Morando: "Ammodernare il Paese". Santaniello: "Far crescere l'Irpinia"

"Sviluppo, investimenti e lavoro nelle aree interne della Campania", questo il tema dell'incontro tenutosi all'interno del Palazzo degli Uffici ad Ariano Irpino alla presenza del vice Ministro dell'Economia

"Sviluppo, investimenti e lavoro nelle aree interne della Campania", questo il tema dell’incontro tenutosi all’interno del Palazzo degli Uffici ad Ariano Irpino alla presenza del vice Ministro dell’Economia Enrico Morando. Una tavola rotonda organizzata dal Partito Democratico che in questa tornata elettorale per le elezioni regionali sta focalizzando il proprio impegno sull’analisi dei problemi del territorio e le questioni legate alla crescita. Tanta partecipazione ed entusiasmo in particolare da parte dei giovani democratici arianesi che si sono stretti intorno alla candidatura della presidente del Pd Irpino.

Ad introdurre i lavori il segretario arianese del Pd, Domenico Carchia, è seguito poi l'intervento del segretario  provinciale dei democratici, Carmine De Blasio.

Presente all'appuntamento la capolista del Pd irpino alle prossime regionali,Roberta Santaniello. “Adesso che le aree interne sono ampiamente considerate dalle politiche europee è giusto capire in che termini e su che basi la nostra Provincia può ripartire, dopo anni di stasi provocati dalla Giunta Caldoro  ha ribadito la Santaniello: “L’Irpinia è terra di eccellenze agricole, lattiero-casearie, vitivinicole ma l’isolamento, specie quello dovuto alla mancanza di infrastrutture, penalizza lo sviluppo e l’implementazione delle produzioni e del commercio. È ora di dare una svolta e di ripensare in maniera nazionale ad un sistema integrato di servizi ed infrastrutture che renda l’Irpinia il cuore pulsante dell’industria campana e il territorio di Ariano, strategico, sotto questo aspetto, può recitare un ruolo importante”. De Blasio paventa invece quello che va considerato il pericolo più grande di questa tornata elettorale: l'astensionismo. "Non andare a votare perché i politici sembrano tutti uguali comporta due conseguenze - afferma il segretario - la prima è che si ravvivi il sistema corrotto e la seconda che la scelta che risulta dalle urne sia meno rappresentativa della volontà della popolazione".

A prendere la parola anche il segretario provinciale dei democratici, Carmine De Blasio, che ha detto: "Caldoro ha trattato le zone interne come fossero un ripostiglio in cui nascondere situazioni incresciose o imbarazzanti, perché mortificare un popolo, come quello irpino, pieno di inventiva e competenza?”, aggiungendo: “Il nostro è un partito grande pieno di contraddizioni interne ma è anche la nostra speranza: siamo l’unica alternativa seria e matura per i cittadini”.

De Blasio ha anche ricordato che “la candidatura della Santaniello proviene dalla disponibilità che lei ha dato sopperendo ad un momento di difficoltà del partito: la sua campagna elettorale dinamica sta facendo emergere quelle che sono le sue peculiarità e capacità personali”.

A tirare le conclusioni dell’incontro è stato il vice ministro all’Economia giunto sul tricolle per sostenere il candidato presidente del centrosinistra Vincenzo De Luca, e la capolista del Pd irpino, Roberta Santaniello.

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“Il problema è tornare a crescere, perché da troppo tempo ci manca la crescita. È possibile, comunque, sperare in un nuovo processo di sviluppo per l'Italia e il Mezzogiorno. Per tornare a crescere, infatti, in questi mesi che ci sono davanti ci viene offerta l'occasione di un euro debole, di tassi di interesse abbastanza bassi e di un prezzo del petrolio abbastanza agevole”. Ha spiegato Morando, invitando gli arianesi a sostenere il centrosinistra per non mortificare il processo di ammodernamento del Paese avviato dal governo di Matteo Renzi. “Questi tre fattori, euro debole, tassi di interesse e prezzo del petrolio - ha proseguito il vce ministro - sono quelli che oggi ci consentono di avere il segno più davanti al Pil: ma attenzione, questi tre fattori non possono durare a lungo. La sfida che abbiamo di fronte in questi mesi è quella di cambiare l'Italia in tutti i campi, da quello politico-costituzionale fino a quello economico e sociale; pertanto questi fattori devono essere sostituiti per il sostegno della crescita dei fattori interni. In questo quadro si collocano le elezioni regionali, perché il cambiamento necessario non può essere prodotto solo dal governo nazionale”.  

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