuta dall’UOD Bonifiche della Regione Campania, non pervenne alcun riscontro, “evidentemente perché i rifiuti erano stati rimossi, ancorché non completamente, da codesto Comune”. “Resta inteso che in ogni caso di rimozione dei rifiuti trova applicazione la revisione contenuta nelle linee giuda ARPAC, … (omissis)… che prevedono le indagini sulle matrici ambientali nell’area di sedime. (Omissis)… di voler procedere alla esecuzione delle indagini ambientali previste dalle richiamate linee guida…”

“Il sito, presente nel Piano regionale bonifiche del 2005 tra quelli “potenzialmente contaminati”, è magicamente scomparso nel 2013 senza che nessuna azione rilevante fosse stata effettuata” spiega il consigliere Manlio Lomazzo

“Da ormai sette anni ho provato a far capire a Sindaci, Giunte, ma anche ai miei ex colleghi di minoranza tra cui il Sindaco di quegli anni, che il solo aver rimosso i rifiuti nell’area (riscontrato dalle “carte” che ho richiesto negli anni) non equivalesse ad aver bonificato l’area; ovvero non volesse dire che il potenziale inquinamento derivante da quella attività fosse magicamente scomparso.” “Sono stato letteralmente lasciato solo nel denunciare questa assurdità, poi, per fortuna, ho trovato nei miei attuali compagni di minoranza del gruppo Progetto Aiello un grande supporto: loro hanno sposato da subito tutte le mie pregresse battaglie sulle tematiche ambientali, dandomi la forza di andare avanti. 

“Questa vicenda”, conclude il consigliere Lomazzo, “nonostante mi dia ragione, non è assolutamente una vittoria, tutt’altro. Restituisce, a chi vuol vedere, quella che è la vera sensibilità ambientale del nostro Sindaco (ex assessore all’ambiente, iscritto a Legambiente, a suo dire “sensibilissimo”), della sua Giunta, della sua maggioranza e, ahimè, di qualche maggioranza precedente con la quale ho condiviso, in opposizione, lo scorso mandato consiliare: Zero! Zero! Zero! Una vergogna totale, poi, l’aver negato l’evidenza per anni. Un modo di fare pericoloso.” 

“Come è possibile che nessun amministratore se ne sia accorto prima?, così Gerardo Candido, capogruppo di Progetto Aiello, “Come è possibile che nessuno abbia ritenuto di andare anche solo a verificare quello che diceva Manlio Lomazzo da anni e che come gruppo consiliare Progetto Aiello abbiamo evidenziato da due anni a questa parte? E’ dovuta venire giù la recinzione per far emergere la verità. Possibile che dobbiamo ringraziare le avverse condizioni meteo di Giugno scorso perché le reali condizioni dell’area potessero venire allo scoperto, ovvero che vi sono ancora presenti, a vista d’occhio, dalla strada, cassoni e rifiuti ingombranti? A rielaborare, poi, la discussione in Consiglio, sembra una commedia dell’assurdo: una discussione imbarazzante e senza senso. Si nega l’evidenza e si tratta l’argomento come fosse la prima volta. Come se due anni di nostre richieste, più cinque del solo Lomazzo non fossero mai esistite. Assurdo”. 

“Il territorio del nostro comune è particolarmente ricco di risorse naturali che le politiche ambientali adottate non hanno mai valorizzate a dovere. Se valorizzare il territorio vuol dire per qualcuno farsi dei selfie o mettere delle targhette ricordo, questi sono i risultati” – sostiene il consigliere Virgilio De Girolamo.

“Anche se si nega la diffusione dei lavori del consiglio sui canali social e non si favorisce la diffusione delle info in modo diretto ed oggettivo - sostiene la consigliera Connie Della Sala- i cassoni mostrati nelle foto sono lì, a 3 minuti di auto dal centro e a 1 minuto dalla base scout. Rispetto alle tante richieste di intervento, possibile che a nessuno sia venuta la curiosità di andare a vedere di cosa si trattasse?”

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