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Meloni: "All'Isochimica nessuna passerella, conosco il problema"

L'assessore Romano annuncia: "Siamo ad un punto abbastanza importante sulla vicenda Isochimica, almeno sotto il profilo della operatività delle operazioni di bonifica"

Sbircia da dietro i cancelli. Il problema dimostra di conoscerlo, ma non l'aveva mai visto da vicino. Pianodardine, ex Isochimica, la fabbrica dei veleni, per Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia il problema c'è, esiste e va risolto. Le tiene sostegno sulle procedure di bonifica, l'attuale assessore all'ambiente Giovanni Romano: "Siamo ad un punto abbastanza importante sulla vicenda Isochimica, almeno sotto il profilo della operatività delle operazioni di bonifica. Nell’incontro della Conferenza dei Servizi promossa dal Comune di Avellino è stato definitivamente approvato il piano di caratterizzazione che rappresenta il punto di partenza fondamentale per capire quali sono le operazioni di bonifica e, dunque, la reale entità delle risorse finanziarie da stanziare per la risoluzione definitiva della questione. Solo dalla caratterizzazione dei materiali presenti sul sito, infatti, potremo capire qual è la reale entità dell’inquinamento e, dunque, che quanto sia necessario investire per realizzare gli interventi di rimozione dei materiali in questione".

Snocciola i numeri l'assessore Romano. Una goccia in un mare. "Serviranno altri fondi ma solo quando avremo appurato il reale livello di inquinamento del sito, con la caratterizzazione appunto, potremo calcolare le cifre esatte".

Giorgia Meloni smentisce chi l'accusa di fare passerella insieme a Orazio Sorece, Ettore De Conciliis, Genoveffa Pizza e Carmela Diana, candidati alle elezioni regionali: "Per noi parlano gli atti. Sulla vicenda ce ne siamo occupati nei question time, con apposite interrogazioni, nelle quali abbiamo chiesto sia lo stanziamento delle risorse necessarie, sia interventi per la bonifica dell’area senza mai ricevere una risposta. Le cause dei ritardi nelle procedure per la bonifica, vanno ricercate anche nel mancato inserimento del sito avellinese tra quelli di interesse nazionale".

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